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Polizia Locale: Piacenza s’interroga sulla chiusura della sezione investigativa

Csa Regioni e Autonomie locali

Polizia Locale di Piacenza: la notizia ha fatto scalpore. Il sindaco Patrizia Barbieri, senza nessuna comunicazione ufficiale alla cittadinanza, ha chiuso la sezione investigativa degli agenti agli ordini del Comune. Una squadra di sei “detective” che negli ultimi anni si era conquistata un ruolo di primo piano in diverse indagini scottanti. Come quelle sui furbetti del cartellino (proprio tra le mura di Palazzo Mercanti); su casi di stalking, bullismo e maltrattamenti a danno di donne e minori. Senza dimenticare il contributo nelle indagini al fianco della Guardia di Finanza sull’ultimo scandalo che ha colpito la città emiliana e cioè quello che ha coinvolto la Caserma Levante e l’Arma dei Carabinieri.

Le motivazioni del sindaco

Patrizia Barbieri ha sostenuto che la decisione nulla toglie ai meriti del pool. Ma sulla scelta hanno pesato le carenze d’organico; i costi di quest’attività investigativa a carico del Comune; e soprattutto l’impellente necessità di avere più agenti della Polizia Locale in servizio per i controlli anti-covid lungo le strade cittadine.

Le motivazioni addotte dalla prima cittadina sullo smantellamento della squadra guidata dall’ispettore capo Massimo Mingardi però non hanno convinto una fetta consistente della cittadinanza. Con tanti piacentini che s’interrogano sulle ragioni di questa scelta. Soprattutto sui social, si sono riversati commenti piuttosto critici verso il sindaco del centrodestra, che aveva fatto del tema della sicurezza uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale.

Parla Pradella

A dare “manforte” a Barbieri sulla chiusura della sezione investigativa, è arrivata la presa di posizione del Procuratore capo di Piacenza Grazia Pradella. Per il magistrato l’istanza del sindaco è da tenere nella giusta considerazione a causa dell’emergenza Covid. D’altro canto ha precisato che i detective della Polizia Locale non hanno mai fatto parte del pool della Polizia Giudiziaria della Procura. Riguardo alle voci di tensioni con le altre Forze dell’ordine sulle mansioni investigative, Pradella ha affermato di non aver mai ricevuto segnalazioni del genere, sottolineando però che le competenze vanno rispettate, certa del fatto che l’azione della Polizia Locale proseguirà nella prevenzione e nel contrasto dei reati.

Cugini all’attacco

Sul piano politico lo stop alle attività investigative del nucleo della Polizia Locale ha scatenato le prime reazioni di biasimo. In particolare, da parte del capogruppo del Pd Stefano Cugini. Il consigliere comunale del Partito democratico, che ha postato su Facebook una dura riflessione, ha annunciato un’interrogazione indirizzata al sindaco e all’assessore alla Sicurezza Luca Zandonella. A fargli eco, la condanna arrivata da Rifondazione comunista, con la richiesta di una chiara spiegazione pubblica su questa chiusura da parte dell’Amministrazione comunale.

Le critiche del sindacato

A difesa del lavoro dei detective della Polizia Locale di Piacenza è sceso in campo anche il sindacato nazionale Csa Regioni e Autonomie locali, che ha chiesto un incontro urgente con il sindaco e l’assessore alla Sicurezza. In una nota, la compagine sindacale ha definito la decisione di Barbieri un colpo di spugna che non trova una motivazione sostenibile. Men che meno sul piano economico e in particolare per quanto è stato asserito sui costi di gestione e l’utilizzo eccessivo di ore straordinarie da parte degli agenti del pool investigativo.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Riassumendo per sommi capi, l’attuale amministrazione (che confesso ho pure votato), dopo molte promesse elettorali e premesse politiche (“finalmente di nuovo il centrodestra!”) è riuscita nella non facile impresa di mandare a catafascio nell’ordine:

    – Il verde pubblico
    – Il decoro urbano e la pulizia degli spazi pubblici, con degrado di interi quartieri
    – Le piccole attività socio-culturali (i vari “Spazio” ed altro)
    – La sicurezza dei cittadini (cfr. PEEP, baby gang, piromani, telecamere mai installate, chiusura sezione investigativa, ecc. ecc.)
    – L’immagine di Piacenza in Italia e all’estero, già non fantastica
    – Gli enti e i consorzi che avrebbero dovuto rinnovarsi e rilanciarsi (Ricci Oddi, Teatri, Fondazione)
    – Un paio di mercatini di Natale, così, tanto per gradire
    – Una gestione equilibrata e corretta dell’emergenza COVID (cfr. “ordinanza gradini”, riconferma dei vertici AUSL)
    – Il rispetto dell’ambiente e la prevenzione di ulteriore inquinamento (allargamento della logistica, nessun freno al termovalorizzatore e soprattutto al cementificio)
    [e infine persino]
    – Le botte di fortuna (Klimt)

    Sicuramente ho dimenticato qualcosa, ma non dimenticherò i miei complimenti a Sindaco e Giunta: anche impegnandosi, difficilmente si potrebbero inanellare tante défaillances in soli tre anni. Chissà se il prossimo Sindaco potrà far peggio, forza che la gara è ancora aperta!

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