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Centrodestra: Berlusconi inciamperà nella quarta gamba di Noi con l’Italia?

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da sinistra, Enrico Zanetti, Enrico Costa, Raffaele Fitto, Maurizio Lupi e Flavio Tosi

Centrodestra alle grandi manovre elettorali. Chiare? Alla luce del sole? Forse è pretendere troppo. Ma la sensazione che si prova è di essere nel mezzo di un labirinto. Partiamo da un dato. I sondaggi dicono tutti che il centrodestra, in veste di coalizione, è in netto vantaggio su Cinque stelle e Pd. Secondo Ixè sarebbe addirittura a un pugno di seggi dalla maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento.

Centrodestra e Noi con l’Italia

Ma c’è un ma. Per vincere le elezioni del 4 marzo, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, che già devono mettersi d’accordo su nomi e programmi, avrebbero bisogno anche della cosiddetta quarta gamba. E cioè di quella percentuale di voti, diciamo almeno dal 4 al 6%, che potrebbe arrivare dall’area politica che si sta coagulando attorno al nuovo partito Noi con l’Italia.

I pendolari della politica

Per farla semplice, sono quei centristi, laici e cattolici, che in diversi casi sono passati negli anni dal centrodestra al centrosinistra, via Ap, Scelta civica, Ala e compagnia cantando. Quelli che hanno sempre in tasca il biglietto di andata e ritorno. Quelli che fino a ieri erano al governo, prima con Renzi e poi con Gentiloni. E che oggi tornano, o vorrebbero tornare, come se niente fosse ad abbronzarsi al sole di Arcore.

Tutti insieme appassionatamente

Qualche nome? Da Maurizio Lupi, ex ministro di Renzi e fino a ieri coordinatore di Ap, a Enrico Costa, ex viceministro anche di Gentiloni, fino a luglio. Poi c’è l’ex montiano Enrico Zanetti, anche lui ex viceministro dell’esecutivo di centrosinistra. Senza dimenticare altre figure di spicco del centrodestra, finite in “castigo”, come Flavio Tosi, l’ex sindaco di Verona espulso dalla Lega. O l’ex enfant prodige berlusconiano Raffaele Fitto, uscito da Forza Italia e fondatore di Conservatori riformisti (della serie tutto e il contrario di tutto).

E vogliamo parlare dell’ex verdiniano Saverio Romano? Di Formigoni? Di Cesa e della sua Udc col valore aggiunto di Mastella? Tutti insieme appassionatamente. In attesa che arrivino ad ingrossare le fila di Noi con l’Italia anche Quagliariello, la coppia Sgarbi-Tremonti con Rinascimento e magari Parisi con Energie per l’Italia.

Centrodestra: l’orticaria di Salvini

Ce n’è abbastanza per far venire l’orticaria a Salvini e alla Meloni. Mentre per Berlusconi averli in condominio – nessun immobile è più adatto, visto il numero – potrebbe essere utile come strumento di pressione nelle trattative con Lega e Fratelli d’Italia. E poi, una volta imbarcati, per raggranellare soprattutto al Centro-Sud i voti che mancano alla vittoria elettorale.

Ma Berlusconi deve muoversi con molta circospezione. Perché su questa quarta gamba potrebbe anche inciampare. E giocarsi i rapporti già non idilliaci con Salvini e la Meloni. Non solo, potrebbe indispettire anche una bella fetta di elettori che guardano con simpatia al suo ritorno. E che memori del passato, di Noi con l’Italia e di nuovi trasformismi però non vogliono sentir parlare.

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