Opinioni

Sanità in crisi a Fiorenzuola e in Val d’Arda: perché non passare con Fidenza?

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Sanità in crisi a Fiorenzuola e in Val d’Arda. L’ultima ad alzare la voce contro i disservizi dell’Ausl di Piacenza è stata la consigliera regionale di Castel San Giovanni Valentina Stragliati. “Basta prendere in giro i cittadini. Al contrario di quanto garantito in commissione dall’assessore Raffaele Donini e da quanto annunciato attraverso articoli di stampa dal Direttore Generale dell’Ausl Luca Baldino, gli hub vaccinali di Castel San Giovanni e di Fiorenzuola sono ancora chiusi”, ha tuonato ieri Stragliati. “Non solo gli hub non sono stati riaperti, ma al momento i cittadini possono prenotare la terza dose solo a Piacenza. Tra l’altro, complice il freddo, diversi anziani si rifiutano di spostarsi fino a Piacenza per la vaccinazione, creando inutili rallentamenti nella campagna vaccinale”, ha aggiunto la consigliera leghista. “Dalla mancata riapertura H24 del Pronto Soccorso a quella degli hub vaccinali, Fiorenzuola e Castel San Giovanni condividono la stessa scarsa considerazione da parte dell’Ausl. È giunto il momento che la Regione mantenga le promesse”.

Buon lavoro

Intanto a Fiorenzuola è appena stata nominata dal Consiglio comunale un’apposita “Commissione di studio sulla sanità”, con cinque componenti. Quattro sono consiglieri: Paolo Isola, Martina Binelli (maggioranza), Nando Mainardi e Franco Pastorelli (minoranza); a loro si aggiunge Gianfranco Maestri (esterno, nominato dalla maggioranza). Ingrato il compito, se è quello indicato dal sindaco Romeo Gandolfi: “Convincere il presidente della Regione Bonaccini a mantenere le promesse”… dalle sale operatorie mai realizzate nel Blocco A dell’Ospedale unico della Val d’Arda, alla Casa della salute di Fiorenzuola ancora sulla carta.

Le note dolenti

Pur fidando nell’impegno bipartisan di questa nuova Commissione comunale, sappiamo già che potrà fare ben poco per convincere chicchessia a mantenere impegni e promesse. E allora proviamo a fare i conti con la realtà. A Fiorenzuola nel nuovo Pronto Soccorso sono stati investiti circa 1,3 milioni di euro. Doveva riaprire a ottobre, poi a novembre e non è ancora successo. Candidamente, come ammesso dai vertici dell’Azienda sanitaria, per mancanza di medici e altro personale, problemi che tra l’altro erano noti da tempo.

Per le visite specialistiche ambulatoriali più che scoperte a Fiorenzuola, i tempi si allungano quanto i viaggi da affrontare. Dal secondo Comune della provincia, capoluogo di una vallata che conta 70mila abitanti sui 285mila complessivi del Piacentino, addirittura in certi casi non solo bisogna andare a Piacenza o Podenzano, ma salire a Bettola o Bobbio, con viaggi tra andata e ritorno che arrivano anche a 100 km.

Il paragone con Castello

Nel frattempo, e non è una questione di campanilismo, nonostante la reprimenda di Stragliati l’Ausl sembra concentrata soprattutto sulla crescita dell’ospedale di Castel San Giovanni, dove per esempio investe con nuovi servizi (Senologia) e nuovi primariati (Cardiologia). E non si dica che Fiorenzuola ha avuto in cambio il nuovo polo riabilitativo del Blocco B, perché di fatto è stato solo un trasloco di quanto storicamente c’era all’ospedale di Villanova e cioè sempre in Val d’Arda.

Le scelte dei cittadini

Questa disastrosa realtà fatta di disservizi quotidiani, nonostante l’impegno dei sanitari e amministrativi dell’Ausl che operano a Fiorenzuola, però ci racconta anche altro. Pandemia o no, di fronte a questa situazione sempre più cittadini della Val d’Arda stanno facendo delle scelte. Chiuso quello di Fiorenzuola, se per esempio devono recarsi a un Pronto soccorso, preferiscono senza dubbio andare a Fidenza. L’Ospedale di Vaio in molti casi è più vicino del Guglielmo da Saliceto. Ma soprattutto si raggiunge più facilmente e più velocemente. Dati di fatto fondamentali quando si deve accompagnare chi si sente male in ospedale e i minuti sono contati. A cascata, ancora parlando con i cittadini, dal taccuino del cronista emerge che nel campo della sanità pubblica sempre più abitanti della Val d’Arda guardano a Fidenza come a un riferimento medico più rilevante di Piacenza se devono affrontare anche altri problemi, come nel caso di interventi o di ricoveri di routine.

 Un nuovo distretto 

E allora, perché non prenderne atto e valutare questo trend? Perché non pensare a un’alleanza anche a livello ospedaliero, disegnando un nuovo distretto sanitario interprovinciale Fidenza-Fiorenzuola, tra Parma e Piacenza, con tutto quello che ne consegue, a partire dagli investimenti regionali? Da “terra di mezzo”, la Val d’Arda potrebbe riacquistare una centralità che in passato l’aveva resa un fiore all’occhiello dal punto di vista sanitario e ospedaliero. E anche Fidenza grazie a una spinta del genere potrebbe solo crescere, ottenendo indubbi vantaggi.

Provocazione o rivoluzione?

La nostra potrà sembrare solo una provocazione giornalistica o una proposta di fantapolitica sanitaria. Le ascriviamo però una virtù. Parte dal basso, dall’osservazione delle esigenze nate durante una crisi e dai conseguenti comportamenti dei cittadini della Val d’Arda. Certo, sarebbe una rivoluzione, ma a volte la storia ci ha insegnato che per cambiare le cose servono eccome.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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