Attualità

Zingaretti, il valzer delle coppie e la sfida elettorale Conte-Salvini

zingaretti-valzer-prepara-sfida-conte-salvini

Zingaretti e il valzer delle coppie. Quelle di governo, che però sembrano non ballare per niente all’unisono. Anzi, si pestano i piedi a più non posso. Da una parte ci sono Renzi e Di Maio che avvinghiati assediano Conte; e dall’altra c’è lo stesso premier che ormai danza ben stretto al segretario del Pd. Ma andiamo con ordine e vediamo che cosa sta succedendo.

A pochi giorni dall’approvazione unanime della manovra alla base della prossima legge di Bilancio, Conte ha fatto la voce grossa, seguendo la linea già dettata da Zingaretti. “La manovra è stata deliberata, approvata dai ministri di tutte le forze politiche, anche del Movimento 5 Stelle”, ha detto il premier contro gli ennesimi mal di pancia. Poi ha sottolineato che “chi non fa squadra è fuori dalla maggioranza”. Parole dure, mai sentite finora. Ma che rivelano come la tensione sia arrivata alle stelle.

Gli obiettivi di Conte sono sempre Renzi, che adesso vuole abolire quota 100, e Di Maio, che dopo il sì chiede un nuovo Consiglio dei ministri per rivedere altre decisioni già prese su partite Iva e flat tax, pos, contanti e chi più ne ha più ne metta.

Una tensione alimentata con sapienza dalla Leopolda di Italia Viva anche con battute come quelle di Maria Elena Boschi. “Il Pd è diventato il partito delle tasse”, ha detto, per ricordare in particolare ai 5 Stelle che chi siede sulla poltrona di ministro dell’Economia, deus ex machina della manovra, è il dem Gualtieri, uomo di Zingaretti.

Qualcosa non torna

D’altra parte i primi conti rivelano come la manovra approvata dal governo sarà tutt’altro che indolore, alla faccia di chi ha sostenuto di non voler aumentare la pressione fiscale. Tra un balzello e l’altro, anche senza un aumento dell’Iva e al netto delle agevolazioni messe in cantiere, il Fisco nel 2020 dovrebbe incassare almeno 5 miliardi di euro in più, pesando sulle tasche di famiglie e imprese.

E allora qualcosa va rivisto, dicono 5 Stelle e Italia Viva. A maggior ragione dopo il sì a una manovra approvata “salvo intese”. Una formula che dà il senso di quanto debole sia questa maggioranza. E autorizza gli “ingenui” Renzi e Di Maio a chiedere delle modifiche per blandire l’opinione pubblica.
Ma a ben guardare i giochi ormai sembrano andare oltre la legge di Bilancio, che rischia comunque di essere un Vietnam parlamentare per il Conte 2.

Alleanze inedite

In ballo ci sono i nuovi equilibri politici innescati proprio dalla nascita di Italia Viva. Una partita dal sapore paradossale guardando al recente passato.
Renzi, l’avversario di sempre dei 5 Stelle, adesso vorrebbe Di Maio a Palazzo Chigi al posto di Conte; da un lato per indebolire un pericoloso avversario, qualora il premier decidesse di fondare un partito, e dall’altro per creare un rapporto più forte con l’ala moderata del Movimento.
Zingaretti, dopo averlo avversato durante la formazione del governo giallo-rosso, adesso invece è disposto a sostenere il premier a spada tratta. Addirittura, in caso di caduta del governo, minacciando le elezioni anticipate, dove il Pd si potrebbe presentare proprio con Conte candidato premier.

I conti sul professore

Perché le urne nel 2020 potrebbero non spaventare Zingaretti più di tanto? Prima di tutto sarebbe un modo per mettere a reddito i consensi che il professore sta accumulando e non solo nel mondo cattolico, che pare valgano almeno un 10% dei voti (anche a danno di Forza Italia). In tal modo Zingaretti svestirebbe definitivamente Conte dal ruolo di alfiere dei 5 Stelle “benpensanti” e lo trasformerebbe con il Pd in un unico polo di attrazione contro il redivivo centrodestra a trazione salviniana; il tutto a danno definitivo di un Movimento in confusione e relegato nelle vesti di comprimario in un’alleanza elettorale di centrosinistra.

Renzi nell’angolo

Ma non basta. Approvata una legge di Bilancio magari un po’ indigesta, per Zingaretti ci potrebbe essere un altro bel valore aggiunto. Ciò che potrebbe spingerlo davvero ad accettare la sfida delle elezioni anticipate basate su un duello Conte-Salvini. In un quadro politico ritornato bipolare e con l’attuale legge elettorale, Renzi potrebbe diventare irrilevante. Italia Viva, soprattutto senza trovare posto su un fronte o sull’altro, sarebbe disinnescata, anche se dovesse prendere più del 4-5% di cui è accreditata nei sondaggi.

Vuoi mettere un Renzi con le ossa rotte rispetto ai numeri parlamentari di oggi che gli consentono di fare il bello e il cattivo tempo sul futuro del Conte 2? In caso di vittoria elettorale, sarebbe la ciliegina sulla torta di un en plein storico, che farebbe di Zingaretti “un mostro” politico da ricordare.

 

 

 

 

 | Website

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.