Consorzio di Bonifica: “Era già tutto previsto”, cantava in un suo vecchio successo Riccardo Cocciante. E anche a Piacenza sarà così: al 99,9% si voterà il 18 e 19 aprile. Naturalmente in presenza. Questa è la sostanza della lunga vicenda riassunta anche di recente in un comunicato di Confedilizia, Proprietà Fondiaria, Legambiente e Italia Nostra della lista “Equità e Trasparenza” che chiedono, come per le amministrative, il rinvio delle elezioni consortili in autunno e insistono sul voto telematico.
Perché siamo arrivati a questo punto? Sul piano dello Stato di diritto sembra quantomeno un paradosso che si aprano le urne in pandemia, oltretutto portando potenzialmente almeno 120mila elettori ad assembrarsi in una decina di seggi. Ma si sa, l’Italia è un Paese levantino. E che nessuno ufficialmente abbia ancora preso una decisione definitiva sul voto consortile, è lì a dimostrarlo anche nella virtuosa Emilia-Romagna.
L’ultima parola
Tutto adesso è nelle mani della Regione. Bologna è “scocciata” dagli strascichi del bailamme sul Consorzio piacentino, che ha coinvolto anche le aule del Tribunale locale, perché nel resto del territorio le elezioni si sono tenute mesi fa e si è già voltato pagina. Quindi la Regione farà di tutto perché le elezioni si svolgano in quelle date, mettendo la parola fine per i prossimi 5 anni alla vicenda. Solo un’improvvisa impennata dei contagi potrebbe giustificare una marcia indietro dell’ultimo minuto. Ma visto l’andamento della situazione sanitaria sul nostro territorio, questo appare piuttosto improbabile.
E i sindaci piacentini? Non potrebbero opporsi all’apertura dei seggi nei loro Comuni con un’ordinanza per motivi di salute pubblica? Formalmente sembra di sì; ma nei fatti, anche dopo l’ultimo invito al rinvio delle elezioni consortili del sindaco del capoluogo Patrizia Barbieri, la loro posizione sembra indebolita. Oggi chiedono a gran voce a Governo e Regione di riaprire le attività in sofferenza, visto proprio il rallentamento locale della pandemia. E quindi, come superare questa contraddizione?
Un prefisso da milioni di euro
Poi, c’è un altro siluro decisivo, che affonda le giustissime questioni di diritto. Si palesa parlando con più di un amministratore: la percentuale dei votanti per le elezioni del Consorzio di Bonifica sarà da prefisso telefonico, limitando nei fatti i rischi di contagio; numeri minimali di afflusso alle urne già visti in passato a Piacenza e in generale anche nelle elezioni dei mesi scorsi tenute nel resto dell’Emilia-Romagna.
Chi andrà ai seggi? Anche stavolta solo qualche centinaio di persone in rappresentanza di chi da sempre gestisce il potere nell’Ente consortile, che incassa 10 milioni di euro annui di contribuzione da parte dei consorziati e 19 milioni di risorse provenienti da finanziamenti di terzi (Regione, Governo, Unione europea) con un’ottantina di dipendenti. Quindi, alle urne si conteranno soprattutto gli appartenenti alle associazioni agricole. In particolare della Coldiretti, la vera “padrona” del Consorzio di Bonifica, affiancata anche da altre categorie produttive, che però hanno sempre avuto un ruolo minore.
Le altre elezioni
Questo spiega la vicenda elettorale del Consorzio anche da un altro versante: l’approccio del mondo politico in generale, a parte le prese di posizione di alcuni esponenti locali da destra a sinistra. Perché le associazioni agricole, al momento del voto per le elezioni legislative, regionali e comunali, è meglio non averle contro, se si punta a vincere. Sono rapporti e assetti che quindi è vantaggioso preservare e coltivare. Il voto telematico, sancito dieci anni fa dalla Regione e non a caso mai realizzato, li potrebbe scardinare, portando alle urne i contribuenti consortili di altre associazioni che potenzialmente potrebbero minare lo strapotere del mondo agricolo. Un settore che comunque, non va dimenticato, è da sempre il principale fruitore delle risorse idriche gestite dal Consorzio.
Un sindaco presidente
Così, tra le fila delle liste gemellate “Acqua amica” e “Terra Amica” (partecipate da 12 associazioni agricole e imprenditoriali), già sicure della vittoria elettorale, da tempo circolano i nomi per la prossima presidenza del Consorzio di Bonifica. Si parla ancora di Carlo Pontini, che ha guidato dal 2008 al 2018 Terranostra Emilia-Romagna, l’associazione di Coldiretti per agriturismo, ambiente e territorio. Ma adesso a crescere sembra che siano le quotazioni di Pietro Mazzocchi e Gabriele Girometta, sindaci rispettivamente di Borgonovo Val Tidone e Cortemaggiore. Entrambi di mestiere fanno gli agricoltori. E guarda caso anche loro sono iscritti alla Coldiretti.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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