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Dalla Fondazione al Comune: c’è un patto segreto della politica piacentina?

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Dall'alto in senso orario: Roberto Reggi, Patrizia Barbieri, Tommaso Foti e Massimo Trespidi

A Piacenza c’è chi pensa che sia in corso “un tentativo di anestetizzare la politica cittadina in vista delle elezioni comunali del prossimo anno”. Una tesi che avrebbe preso corpo dopo la presentazione del Consiglio di amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano. A togliere il velo sull’accordo sarebbe stato l’annuncio del presidente Roberto Reggi quando ha conferito il ruolo di vicepresidente vicario della Fondazione a Nicoletta Corvi. “Non ci sono più dubbi”, sostiene il primo dei nostri interlocutori: “Palazzo Rota Pisaroni è del tutto in mano al centrosinistra. Corvi infatti di mestiere fa la direttrice di Confcooperative. Le basta? Confcooperative è una roccaforte del centrosinistra piacentino. E con Reggi presidente l’ago della bilancia in via Sant’Eufemia è del tutto spostato da quella parte”.

La merce di scambio

A questo punto viene da chiedersi quale sia stata la merce di scambio, visto che nessuno nel centrodestra si è lamentato di questa soluzione che ha favorito in modo così palese gli avversari di sempre. Un silenzio assordante che dalla Lega a Fratelli d’Italia continua da marzo, quando il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri aveva dato il via libera a Reggi. La vera frustata al cavallo dell’ex sindaco di centrosinistra che gli ha consentito la galoppata vincente fino al soglio di via Sant’Eufemia.

“Da allora nessuno tra i notabili che contano nel centrodestra, dall’onorevole Tommaso Foti al leader di Liberi Massimo Trespidi, ha proferito verbo”, continua la nostra fonte. “E si può solo pensare che la merce di scambio sia stata Palazzo Mercanti. Al centrosinistra la Fondazione e al centrodestra il Comune. Al centrosinistra l’amministrazione del patrimonio della Fondazione e dei suoi proventi; al centrodestra i fondi del Pnrr in arrivo a Piacenza. Chiaro, no?”.

Quelli del 1960

Sarà, ma forse questo patto sa tanto di fantapolitica. “La pensi pure così”, ci risponde un altro dei nostri interlocutori. “Intanto vedremo chi si presenterà alle elezioni come candidato del centrosinistra contro Patrizia Barbieri. Da quel nome si capiranno molte cose se non tutto. Perché nel centrodestra si è deciso che Palazzo Mercanti toccherà ancora a lei. E si parla da tempo anche di una trattativa con Trespidi per un ticket da vicesindaco. Con in più, per lui, la presidenza della Provincia. Un Trespidi che con un paio di assessori di fiducia arriverebbe in Comune da salvatore della patria, per raddrizzare la rotta di una barca amministrativa che in questi anni ha dimostrato forti limiti di navigazione nonostante l’impegno di Barbieri”.

E Foti, che sarà deputato di Fratelli d’Italia fino al 2023? “Ha ottime possibilità di essere ricandidato e rieletto anche con la riforma dei collegi elettorali. E se poi dovesse decidere diversamente di certo non resterà con le mani in mano”. Magari “questo patto generazionale (perché Reggi, Barbieri, Trespidi e Foti sono nati tutti nel 1960, ndr) prevede anche una clausola del genere…”.

L’ombra di Toscani

Insomma, per diverse fonti che frequentano i palazzi che contano della città basterà solo aspettare. “Per adesso si parla di liste civiche come quelle a cui starebbero pensando Massimo Silvotti, il direttore del Piccolo museo della poesia, o l’ex presidente di Confapi Cristian Camisa, ma per politici navigati come i nostri non si tratta di nomi preoccupanti”.

A rompere le uova nel paniere di questo ipotetico patto di desistenza che va da sinistra a destra potrebbe essere solo Massimo Toscani, se l’ex presidente della Fondazione decidesse davvero di scendere in campo. “E con tutti gli appoggi che vanta non solo in città, sarebbero fastidi non da poco, se non dolori, anche per i partiti più organizzati da una parte e dall’altra”. Così la metamorfosi piacentina sarebbe completa: “La politica è entrata in Fondazione? E allora la Fondazione entra in politica…”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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