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Da Napoli a Greta: sull’ambiente smettiamola di fare gli struzzi

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Napoli: il video virale della signora che per pagare il parcheggio scala una montagna di rifiuti lasciati per strada. E poi Greta Thunberg che al World Economic Forum di Davos sferza i potenti del pianeta per il loro immobilismo sulla crisi climatica. Che cos’hanno in comune queste due storie sull’ambiente? Sono due facce della stessa medaglia, quella della nostra incuria e della nostra inciviltà.

Banale? Può darsi; ma dalla Davos di Greta alla signora di Napoli è tutto collegato. C’è un unico filo che cuce l’incapacità dei grandi della terra di affrontare con decisione la crisi climatica e i comportamenti quotidiani degli amministratori pubblici e dei cittadini che se ne fregano dell’ambiente anche sotto casa: la stessa mentalità. Per cambiare sentite i giovani e la scienza, ha detto Greta in Svizzera a chi siede su una montagna di miliardi e ha in mano le sorti del mondo. Con la seconda, la scienza, che da anni ci ammonisce quotidianamente sui nostri danni e ci propone inascoltata soluzioni per evitarli.

La plastica ha invaso i nostri fiumi e i nostri mari come non mai? Ce ne mangiamo già una bella dose? E noi continuiamo a produrla, incuranti del disastro che abbiamo sotto gli occhi. Ma è riciclabile ricorda qualcuno, se non fosse che non la ricicliamo e quindi finisce dappertutto. Così stavolta non a Napoli ma a Roma si farà una nuova discarica per seppellire i rifiuti sotto terra come cent’anni fa. Incuranti di tutto quello che oggi consentono le nuove tecnologie per trasformare i rifiuti in una risorsa di valore se gestiti nel modo giusto con l’economia circolare.

Stesso discorso per le fonti rinnovabili che dal sole al vento sono diventate economicamente convenienti per produrre elettricità. Ma noi continuiamo imperterriti ad utilizzare il petrolio come niente fosse e ad arricchire quel pugno di società che nel mondo fanno soldi a palate con le fonti fossili, accelerando una crisi climatica che come denuncia Greta non ha eguali nella storia dell’uomo.

L’inquinamento dell’aria da Piacenza a Roma, dove si passano 254 ore all’anno nel traffico, ha raggiunto livelli mai visti? E noi continuiamo a generarlo rimettendoci la salute. Invece di cambiare la mobilità nelle nostre città, appena scendono i livelli di pm 10, tutti di nuovo alla guida, incuranti del fatto che le polveri sottili ricominciano ad accumularsi e dopo qualche giorno siamo daccapo.

Non ci resta che piangere? Forse no. E proprio grazie alla civiltà dimostrata dalla signora di Napoli e alla forza della Greta di Davos. A partire dal nostro quotidiano per finire con la politica, gli strumenti per cambiare le cose sull’ambiente ci sono. Dobbiamo solo smetterla di fare come gli struzzi e tirar fuori la testa dalla sabbia, ma prima che sia troppo tardi.

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