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Fondazione di Piacenza e Vigevano: il presidente Reggi a carte scoperte sull’allungamento del suo mandato e…

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(foto Del Papa)

Fondazione di Piacenza e Vigevano: ci siamo. La discussione sulle modifiche allo statuto entra nel vivo. Il 30 marzo è convocato infatti un Consiglio generale a Palazzo Rota Pisaroni per affrontare quanto previsto dall’Addendum al Protocollo 2015, firmato l’ottobre scorso dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e dal presidente di Acri, Giovanni Azzone.

Lunedì prossimo l’ordine del giorno non prevede il voto su alcun documento, ma l’attesa è forte: il presidente Roberto Reggi dovrebbe scoprire le sue carte, illustrando le modifiche che ha in mente. Non tanto quelle obbligatorie, in particolare di natura finanziaria, che devono recepire i diktat di Mef e Acri per blindare i patrimoni delle fondazioni ed evitare operazioni avventurose.

Il vero tema a Piacenza e Vigevano, come nel resto delle 85 fondazioni italiane, è quello della governance. Alle singole fondazioni è data la facoltà, ove lo ritengano opportuno, di modificare la durata di alcuni mandati, finora stabiliti invece in 4 anni (rinnovabili una sola volta) per tutti i loro organi di governo: presidente, Consiglio generale, Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale. L’Addendum infatti apre alla possibilità, ma non all’obbligo, di prolungare i soli mandati di presidente e Consiglio generale a 6 anni di durata (sempre rinnovabili una sola volta), mentre lascia in essere l’attuale vincolo di 4 anni per Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale.

La norma transitoria

Non basta: sempre in via facoltativa, l’Addendum consente anche la creazione di una norma transitoria che estenda a 6 anni i mandati in corso di presidente e Consiglio generale delle fondazioni. E qui cominciano i problemi. Perché le attuali scadenze, uniformi al 2029, verrebbero prorogate fino al 2031 ma solo per il presidente Reggi e il Consiglio generale; invece il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale andrebbero comunque in scadenza nel 2029, con ovvi problemi di disallineamento temporale della governance. C’è attesa, dunque, per le variazioni statutarie che proporrà il presidente Reggi, anche guardando ai futuri mandati oltre a quello in corso. 

Chi cambia lo statuto

Qui entra in gioco il ruolo determinante del Consiglio generale. Nel caso della Fondazione di Piacenza e Vigevano, lo statuto può essere modificato solo con il voto dei due terzi dei 15 componenti del parlamentino, proposti da una serie di grandi elettori del territorio. E allora ricordiamo di chi si tratta (tra parentesi, gli enti che per statuto li hanno indicati), tenendo conto che nell’esercizio delle loro funzioni i consiglieri generali non hanno un vincolo di mandato.

I dodici consiglieri generali di Piacenza sono:

  • Valter Bulla (Associazioni di volontariato);
  • Leonardo Bragalini (cooptato dal Consiglio generale);
  • Luigi Cavanna (Provincia);
  • Vincenzo Cerciello (Politecnico);
  • Francesca Colla (Università Cattolica);
  • Cristina Dodici (Comuni della provincia);
  • Ivano Fortunati (Diocesi);
  • Fabio Leggi (Associazione La Ricerca);
  • Carlo Marini (cooptato dal Consiglio generale);
  • Mauro Monti (Conservatorio Nicolini);
  • Anna Muselli (Camera di Commercio dell’Emilia);
  • Maria Grazia Sabato (Comune di Piacenza).

Passando a Vigevano, si contano tre consiglieri:

  • Daniela Boffino (Comune);
  • Rossella Buratti (Associazioni di volontariato);
  • Elena Sisaro (Diocesi).
Trasparenza e futuro

Detto del quadro tecnico-giuridico e dei protagonisti coinvolti, che lo ricordiamo possono decidere anche della proroga del loro stesso mandato per altri due anni, veniamo alle indiscrezioni che precedono l’appuntamento del 30 marzo in via Sant’Eufemia. Se Reggi e i suoi collaboratori pare siano determinati a proporre lunedì sera l’allungamento dei mandati a 6 anni, a partire da quello in corso per il presidente e i consiglieri generali, non tutto potrebbe filare liscio. Anche alla luce di quanto sta succedendo in altre fondazioni, c’è da aspettarsi che quantomeno vengano chiesti chiarimenti approfonditi sulla nuova governance; sempre che non prendano piede posizioni già critiche sulla proroga dei mandati di presidente e Consiglio generale, come pare stia avvenendo, per esempio, alla Fondazione MonteParma.

Più di un osservatore sollecita poi una maggiore trasparenza sulla vicenda. E cioè che dalle segrete stanze di Palazzo Rota Pisaroni escano con chiarezza i pro e i contro e le eventuali ragioni di una proroga transitoria da decidere entro ottobre, ma da attuare tra ben tre anni. Scelte che avranno comunque, in un caso o nell’altro, effetti molto importanti sul futuro. Quello della governance di una Fondazione che amministra un patrimonio di quasi 400 milioni di euro e svolge un ruolo sempre più determinante di promozione e sostegno alle iniziative socioeconomiche e culturali nei territori di Piacenza e Vigevano.

Il presidente Reggi e “la sua verità” sulle modifiche allo statuto della Fondazione di Piacenza e Vigevano

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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