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Romeo Gandolfi: ecco perché il sindaco del centrodestra ha vinto “facile” a Fiorenzuola

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Romeo Gandolfi: il sindaco dell’asfalto, com’era stato definito dai suoi avversari, oltre alle strade di Fiorenzuola ha asfaltato anche il centrosinistra. O meglio la sinistra, perché gli elettori di centro o hanno votato per lui o non sono andati alle urne. L’analisi può sembrare tranchant. Ma il 3 e 4 ottobre, che piaccia o no, a Fiorenzuola le cose sono andate così.

Maggioranza schiacciante (66,5% e 4.466 voti) per il sindaco uscente con SiAmo Fiorenzuola. E sconfitta bruciante (33,5% e 2.246 voti) per Dario Marini Ricci che con Cambiamo Fiorenzuola ha ottenuto la metà di percentuale e consensi. Il tutto a fronte di un’affluenza alle urne in netto calo rispetto a 5 anni fa – quando si è votato in un solo giorno – scesa dal 66,17% (7.285 voti validi) al 60,35% (6.712).

I vincitori del centrodestra

I numeri della sfida elettorale iniziata un mese fa insomma parlano abbastanza chiaro. Con una serie di segnali anche all’interno degli schieramenti che non lasciano molto spazio ad altre interpretazioni. Nel centrodestra netta affermazione di Fratelli d’Italia che ha fatto il pieno di voti, con l’elezione di tutti i suoi candidati (Martina BinelliBarbara BonettiFranco Brauner e Massimiliano Morganti).

En plein sfiorato per Forza Italia, che ha portato in Consiglio 3 candidati su 4 (Umberto BergamaschiMarcello Minari e Paola Pizzelli, con quest’ultima regina delle preferenze a quota 498); stessa valutazione per la componente civica di SiAmo Fiorenzuola che ha portato in Consiglio Federico Franchi, Paolo Nani e Monica Tedeschi; mentre la Lega è andata ben al di sotto delle aspettative e ha visto il successo di un solo candidato, Elena Grilli, oltretutto ultima degli eletti (130 preferenze).

La nuova Giunta e…

In questo quadro, adesso Gandolfi (il sindaco per caso, come si definiva fino a ieri) dovrà comporre la sua nuova Giunta. Tenendo conto di due fattori: grazie a questa bella vittoria personale è diventato il dominus indiscusso della maggioranza di centrodestra; e già in campagna elettorale aveva annunciato che se rieletto avrebbe puntato su assessori con una disponibilità a tempo pieno o quasi.

La prima scelta sarà quella del vice. E qui, se sembra scontata la riconferma di Pizzelli, qualcuno guarda anche alla crescita del suo “braccio destro” Minari; entrambi i rappresentanti di Forza Italia dovrebbero comunque essere confermati senza se e senza ma tra i suoi più stretti collaboratori. Stesso discorso, probabilmente, anche a fronte di una maggiore disponibilità, per gli assessori uscenti di FdI Brauner e Morganti. Poi resta il nodo dei civici a cui dare la rilevanza meritata alle urne.

Ma la questione più spinosa, com’è evidente, sarà la gestione della sconfitta interna subita dalla Lega. A partire da quella dello storico rappresentante del Carroccio e presidente uscente del Consiglio comunale, Andrea Pezzani, che non è stato riconfermato dagli elettori. E qui vedremo quale coniglio farà uscire dal cilindro il sindaco rieletto, magari guardando anche fuori dal Consiglio comunale.

Resa dei conti nel centrosinistra

Ultimo dolente capitolo dedicato al centrosinistra “unito”, che dopo la débâcle di Cambiamo Fiorenzuola andrà di certo a una difficile resa dei conti. Al fianco di Marini Ricci sui banchi dell’opposizione siederanno Nando Mainardi (unico consigliere uscente riconfermato), Cinzia Ferdenzi, Franco Pastorelli e Chiara Cremonesi.

Sul banco degli imputati invece c’è il Partito democratico, che dopo tanti mal di pancia iniziali, alla fine non avrebbe spinto a dovere la lista, tanto che non ha portato in Consiglio nessuno dei suoi candidati interni. Una sconfitta storica per il Pd, un partito che apparentemente non determina più come in passato la vita politico-amministrativa di Fiorenzuola.

Il magro risultato ottenuto da Cambiamo Fiorenzuola si spiega con una lista civica che agli occhi degli elettori si è dimostrata una compagine troppo schiacciata a sinistra. E che ha pagato anche il tramonto dell’area 5 Stelle. I conti poi andranno fatti con un programma che si è dimostrato perdente, dalla sanità all’economia, al di là dell’impegno divulgativo di Marini Ricci e dei leader della coalizione, da Mainardi a Elena Rossini.

Non siamo stati capiti, ha commentato il giovane candidato sindaco, riflettendo a caldo sul disastro elettorale. Ma forse, a questo punto, sono state le proposte di Cambiamo che non hanno capito Fiorenzuola.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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