Economia

Piacenza Expo, bilancio in rosso e futuro incerto…

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L'imprenditore Giuseppe Cavalli, amministratore unico di Piacenza Expo

Piacenza Expo: bilancio in rosso e futuro incerto per l’ente fieristico guidato dall’amministratore unico Giuseppe Cavalli. Partiamo dai problemi dello scorso anno che hanno causato un disavanzo di oltre mezzo milione di euro.

“L’emergenza sanitaria ci ha permesso di organizzare nel 2020 solo due fiere, Pantheon e Armi&Bagagli; e Tomato World, una mostra-convegno per il mondo agricolo”, ha spiegato Cavalli all’assemblea dei soci giovedì scorso. “Il blocco della nostra attività, imposto dal Governo a tutela della salute pubblica, ci ha costretto a cancellare quasi 30 eventi fieristici”.

Tuttavia, se “il disavanzo di bilancio era ovviamente inevitabile, siamo riusciti a ridurlo notevolmente grazie a iniziative e attività extrafieristiche che, tra l’altro, hanno anche avuto un importante risvolto di pubblica utilità e ricadute positive a favore del nostro territorio. Mi riferisco – ha sottolineato Cavalli – agli accordi di collaborazione con l’Ausl, a cui abbiamo concesso in uso i nostri spazi espositivi scoperti e coperti per i tamponi, per la campagna vaccinale antinfluenzale e, da qualche giorno, anche per i vaccini anti-Covid”. Senza dimenticare “la collaborazione con il Tribunale di Piacenza che, sempre a seguito dell’emergenza sanitaria, ha allestito a Piacenza Expo l’aula per le udienze della Corte d’Assise del processo ai Carabinieri della Caserma Levante e alcuni uffici giudiziari”.

Detto delle motivazioni, ecco i pochi dati diramati alla stampa dal comunicato di Piacenza Expo: “Il bilancio 2020 si è chiuso con un fatturato di 564.268,23 euro a fronte di costi di gestione pari a 1.089.984,41 euro; il disavanzo è stato quindi di 525.716,18 euro”.
Per il resto, i soci dell’ente fieristico in via ordinaria hanno approvato all’unanimità anche il budget triennale 2021-2023.

Debiti e rilancio

Ma i problemi per Piacenza Expo non finiscono qui. E così siamo arrivati al futuro incerto del polo fieristico di Le Mose. La seconda parte dell’assemblea dei soci, quella straordinaria, aveva infatti tre punti all’ordine del giorno, sempre votati all’unanimità:

  1. riduzione volontaria del capitale sociale per la copertura delle perdite;
  2. aumento del capitale sociale per l’ammontare di un milione di euro riservato ai soci;
  3. aumento del capitale fino a 1,5 milioni di euro per nuovi soci.

L’approvazione del primo punto ha comportato la riduzione del capitale sociale di Piacenza Expo da 15,9 milioni a circa 10,7 milioni. Un’operazione necessaria per riassorbire i 4,6 milioni di disavanzi precedenti, a cui si somma il rientro dal deficit del bilancio 2020. In sostanza, la riduzione del capitale sociale lo equipara al valore del patrimonio netto, che alla fine dello scorso anno ammontava a 10,6 milioni.

Ripianate le ingenti perdite, resta da capire chi effettivamente aderirà, e in che misura, agli aumenti di capitale approvati dall’assemblea. Per Cavalli le risorse saranno indirizzate “all’attuazione del Piano industriale di sviluppo che prevede non solo opere di manutenzione straordinaria non più rimandabili; ma anche vari interventi per aumentare la ricettività e la competitività della nostra struttura”. Investimenti fondamentali, ha evidenziato l’amministratore unico, “per il rilancio della società fieristica che, se la situazione epidemiologica lo permetterà, nel secondo semestre di quest’anno potrà contare su una programmazione di eventi senza precedenti”.

Tenendo conto, infine, “che il nostro territorio dovrà affrontare nei prossimi anni sfide importanti caratterizzate da una forte competizione con le altre realtà. E credo che Piacenza Expo rappresenti in quest’ottica un autentico valore aggiunto e uno strumento operativo su cui puntare. Ma occorre coesione e unità d’intenti da parte di tutti gli attori e di tutto il tessuto economico produttivo della nostra provincia”, ha concluso il top manager.

 Le mosse degli azionisti

L’appello di Cavalli è stato dunque chiaro e accorato. E adesso vedremo se farà breccia nei soci storici e in coloro che potrebbero diventare azionisti di Piacenza Expo. In pratica, per l’aumento di capitale interno da un milione di euro, vedremo se il Comune di Piacenza, che detiene il 54,4% delle quote, sarà disposto a versare oltre mezzo milione di euro nelle casse dell’ente fieristico per sostenerlo appieno. E se farà lo stesso la Camera di Commercio, che con il suo 20,6% dovrebbe sborsare più di 200mila euro; seguita dagli altri azionisti di peso come la Banca di Piacenza (8,7%), il Crédit Agricole (7,7%) e la Provincia (5,7%).

Fermo restando l’aumento annunciato dalla Regione Emilia-Romagna, che con circa 600mila euro salirà in Piacenza Expo dall’1 al 6%, sul fronte dei nuovi soci non è chiaro se saranno confermati e come si sostanzieranno gli arrivi già annunciati di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Federalberghi, Consorzio Piacenza Alimentare. E soprattutto chi si potrebbe aggiungere per completare l’aumento da 1,5 milioni di euro.

I tempi oltretutto sono lunghi. Soci storici e nuovi partner, pubblici o privati che siano, hanno ben 270 giorni per decidere se aderire all’offerta. Quindi, se questi segnali tardassero ad arrivare, e se Piacenza Expo non potesse ripartire a breve, incassando nuova liquidità, le cose per l’ente fieristico si potrebbero complicare ancora di più. Aggiungendo altri punti interrogativi sul suo futuro.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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