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Von der Leyen: un medico per curare l’Europa

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Von der Leyen ce l’ha fatta, ma per il rotto della cuffia. Il Parlamento europeo, con una manciata di voti sopra la maggioranza, l’ha eletta presidente della Commissione Ue.

Medico, 60 anni, madre di 7 figli, l’ormai ex ministro della Difesa di Angela Merkel parte così con una maggioranza risicata e piuttosto eterogenea. Un consenso di certo insoddisfacente per la prima donna nella storia a rivestire la carica di presidente della Commissione dal prossimo 1° novembre, quando riceverà il testimone da Jean-Claude Juncker.

I numeri infatti parlano chiaro. Ursula von der Leyen, che segna il ritorno di un tedesco nel ruolo di capo della Commissione dopo 52 anni, ha avuto 383 voti a favore, solo 9 in più dei necessari 374. Contro di lei hanno votato 327 parlamentari; 22 gli astenuti e una sola scheda nulla. Per fare un paragone, Juncker nel 2014 aveva ottenuto una maggioranza di 442 voti.

Von der Leyen a 5 Stelle

A sostenere la neo presidente della Commissione, una maggioranza composta da popolari, socialisti, liberali, conservatori e parlamentari non iscritti ad alcun gruppo. Per la sua elezione a Strasburgo sono stati determinanti i 14 voti dei 5 Stelle. Consensi che spaccano ancora una volta la maggioranza giallo-verde, visto che la Lega ha votato contro la von der Leyen.

Commissario cercasi

Nel clima tutt’altro che idilliaco che si respira nel governo è un altro segnale della distanza sempre più ampia tra Salvini e Di Maio; con il primo che dopo il successo alle Europee del 26 maggio avrà tra l’altro un ruolo chiave nel designare il commissario italiano da proporre a von der Leyen e al voto del Parlamento europeo.

Un’operazione che dopo questa ennesima spaccatura a livello continentale non parte sotto i migliori auspici. Anche perché l’Italia punta a un Commissario con un portafoglio di peso; e a questo punto vedremo se la presidente, a cui spetta la distribuzione delle deleghe, sarà d’accordo ad avere al suo fianco un leghista dopo il voto contrario dei parlamentari del Carroccio.

Sfide difficili

Nel suo discorso programmatico al Parlamento europeo von der Leyen ha toccato punti importanti per il futuro dell’Europa dei 28. Tra i principali, nel campo del lavoro si è impegnata a realizzare il salario minimo europeo; sul tema dei migranti punta a un nuovo patto europeo sull’immigrazione; e per quanto riguarda l’ambiente e i cambiamenti climatici ha promesso di lavorare al alacremente per rendere l’Europa priva di emissioni nocive entro il 2050.

 

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