Piacenza protesta con Trenitalia: dal 14 dicembre sarà soppressa l’unica corsa del Frecciarossa 9330 che effettua una fermata serale nel capoluogo emiliano. A capitanare l’alzata di scudi, il sindaco Pd Katia Tarasconi: “È una decisione priva di logica e rischia di penalizzare gravemente il nostro territorio”.
Secondo la prima cittadina, “la scelta di eliminare questa fermata non va nella direzione di un sistema di mobilità moderno, accessibile e realmente al servizio dei cittadini. Piacenza, crocevia strategico della via Emilia e nodo ferroviario essenziale, non può essere esclusa dalle principali direttrici dell’alta velocità, soprattutto nelle fasce orarie serali dove le alternative sono scarse o inesistenti”. E ha concluso: “Chiederemo con decisione un confronto immediato affinché questa decisione venga rivista. Piacenza non può permettersi passi indietro sul fronte dei collegamenti: servono più opportunità di mobilità, non meno”.
Da De Micheli a Parenti
Alla protesta del sindaco Tarasconi è arrivato il sostegno dell’onorevole Pd Paola De Micheli, già ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con l’auspicio, ripreso anche da IlPiacenza.it, che “tutte le istituzioni, sia quelle politiche che economiche, si uniscano nell’appello perché il nostro territorio non venga penalizzato dal punto di vista dei trasporti ferroviari. Da parte mia ho già chiesto al ministro Tommaso Foti (Fratelli d’Italia, ndr) di portare l’argomento all’attenzione del Governo, perché sia mantenuto il collegamento diretto con la Capitale”. Sulla stessa linea gli hanno fatto eco gli interventi, sempre dal Pd, dei consiglieri regionali Lodovico Albasi e Luca Quintavalla.
Non sono mancati anche gli interventi di biasimo del tessuto economico e sociale del territorio. A partire da quello del presidente di Confindustria Piacenza, Nicola Parenti, che ha alzato l’asticella del confronto, chiedendo al Governo politiche industriali: “Vuol dire politiche energetiche e politiche infrastrutturali. Sopprimere un treno come questo dalla Capitale è andare nella direzione opposta, un tornare indietro”, ha dichiarato al quotidiano Libertà.
Parma e Fiorenzuola
Se il tema treni è caldo a Piacenza per una fermata soppressa, intanto Parma pensa in grande, nonostante la presenza di una stazione dell’Alta Velocità a Reggio Emilia. L’ex sindaco della città ducale, Pietro Vignali, attualmente capogruppo di Forza Italia in Regione, ha lanciato in viale Aldo Moro la proposta di “prevedere la realizzazione di una fermata in linea sull’Alta Velocità a Parma nel nuovo Piano regionale integrato dei trasporti (Prit)”, come annuncia una nota arrivata ieri dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.
Una proposta, va detto, già fatta a suo tempo per il territorio piacentino dal sindaco di Fiorenzuola d’Arda, Romeo Gandolfi, e inserita nel Piano urbanistico generale (in via di adozione) del secondo Comune della provincia, guidato dal centrodestra. Una fermata dell’Alta Velocità da realizzare con una stazione in una zona strategica di Fiorenzuola, che è ben connessa anche alla viabilità autostradale (A1 e A21).
Alta Velocità più aeroporto
Da canto suo Vignali ha interpellato la Giunta de Pascale “affinché sostenga le istanze del territorio parmense, in particolare a livello istituzionale e di stakeholder, per la realizzazione di una fermata Alta Velocità (AV) nella zona di Baganzola che sia contigua il più possibile al quartiere fieristico e all’Aeroporto Giuseppe Verdi“.
Secondo il consigliere di FI, “le città emiliane sprovviste di propria fermata AV sono dotate di per sé di un bacino di utenza potenziale del tutto adeguato alla realizzazione di stazioni o comunque di fermate in linea sulla tratta veloce, come già capita all’estero da decenni nelle realtà urbane di medie dimensioni, sia in territorio europeo che extra Ue. Protocolli istituzionali di intesa siglati a fine anni ’90 del secolo scorso prevedevano che le città per cui non fosse prevista una stazione AV in linea non dovessero essere escluse dall’AV in forza dell’attivazione di servizi di interconnessione ferroviaria per la rete convenzionale che, però, anche nei casi in cui sono stati realizzati, non sono stati utilizzati, se non saltuariamente per trasporti speciali”.
Quasi 7.000 passeggeri
Poi Vignali ha sottolineato “come, secondo diversi studi, una fermata AV a Parma potrebbe movimentare a pieno regime fino a 6.800 passeggeri quotidiani grazie alla propria posizione baricentrica, al florido tessuto economico, alla presenza di sedi istituzionali anche di livello europeo, di un polo fieristico di caratura nazionale e di un aeroporto con potenziale di rilancio”.
Per questo il consigliere ha chiesto “alla Giunta regionale di prevedere la realizzazione di una fermata in linea sull’Alta Velocità a Parma e come intenda partecipare alle varie interlocuzioni di livello nazionale con i vari enti e soggetti competenti, Ministeri, Cipess, Rfi, Trenitalia, che dovranno valutare la realizzazione di una fermata AV in linea a Baganzola”.
Priolo: tutto al vaglio del Governo
Ha risposto l’assessore regionale ai Trasporti, Irene Priolo: “Non siamo estranei all’importanza che hanno queste strutture per il territorio. C’è un’analisi a livello italiano, dovrebbero essere quattro o cinque le stazioni di alta velocità in linea a livello nazionale su cui il Governo si dovrà esprimere. Se il DocFap (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, ndr) di Rfi, o quantomeno, la valutazione tecnico-economica, possano essere positivi sotto il profilo dell’analisi costi/benefici, lo certificherà l’ente che in questo momento sta realizzando lo studio per conto del Governo. Quindi, consigliere, ne riparleremo e spero che ci possa essere una possibilità per la nostra regione”.
“Mi sarei aspettato una risposta diversa”, ha replicato Vignali. “Anche perché mi era stato detto dalle istituzioni locali che la Regione stava lavorando per sostenere questa fermata”. Infine, ha concluso il consigliere, “i documenti che cita (Priolo, ndr) non esistono più. Questo protocollo non è stato rinnovato perché non c’è stato interesse da parte del territorio”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.







