Home Attualità

Disastro a 5 Stelle, Corrao: su Bruxelles e Conte 2 ha stravinto il Pd

disastro-5-stelle-corrao-su-bruxelles-conte-2-stravinto-pd
L'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao (foto tratta dal suo sito, www.ignaziocorrao.it)

5 Stelle: dall’entusiasmo alla doccia gelata. Il Conte 2 sta per chiedere la fiducia al Parlamento ed è già una fregatura? Pare proprio di sì. E c’è un particolare non da poco. L’attacco ai vertici del Movimento per una trattativa disastrosa non arriva dall’opposizione. Bensì dal tweet di un 5 Stelle di peso come l’europarlamentare Ignazio Corrao: “Complimenti a chi ha negoziato le posizioni di governo per il Pd. Economia, Commissario Ue e Affari europei (tutto quel che il governo potrà fare) e anche tutti i ministeri strategici per il sud (Agricoltura, Infrastrutture, Sanità, Sud). Dove noi prendiamo i voti. Buon lavoro!”.

5 Stelle e matematica

Corrao però non lancia solo il sasso; rigira anche il coltello nella piaga. E sul suo sito l’esponente del Movimento fa una riflessione approfondita, che mette a nudo gli errori nella trattativa con il Pd per la formazione del Conte 2.

“Chi ha negoziato per conto nostro si è seduto al tavolo con in dote il 35% dei parlamentari (piuttosto compatti e in maggioranza proveniente dal meridione)”, scrive l’eurodeputato grillino. “Il Partito democratico si è seduto con una rappresentanza di circa la metà (divisi in varie correnti). 333 parlamentari per il M5s e 166 per il Pd. Quindi a rigor di matematica ti aspetti di venir fuori con una proporzione 2 a 1 a favore del Movimento 5 Stelle”.

Ma la matematica non è tutto, e Corrao lo sa. Perché “posizioni e ministeri hanno un peso diverso e in ballo ci sono altre cose importanti, come la nomina del Commissario europeo”, che a suo parere “vale 3 o 4 ministeri”. Quindi, prosegue l’eurodeputato, “se tieni il Commissario europeo, e vai a prendere qualche ministero considerato più “pesante” (Economia, Interni), ci sta che la proporzione numerica scenda e si avvicini a 1 a 1”.

Gentiloni forever

Invece le cose sono andate diversamente. Partiamo da Bruxelles. Il Commissario europeo sarà l’ex premier Paolo Gentiloni (Pd). A lui “va quindi la casella più importante, perché anche se questo governo dovesse cadere dopodomani lui rimarrà in carica per i prossimi lunghi 5 anni e avrà sempre un peso negoziale fondamentale per l’Italia”, sottolinea Corrao.
Ma c’è di più. A Bruxelles Gentiloni trova due compagni di partito, sottolinea Corrao. Il neopresidente del Parlamento Europeo David Sassoli e, come interfaccia del Conte 2, il ministro con la delega agli Affari europei Vincenzo Amendola.

Gualtieri chiude il cerchio

A livello europeo dunque non c’è traccia dei 5 Stelle. Tutto ruota attorno al Pd. Uno smacco ancor più pesante, pensando ai voti determinanti del Movimento per l’elezione di Ursula von der Leyen. “Ma alla fine la finanziaria si scrive in Italia e a negoziare ci va il ministro dell’Economia, che è quello che dà il via libera su quel che si può e non si può fare”. Chi è però il nuovo ministro dell’Economia? Lo storico Roberto Gualtieri, “mio collega eurodeputato di questa e la passata legislatura, anche lui esponente del Pd di lungo corso e presidente uscente della Commissione economica del Parlamento europeo”, spiega Corrao.

Gualtieri “è sempre ben vicino alle peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione europea, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale”, aggiunge il 5 Stelle. “Quindi con lui si completa la casella Bruxelles che garantisce che da nessun ministero si muoverà un euro se non adeguatamente concertato con le istituzioni europee (dal Partito democratico si intende, con al massimo la collaborazione del buon Giuseppe Conte)”.

Palazzo Chigi e poi?

Appunto, resta Conte. Un premier, prosegue Corrao, “che abbiamo indicato noi (che però ci tiene a ricordare a tutti che è un indipendente e non è del M5s) con Fraccaro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a rafforzare la presenza M5s a Palazzo Chigi nel ruolo che recentemente fu della Boschi e di Giorgetti. Ruolo ambito e importante soprattutto per l’equilibrio interno del Governo stesso”.

Bene, direte, almeno quello. Ma il resto dei ministeri, si chiede ancora l’europarlamentare? “A questo punto tutti immaginano che, vista la sproporzione di peso iniziale e l’assegnazione di tutta la parte europea ed economica al Pd, ci sia una tabula rasa del M5s”. Ma se andiamo a vedere, le cose non stanno proprio così.

  • “Ministeri con portafoglio: M5S 4+2 (Di Maio, Bonafede, Catalfo e Patuanelli + Costa e Fioramonti);
    PD 5+1 (Franceschini, De Micheli, Gualtieri, Bellanova, Guerini + Speranza); e una che si dice indipendente (che fu però capo di gabinetto di Angelino Alfano nei governi del Pd, Lamorgese).
  • Ministeri senza portafoglio: M5S 4 (Dadone, D’Incà, Pisano e Spadafora); Pd 4 (Amendola, Bonetti, Provenzano e Boccia)”.
Addio al Mezzogiorno

Infine, Corrao si sofferma sul Sud. Nel Conte 2 tutto ciò che ha un grosso peso per il meridione sta in mano al Pd. “Le Infrastrutture che avevamo noi (vedrete adesso come si farà il Tav) vanno alla De Micheli. Così come vanno al Pd il ministero per il Sud, Sanità (perdiamo le ottime Lezzi e Grillo), Affari regionali, Agricoltura e pesca”. E conclude: “Lo dico ironicamente ma lo penso sul serio, faccio i miei più sentiti complimenti a chi ha negoziato per il Pd, hanno fatto pesare un 18% quanto un 40%”.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.