Piacenza in zona rossa. Le parole di ieri sera della sindaca di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri lasciano pochi dubbi e un po’ d’amaro in bocca.
Nel video messaggio divulgato dalla sua pagina Facebook, dopo un incontro con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, Barbieri è apparsa chiaramente preoccupata.
Senza novità dell’ultimo minuto, anche Piacenza seguirà il destino del resto della regione, che ha dati molto negativi, a partire da Bologna e Modena. La decisione spetterà al ministro della Salute Roberto Speranza, con un’ordinanza attesa per domani.
Variante inglese
Anche a Piacenza a preoccupare è il possibile repentino sviluppo della variante inglese del Covid. Come ha ribadito Barbieri, “si sta rivelando estremamente pericolosa; e viaggia veloce anche tra giovani e giovanissimi”. Ricordando poi come non ci siano “territori che possano considerarsi esenti. Anche il nostro, nonostante abbia numeri buoni e una situazione sotto controllo, ma che in maniera repentina, imprevista e imprevedibile potrebbe andare incontro ripercussioni importanti e massicce”.
In più, la sindaca ha sottolineato come in molte aree della regione il sistema sanitario sia già in sofferenza, “soprattutto le terapie intensive; il che comporta anche l’impossibilità di curare altre patologie, cosa che, visto quanto è accaduto lo scorso anno, sappiamo benissimo cosa significa”.
Marzo 2020
Il pensiero infatti non può che correre al marzo 2020, quando proprio in questo periodo, anche se in un contesto molto diverso, la scelta di non fare Piacenza zona rossa risultò disastrosa, causando in un solo mese 300 morti. In sostanza, il 20% delle oltre 1.500 vittime che contiamo oggi.
Quindi, anche se la nostra provincia ha dati migliori delle altre, comprese quelle lombarde, si può considerare un azzardo anche solo pensare di lasciare Piacenza fuori da misure più stringenti. Col rischio di rimpiangerle in seguito, come appunto è avvenuto un anno fa.
Dare di più
D’altro canto, stante la lentezza della campagna vaccinale e la nuova recrudescenza del Covid, dopo un anno non si possono chiedere ancora pesanti sacrifici economici a quei cittadini che non sono dipendenti pubblici o pensionati.
La politica dei ristori anche a Piacenza si è rivelata del tutto insufficiente. Imprese, artigiani, professionisti ed esercenti che devono continuare a sopportare chiusure a singhiozzo e devastanti limitazioni delle loro attività vanno supportati in modo più corposo, veloce, mirato. E non solo dallo Stato, ma anche dalla Regione e dal Comune dove vivono, svolgono le loro attività e pagano le tasse.
Quindi, invece di limitarsi ad annunciare nuove e giustificabili restrizioni, accompagnate solo da generiche promesse di sostegno e di impegno a pressare il Governo, amministratori come la sindaca Barbieri, forse si dovrebbero chiedere se non sia ora di cambiare concretamente anche il loro approccio al drammatico problema economico di questi cittadini. Cercando subito le risorse necessarie, ben presenti nei loro bilanci, prima che sia davvero troppo tardi.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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