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Ausl: il trasloco dei 5mila diabetici di Piacenza e la foglia di fico del nuovo ospedale

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A Piacenza e provincia ci sono 5mila diabetici che tra qualche mese potrebbero avere molti più problemi di oggi. Tanti sono i pazienti con questa patologia seguiti direttamente dall’Ausl all’ospedale di Piacenza. Probabilmente il reparto di Diabetologia è quello con il più alto numero di pazienti cronici, che necessitano di visite, controlli, analisi, distribuzione di farmaci e così via.

Adesso per loro è arrivata una sgradita novità. “L’abbiamo scoperto quasi per caso, frequentando l’ambiente ospedaliero”, ci racconta Carlo Fantini, presidente dell’Associazione diabetici Piacenza. “E solo dopo aver chiesto un incontro abbiamo avuto la conferma ufficiale delle intenzioni dell’Ausl. Da settembre il reparto di Diabetologia sarà trasferito in Piazzale Milano, che per così dire non è a due passi dall’ospedale Guglielmo da Saliceto. Considerando che questa tipologia di pazienti molto spesso necessita di approcci terapeutici che coinvolgono altri reparti, la cosa non può che preoccuparci”.

Dopo i primi due incontri con i vertici dell’Ausl, il presidente dell’Associazione diabetici Piacenza ne ha avuto un terzo; sempre con loro e con i sindaci del territorio nell’ambito della Conferenza sociosanitaria. Anche in quest’occasione Fantini ha ribadito come si tratti di “pazienti spesso anziani, affetti anche da altre patologie, che si muovono con difficoltà e devono essere accompagnati; sono 5mila persone che almeno due, tre volte all’anno necessitano di visite specialistiche, magari coordinate e quindi non solo diabetologiche”.

In più, Fantini ha sottolineato con forza il problema logistico. “La zona prescelta di Piazzale Milano è trafficatissima; c’è una forte carenza di parcheggi e di mezzi pubblici per arrivare alla casa della salute. Ci hanno promesso che con il Comune verranno stabiliti degli spazi dedicati per i posteggi, ma la cosa non ci lascia tranquilli”.

Le scelte dell’Ausl

Dal canto suo, per voce del direttore generale Luca Baldino, l’Ausl di Piacenza in Conferenza sociosanitaria ha garantito all’Associazione diabetici spazi di coprogettazione, ma il trasloco ormai è deciso. E l’Azienda sanitaria si è giustificata, sostenendo la necessità del trasferimento della Diabetologia per una “drammatica carenza di spazi nell’ospedale di Piacenza”. Aggiungendo che un reparto del genere può essere ubicato anche in sede diversa dal nosocomio, “creando criticità di minor peso rispetto al trasferimento di altri reparti”.

L’ingegner Baldino ha annunciato altresì come serva trovare con urgenza una nuova collocazione anche al day hospital di Ematologia. Il servizio oggi condivide gli stessi spazi del reparto di Malattie infettive, una soluzione definita “certamente non ottimale”.

Non basta. Nonostante i problemi logistici già denunciati da Fantini per i diabetici, l’Ausl ha annunciato che amplierà le sue attività sanitarie sempre a Barriera Milano, trasferendo una serie di uffici amministrativi in un altro immobile che sta per affittare dalla Provincia.

Baldino ha ricordato anche come queste criticità di oggi potranno trovare soluzione solo a lungo termine, quando a Piacenza ci sarà il nuovo ospedale con i suoi ampi spazi a disposizione.

Qualche domanda

Questa la cronaca, ripresa anche dal quotidiano Libertà. L’impressione è che si navighi a vista. Mettendo pezze organizzative che forse sono peggio del buco.

L’ingegner Baldino che da anni dirige l’Azienda sanitaria di Piacenza si accorge solo oggi della “drammatica carenza” di spazi per le attività ospedaliere? E non ricorda che se va tutto va bene, il nuovo ospedale (a proposito, a quando il Consiglio comunale sulla Variante urbanistica?) sarà operativo tra una decina d’anni?

E intanto? Con tutti i milioni stanziati dalla Regione e dallo Stato per la sanità, perché Piacenza deve vivere queste criticità, ammesse dallo stesso direttore generale dell’Ausl, alle quali, probabilmente, e Covid permettendo, nel tempo se ne aggiungeranno altre? Il tutto pesando sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione, composte da anziani, malati e dalle loro famiglie?

Perché per esempio, come ha suggerito qualcuno, non riattivare velocemente gli spazi dell’ex clinica Belvedere in via Gadolini, tra l’altro già di proprietà dell’Ausl, dove a fine 2019 erano iniziati i lavori di rimozione dell’amianto? Oppure valutare altre soluzioni, ben più vicine al Guglielmo da Saliceto, di cui si è sentito parlare a suo tempo da chi sostiene che invece di fare un nuovo ospedale si potrebbe anche ampliare l’attuale nosocomio?

Insomma, sembra incredibile che a Piacenza non sia possibile trovare soluzioni ponte per almeno un decennio, diverse da quelle prospettate dall’Ausl a Piazzale Milano. Soluzioni che appunto per un lungo periodo di tempo agevolino invece di complicare la vita ai cittadini anche semplicemente sul piano logistico.

E soprattutto, una richiesta: per favore, basta nascondersi dietro al nuovo ospedale parlandone come della panacea di tutti i mali; ormai è diventato una foglia di fico che non fa che irritare i cittadini quando chiedono ai loro amministratori soluzioni in tempi brevi a tutela della loro salute.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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