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Musei: boom di visitatori e il Colosseo non ha rivali

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Musei e siti archeologici da record. L’anno scorso i visitatori hanno superato il tetto dei 50 milioni. Con un incremento di 5 milioni di persone sul 2016 (+9%). Ma non basta. Sempre secondo i dati forniti dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact), anche gli incassi hanno preso il volo, sfiorando i 200 milioni di euro, con un balzo di 20 milioni rispetto al 2016 (+13%).

Musei: riforma di successo

“Il bilancio della riforma dei musei è davvero eccezionale”, ha affermato il titolare del Mibact Dario Franceschini. “Dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in 4 anni di circa 12 milioni (+31%). E gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%)”.

Risorse preziose, “che contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio. E che tornano regolarmente nelle casse dei musei attraverso un sistema che premia le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà con un fondo di perequazione nazionale”, ha sottolineato il ministro.

Un risultato che una volta tanto premia l’Italia su scala europea, in controtendenza e con tassi di crescita a due cifre per il 4° anno consecutivo. E il trend, secondo Franceschini, ha avuto il merito di ridare a musei e siti una nuova centralità nella vita culturale nazionale. Come? Anche attraverso il rafforzamento di ricerca, produzione scientifica e a un legame ritrovato con scuole e territori.

Musei: la top five italiana

Ma quali sono stati musei e siti italiani preferiti dai visitatori? Ecco le prime 5 posizioni:

  1. Colosseo (oltre 7 milioni di visitatori);
  2. Pompei (3,4 milioni);
  3. Uffizi (2,2 milioni);
  4. Accademia di Firenze (1,6 milioni);
  5. Castel Sant’Angelo (1,1 milioni).

E sempre nel 2017, guardando ai 30 musei e siti più visitati, gli incrementi maggiori sono stati registrati da Palazzo Pitti (+23%) e da 4 realtà della Campania: la Reggia di Caserta (+23%), Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum (+15%). Seguono i Musei reali di Torino (+15%) e il Castello di Miramare a Trieste (+14%).

Il boom dei siti archeologici

Nell’analisi dei risultati emerge anche il boom dei siti archeologici. “Nel 2017 tutti i musei hanno registrato significativi tassi di crescita”, ha detto Franceschini. “Ma il patrimonio archeologico è stato il più visitato. Circa un terzo dei visitatori si sono concentrati tra Pompei, Paestum, Colosseo, Fori, Ostia Antica, Ercolano, l’Appia antica”. Senza dimenticare “i grandi musei nazionali come Napoli, Taranto, Venezia, Reggio Calabria e il Museo nazionale romano”.

Musei: Lazio superstar

Su scala regionale, il Lazio vanta un primato irraggiungibile, con oltre 23 milioni di visitatori (23.047.225). Al secondo posto c’è la Campania (8.782.715) e al terzo la Toscana (7.042.018). Per quanto riguarda invece il tasso di crescita, la Liguria ha battuto tutti con un +26% di visitatori, seguita dalla Puglia (+19,5%) e dal Friuli Venezia Giulia (15,4%).

Il caso Campania

Se l’intero Mezzogiorno ha avuto un ruolo chiave nei risultati dello scorso anno, la Campania è stata fondamentale. La regione, ha rilevato Franceschini, “è ormai stabile al secondo posto della classifica delle regioni più virtuose. La rinascita di Pompei è stata sicuramente da traino. Ma sono state molto positive anche le altre esperienze delle gestioni autonome, dalla Reggia di Caserta al Museo archeologico Nazionale di Napoli, a Capodimonte, a Paestum”.

Il petrolio dell’Italia

Insomma, sono tutti risultati eccellenti su cui riflettere. Ancora un volta il nostro patrimonio culturale e artistico si sta dimostrando un settore sempre più strategico del Paese. “Il petrolio dell’Italia“, come ha sottolineato di recente Alberto Angela. E sfruttarlo a fondo, con più investimenti legati anche all’accoglienza e al turismo, potrebbe offrire nuove prospettive alla nostra economia.

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