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Piacenza, politica e potere: ecco gli assi pigliatutto del 2026

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(foto Carlo Pagani)

Piacenza, politica e potere: ecco gli assi pigliatutto del 2026. Cominciamo dall’alto, mettendo in ordine le carte sul tavolo. Il più pesante, ça va san dire, è l’asso col volto del ministro Tommaso Foti. Le quotazioni del leader di Fratelli d’Italia sono in crescita da tempo, a maggior ragione dopo la recente archiviazione della sua posizione nell’inchiesta appalti del 2022. Forte non solo della sua ascesa romana, grazie alle deleghe governative su Pnrr, Affari europei e Politiche di coesione, l’onorevole Foti ha un controllo pressoché assoluto sul centrodestra piacentino, dove non si muove foglia che lui non voglia.

Un potere destinato ad aumentare in proporzione all’avvicinarsi delle elezioni politiche e comunali che si terranno nel 2027. E che Foti da un po’ sta gestendo in modo più ecumenico e sfumato rispetto al passato nel rapporto con gli avversari; a partire per esempio da quello con il sindaco Pd Katia Tarasconi, come è emerso nel caso dell’operazione immobiliare pubblico-privata dell’ex Manifattura tabacchi. Un approccio che però sta generando più di un mal di pancia tra le sue truppe, che vorrebbero il ministro Foti protagonista di una contrapposizione più netta, proprio in vista degli appuntamenti con le urne.

Ancora tu…

A contendere lo scettro dell’asso più pesante a Foti, c’è sempre il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi, grazie a una disponibilità economica invidiabile, offerta dalla gestione della “cassaforte dei piacentini” che vanta un patrimonio di circa 400 milioni di euro. Anche per lui le quotazioni sono in crescita, in vista di un possibile prolungamento della sua permanenza sul trono di palazzo Rota Pisaroni fino al 2030. Due anni in più del previsto, consentiti dall’Addendum Mef-Acri dell’ottobre scorso, che ha aperto la possibilità per le Fondazioni ex bancarie di allungare i mandati da quattro a sei anni per presidente e Consiglio generale. In questo caso, se la riforma fosse adottata in via Sant’Eufemia, per Reggi si aprirebbero ulteriori possibilità di incidere pesantemente sul quadro politico, economico e culturale di capoluogo e provincia.

Da sinistra a destra

Sfogliando il mazzo delle carte politiche piacentine, altri assi sembrano stabili nel gioco del potere non solo cittadino. Vedi quello col volto dell’onorevole Pd Paola De Micheli, che pare si stia muovendo in modo determinato per restare in Parlamento anche nella prossima legislatura. Stesso discorso per la senatrice leghista Elena Murelli. Mentre sembrano in ascesa le quotazioni del vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Giancarlo Tagliaferri. Per alcuni, senza l’arrivo di un Jolly, il numero due di FdI sembra destinato alla candidatura a sindaco di Piacenza per il centrodestra nel 2027. Anche se altri sottolineano come per esempio Massimo Trespidi, leader di Comunione e Liberazione, stia sfruttando al meglio pure il suo ruolo di presidente del Conservatorio Nicolini per raggiungere lo stesso scopo. Sempre che ottenga il via libera alla sua candidatura dall’ex sindaco Patrizia Barbieri, che guida la Lista civica di cui anche Trespidi fa parte in Consiglio comunale.

T come Tarasconi

Per il resto nel centrosinistra rimangono stabili le quotazioni dei consiglieri regionali Pd Luca Quintavalla e Lodovico Albasi. Come quelle del sindaco Katia Tarasconi, sebbene non manchino le tensioni nella sua maggioranza. Vedi quelle generate dalla discussione sul Piano urbanistico generale che pare ancora lontano dall’approdo. Il tutto in attesa che nel 2026 si chiudano positivamente partite chiave come quella di Piazza Cittadella. Insomma, se arriverà qualche inaugurazione di peso, anche l’asso alla T di Tarasconi tornerà a brillare sul tavolo della politica non solo piacentina.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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