Presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano: il muro contro muro tra le candidature di Giangiacomo Schiavi e di Roberto Reggi continua? E allora, come avevamo anticipato, ecco che si va alla ricerca di un terzo nome che possa mettere tutti d’accordo sulla guida della prestigiosa Istituzione di Palazzo Rota Pisaroni.
Adesso così si parla del dottor Augusto Pagani, presidente uscente dell’Ordine dei medici di Piacenza che proprio in questo weekend sta rinnovando i suoi vertici attraverso il voto telematico. La mossa, attribuita dal quotidiano Libertà alla governance uscente guidata dal notaio Massimo Toscani, era nell’aria dopo l’inizio di un finale di partita sul rinnovo dei vertici di via Sant’Eufemia che si prospettava divisivo e pieno d’incognite.
La spaccatura dei sette
Da una parte, abbiamo un gruppo di sette consiglieri – Maria Grazia Sabato (indicata dal Comune di Piacenza); Luigi Cavanna (Provincia); Fabio Fornari (45 Comuni della provincia); Lavinia Gaia Bulla (Università Cattolica); Edoardo Favari (Politecnico); Mario Magnelli (Conservatorio Nicolini); Daniela Boffino (Comune di Vigevano) – che ha preso una posizione autonoma rispetto agli altri sei colleghi eletti in Consiglio generale.
Nei giorni scorsi, infatti, i sette hanno rotto gli indugi, presentando, in vista del primo Consiglio a 13, una lettera a sostegno dei nomi della consigliera uscente Nicoletta Corvi, (direttrice di Confcooperative) e dell’avvocato Luigi Salice (ex consigliere comunale del Pdl) da cooptare nel parlamentino di via Sant’Eufemia per completare il plenum a 15, che poi eleggerà il futuro presidente.
Cordata per Reggi?
Tuttavia, quella che mano a mano ha assunto le caratteristiche di una cordata pare a sostegno di Reggi, in particolare dopo l’apertura sul suo nome della sindaca e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, oltre a lasciare più di un dubbio all’interno degli stessi sette consiglieri, non ha fatto altri proseliti. Anzi, a partire dalla Diocesi, l’iniziativa si sarebbe scontrata subito con la ferma opposizione di chi si è richiamato agli accordi stabiliti per identificare la figura del prossimo presidente. Cioè, niente politici e imprenditori al vertice di Palazzo Rota Pisaroni; e soprattutto, massima condivisione possibile sulla scelta del candidato presidente.
Il caso Schiavi
Quindi, fermezza anche sul nome di Schiavi, che avrebbe queste caratteristiche, o cos’altro? La domanda è lecita dopo i tentennamenti dell’ex vicedirettore del Corriere della Sera. Schiavi, dapprima pare che fosse disposto a rivestire l’incarico ma solo tra un anno; poi, avrebbe sciolto la riserva per entrare subito in carica.
Uno stop and go che avrebbe generato diversi dubbi sulla sua candidatura. Dubbi che non si sarebbero sciolti nemmeno dopo un intervento chiarificatore di Schiavi, ospitato sempre dal quotidiano cittadino, dove il noto giornalista si è detto disponibile alla presidenza ma solo se considerato super partes. Tanto che, dopo le sue parole, si sarebbe concretizzata la lettera dei sette per sostenere l’ipotetica cordata pro Reggi (con l’ex sindaco in uno stretto riserbo) e giubilare così, definitivamente, la candidatura di Schiavi.
Consiglio rinviato
Ecco quindi da dove nasce la necessità di trovare un punto d’incontro, per evitare di arrivare alla conta sui nomi del giornalista del Corsera e dell’ex sindaco di Piacenza di fatto già nel primo Consiglio generale. Una conta che potrebbe avere effetti molto negativi sul futuro della Fondazione.
Il primo risultato ottenuto dalle diplomazie piacentine è stato il rinvio del Consiglio generale da metà mese alla fine di marzo. Una tregua utilissima, perché è chiaro che adesso serva tempo per valutare anche un terzo nome autorevole, capace di unire e non di dividere.
Piacenza aspetta
Nel frattempo, interpellato dal quotidiano piacentino, Pagani si è detto orgoglioso solo del fatto che il suo nome sia accostato a quello della Fondazione. E Sabato, la “portavoce” dei sette consiglieri, ha sminuito il rapporto tra gli autori della lettera pro Corvi e Salice e la candidatura Reggi. “Il nostro obiettivo è quello di trovare anzitutto unità d’intenti tra tutto il Consiglio per il bene della Fondazione e della città”, ha detto Sabato, sempre a Marcello Pollastri di Libertà. “Quanto alla presidenza, sono convinta che al momento debito la Fondazione avrà un presidente eletto da tutti”. Vedremo se sarà così, Piacenza aspetta.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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