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Salva-Salvini: il nuovo game show del Carroccio allo spiedo

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Da sinistra, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Salva-Salvini: è il nuovo game show della politica italiana. Recessione? Poco importa. Incostituzionalità di reddito di cittadinanza e quota 100? Chi vivrà vedrà. Quello che oggi appassiona di più è il gioco scatenato dal caso Diciotti, che promette nuovi equilibri nei palazzi romani.

Ricapitolando: Salvini prima dice che si farà processare come chiede il Tribunale dei Ministri di Catania. E i 5 Stelle: benissimo via l’immunità, si voti l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno. D’altra parte, come abbiamo sempre detto, “nessun privilegio alla casta” fa parte della nostra storia.

Poi il leader leghista cambia le carte in tavola. Salvini scrive al Corriere della sera (ghost writer pare Giulia Bongiorno, ministro della Pa, grande avvocato) e inverte la rotta di 180 gradi: nessun processo a un atto politico. Perché si sa, rischiare la ghirba per sequestro di persona, anche fra qualche anno, non piace a nessuno.

Parola di premier

Intanto, il premier Giuseppe Conte, altro giurista di vaglia, precisa il contesto della questione: “In merito alla decisione della Giunta del Senato sulla domanda di autorizzazione a procedere avanzata nei confronti del ministro Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti, si sta consumando un caso di disinformazione. Parlare di immunità è un grande strafalcione giuridico, definire questo voto un salva-Salvini è un falso che rischia di fuorviare il dibattito pubblico”.

E “l’avvocato degli italiani” aggiunge: “Bisogna avere chiaro il quesito giuridico a cui saranno chiamati a rispondere i senatori: se abbia agito per il perseguimento di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o di un interesse pubblico inerente alla funzione di governo o se il ministro abbia agito al di fuori del suo ruolo ministeriale per i suoi propri interessi personali”.

Salva-Salvini e malpancisti

Sarà tutto vero, ma Giovanni Guareschi, guardando alla confusione nei 5 Stelle, direbbe sorridendo: “Contrordine compagni!”.
Da una parte, i lealisti sono già in retromarcia. Capitanati da Di Maio, sul Salva-Salvini prendono tempo e aprono alle valutazioni politiche in punta di fioretto, mettendo in discussione il purismo anti-casta, che andrebbe declinato a seconda dei casi e non utilizzato come un machete ideologico in qualsiasi situazione.

Dall’altra però ci sono i malpancisti. Coloro che fin dall’inizio si sono contorti sofferenti difronte al contratto di governo giallo-verde. Fico? Di Battista? Tra i loro sodali, molti hanno messo in luce come questa ciliegina sulla torta andrebbe di traverso alla base 5 Stelle. Insomma, dopo Tap, Ilva, vaccini e i dubbi sulle grandi opere, votare a favore del Salva-Salvini farebbe una strage tra gli elettori del Movimento, e questo già a partire da regionali ed europee nei primi sei mesi dell’anno.

Carroccio allo spiedo

C’è poi l’indiscrezione, fatta trapelare ad arte, su una raffinata ricetta a 5 Stelle preparata nelle vicinanze di Palazzo Chigi, ma degna di Masterchef. Quella di far rosolare il Carroccio per qualche mese sul Salva-Salvini, visto che i tempi per il voto in aula al Senato potrebbero slittare addirittura dopo le europee di maggio.

Ma all’assunto “Salvini adesso ce l’abbiamo in pugno”, potenziale merce di scambio su tante faccende a partire dalla Tav, ha già risposto in men che non si dica il redivivo Berlusconi. Su Repubblica ha lanciato la contromossa (concordata con Salvini?), proponendo un nuovo governo con i suoi, la Lega e i 5 Stelle “responsabili”, magicamente diventati competenti o meno incompetenti di prima. Dopo l’asso giocato da Palazzo Grazioli, adesso aspettiamo trepidanti le prossime mosse degli avversari. E di certo, tra recessione e dintorni, le sorprese non mancheranno.

 

 

 

 

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