Economia

Piacenza Expo: dopo un successo da 18mila visitatori, il Gis se ne andrà come il Fivi?

piacenza-expo-gis-se-ne-andra-come-fivi
Nel riquadro, Fabio Potestà, patron di Mediapoint & Exhibitions

Piacenza Expo festeggia. Il Gis, ovvero la fiera dedicata a gru, sistemi di sollevamento e trasporti eccezionali, ha fatto il pieno con oltre 18mila visitatori e circa 500 espositori nella tre giorni chiusa ieri. Numeri che ne fanno il primo appuntamento europeo del settore. Addirittura meglio del Geofluid, altro evento di livello internazionale dedicato a perforazioni e tubature, che di presenze ne ha fatte segnare 15mila a metà di settembre. In generale, sono numeri in crescita sostenuta: segnalano la vitalità del mercato fieristico, che il polo di Le Mose dimostra di saper cogliere appieno. Con un effetto domino positivo, che si spalma su tutto il territorio, a partire dal settore alberghiero e della ristorazione. 

Il cahier de doléances 

Tuttavia, dopo le luci ecco le ombre. Si scorgono nelle parole di un big del settore fieristico, che da anni lavora con Piacenza Expo. Stiamo parlando di Fabio Potestà, patron di Mediapoint & Exhibitions, la società genovese che porta proprio il Gis e altre manifestazioni di primo piano nei padiglioni di via Tirotti. Sul quotidiano locale Libertà, interpellato dalla giornalista Patrizia Soffientini, Podestà non è andato tanto per il sottile sulle carenze di Piacenza Expo. Dopo aver espresso la sua soddisfazione per l’edizione del Gis appena conclusa, ha aperto il cahier de doléances. E non ha assicurato che tra due anni il Gis sarà di nuovo a Piacenza. «Non sappiamo né data né sede», ha affermato Potestà. Intanto, «come sempre manderemo agli espositori il questionario che chiede un feedback, fra cui anche di esprimere la volontà se restare a Piacenza o cambiare».

Basta promesse

Sia chiaro, per Potestà Piacenza Expo può crescere. «La fiera ha dei margini, ma per raggiungerli ci devono essere non promesse, ma fatti. I parcheggi sono la lacuna più evidente, averli vicini è indispensabile; ma anche su altri fronti si dovrebbe lavorare, come per l’impianto di climatizzazione nel padiglione centrale. Mi dicono che non funziona da anni». Il patron di Mediapoint esprime anche la volontà di restare: «Non credo di doverlo dimostrare, porto cinque fiere nel 2024, ma dirigenza ed azionisti sappiano delle difficoltà». Un tema che dovrebbe essere al centro di un prossimo incontro con il sindaco Katia Tarasconi (il Comune ha la maggioranza dell’ente fieristico), il presidente di Piacenza Expo Giuseppe Cavalli e gli azionisti principali della società per analizzare i problemi e trovare le soluzioni.

La ferita del Fivi

Di sicuro le parole di Potestà rivelano comunque che per il prossimo Gis si sta guardando attorno. E a sentire le sue considerazioni, non si può che pensare alla vicenda del Fivi, la Fiera dei vignaioli indipendenti. Una manifestazione che dopo aver costruito i suoi successi a Piacenza Expo ha salutato i padiglioni di Le Mose per approdare quest’anno in quelli di Bologna dal 25 al 27 novembre, in sostanza per le stesse carenze segnalate dall’organizzatore del Gis. Una ferita che fa ancora male, anche se in via Tirotti sono corsi ai ripari, registrando un brand proprietario, La Fiera dei vini, con l’esordio previsto proprio la settimana prima del Fivi, dal 18 al 20 novembre.

Conti in rosso, ma…

Per completare il quadro delineato da Potestà, non vanno dimenticati i conti di Piacenza Expo, messi nel mirino dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi. Sono in profondo rosso, con un disavanzo 2022 di oltre 445mila euro su un fatturato di 1,82 milioni. Tanto che due consiglieri comunali, Filiberto Putzu (Liberali) e Massimo Trespidi (Lista civica Barbieri-Liberi), di recente hanno dichiarato di aver chiesto chiarimenti con un accesso agli atti, in particolare sui costi di forniture e servizi iscritti a bilancio (1,28 milioni di euro).

Piacenza Expo però sta dimostrando di avere buone potenzialità. E forse, dopo le sollecitazioni di un esperto come Fabio Potestà, è venuto il momento di accelerare, sfruttando a pieno la presenza nel Consiglio di amministrazione di Erika Colla (Confindustria) e di Elisabetta Montessisa (Coldiretti), a quanto si sa ancora senza deleghe operative. Da un lato, per affrontare le carenze strutturali, in primis con le risorse dell’aumento di capitale da 1,8 milioni di euro del 2021; e dall’altro, per rivedere il piano industriale dell’ente fieristico, scommettendo su obiettivi più ambiziosi e integrati sul piano del marketing territoriale.

Website |  + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.