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Nuovo ospedale di Piacenza: c’è qualcuno che vuol perderlo?

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Nuovo ospedale di Piacenza: “C’è il rischio di perderlo?”. Così si domanda senza tanti giri di parole una fonte molto vicina alle stanze del potere. “Ormai su questa vicenda c’è un’insofferenza palpabile”, racconta. “Se si continua a tirare la corda, a tergiversare sulla sua ubicazione o su altre soluzioni, gli oltre 120 milioni di euro regionali previsti per quest’opera potrebbero essere destinati ad altri lidi. E il prossimo giro chissà quando si ripresenterà, con buona pace dei piacentini”.

Il Consiglio del 12 luglio

L’appuntamento per il sì definitivo del Consiglio comunale alla variante sull’Area 6 Farnesiana è stato fissato per il 12 luglio. Basta perdere altro tempo, quasi si trattasse di un dentro o fuori. “Ripeto, se i tempi si allungano ancora, se ci sarà un nuovo rinvio per qualche cavillo, potrebbe arrivare un ripensamento. È vero, in questo periodo di Pnrr non c’è penuria di fondi; ma intanto che a Piacenza sfogliano la margherita, qualcuno a Bologna potrebbe proporre di piazzare le risorse da un’altra parte e tanti saluti”, chiude al telefono la voce del nostro interlocutore.

L’ombra elettorale

Nel frattempo in città continuano i mal di pancia sulla collocazione del nuovo nosocomio nei 160mila metri quadrati dell’Area 6. Ci sono i dubbi di chi non si rassegna e preferisce l’Area 5 all’interno della tangenziale; o addirittura i ripensamenti di chi torna a parlare di un ospedale alle Pertite con annesso parco. Ma se qualcuno pensa davvero che l’Area 6 sia una soluzione sbagliata per il consumo di suolo agricolo o per motivi di viabilità, “c’è chi punta solo a mettere i bastoni tra le ruote del sindaco Patrizia Barbieri e della maggioranza di centrodestra in vista della prossima campagna elettorale”, afferma una fonte piacentina. “E sa bene che sta giocando col fuoco”.

L’opportunità di avere ancora in ballo il tema del nuovo ospedale da qui a qualche mese sarebbe ghiotta per qualsiasi candidato sindaco di opposizione. “Una carta eccezionale per mettere in difficoltà l’attuale maggioranza. Altro che sfalci del verde mancati, farmacie comunali in rosso, o piano neve inefficiente. Si smonterebbe tutta la narrazione sulla sindaca eroina anti covid che si chiude con il lieto fine dell’ospedale salvifico post pandemia. Vuol mettere che colpo? Magari non sarebbe mortale, ma di certo mozzerebbe il fiato a chiunque, anche a una Giunta con un bilancio ben migliore di quella di Patrizia Barbieri”.

Niente “mani sulla città”

Non manca qualcuno che paventa anche la speculazione edilizia. Una visione da “mani sulla città” che si aprirebbe con il nuovo ospedale nell’Area 6. Sono coloro che sostengono che attorno al carcere delle Novate non può nascere niente, ma dal lato del nuovo ospedale certo che sì. E allora via, verso sud o verso ovest, con tante nuove classificazioni urbanistiche.

Una tesi smontata da chi sostiene che per evitare speculazioni basta l’applicazione di un vincolo di edificabilità solo per fini ospedalieri nell’intorno, e dagli esperti di sanità per motivi endogeni. “Se oggi si pensa a un nuovo ospedale dell’importanza di quello di Piacenza, lo si deve inserire sul territorio con tutti gli spazi possibili per i successivi ampliamenti”, ci spiega una voce molto vicina all’Azienda sanitaria. “Dev’essere una struttura che prima di tutto non abbia barriere fisiche nelle vicinanze, il problema che oggi si affronta in città col Guglielmo da Saliceto e che ne ha bloccato lo sviluppo che per questo poteva essere solo pasticciato”.

Si tratta di affrontare un problema “che non è tanto quantitativo, inteso come numero di posti letto, ma qualitativo, legato cioè ai servizi che si potranno o si dovranno aggiungere in ambito sanitario”. Insomma, progettare oggi un ospedale che sarà operativo tra dieci anni significa che “il giorno successivo al taglio del nastro magari ti preparerai già a fare nuovi lavori, perché la medicina non si ferma”, conclude il nostro esperto. “E come ci ha insegnato la pandemia, dal domani purtroppo non si può escludere nulla”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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