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Muroni: una donna nel destino di Liberi e Uguali

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Muroni? E chi è? Panico, occhi che brancolano nel vuoto e cercano aiuto. Ma non a sinistra. E men che meno tra chi si occupa di ambiente. La signora, che di nome fa Rossella, è salita agli onori delle cronache il mese scorso. Sociologa, due figli, dal 2015, e sostanzialmente fino a ieri, faceva la presidente di Legambiente, dov’era entrata nel 1996.

Poi, Pietro Grasso, che adesso fa il leader di Liberi e Uguali (i maligni sottolineano senza alcuna designazione democratica), l’ha chiamata. Un posto in lista per garantirsi allo stesso tempo voti rosa e voti verdi? No, molto, molto di più.

La quarantenne romana è stata nominata dall’ex presidente del Senato coordinatrice della campagna elettorale di Liberi e Uguali. In pratica, il suo braccio destro. Muroni “non è solo una candidata, darà un profilo al programma e al progetto”, ha spiegato Grasso a La Stampa. “Lei è la punta di diamante di una visione del Paese, di un programma sociale, ambientalistico e di un metodo che sono anche i miei”.

Muroni: dal verde al rosso

Ce n’è abbastanza per qualche mal di pancia? Pare proprio di sì. I critici temono una svolta che colori più di verde che di rosso Liberi e Uguali. E già ci sono le grisaglie di Grasso che fanno storcere il naso a qualcuno: i voti dovranno arrivare da chi si veste diversamente, se non altro per problemi di reddito.

E dunque, siccome la politica è anche immagine e vicinanza, a Grasso si consiglia anche qualche uscita più “easy”. Ma poi il pensiero va Bertinotti, e alla sua memorabile eleganza, e il discorso si chiude. Lasciando perdere naturalmente la fine di Rifondazione sotto la guida dell’ex presidente della Camera.

Muroni: carte in regola

Quindi si torna a battere sull’ambientalista prestata in fretta e furia alla politica. E il tempo stringe. Si vota il 4 marzo. Sarà in grado Muroni di coordinare la campagna elettorale di Liberi e Uguali? Sarà capace di disegnare un destino vincente per la compagine di sinistra?

Il suo curriculum lascia ben sperare gli ottimisti. Ricordano le sue esperienze organizzative e nella comunicazione di Legambiente. Oltre alle naturali frequentazioni con “il palazzo” da dirigente dell’associazione, che ha sfornato politici come Ermete Realacci e lo stesso Gentiloni.

Muroni: la leader di domani?

Ma la sfida è di quelle complicate. Dicevamo, mantenere il verde e virare decisamente al rosso (come la mettiamo con Ilva, Tap e Tav?). A cui si aggiunge un altro compito, forse ancor più arduo: “amministrare” personaggi come Bersani, D’Alema e Speranza. Senza dimenticare Civati e la new entry Laura Boldrini. Obiettivo: almeno una pattuglia di 40 Liberi e Uguali in Parlamento.
Non sarà facile. Però una cosa è certa. Se ci riuscirà, la Muroni diventerà il volto della nuova sinistra italiana.

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