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Massimo Piepoli: il medico di Piacenza che cura il Covid con l’intelligenza artificiale

Massimo Piepoli e uno studio da incorniciare, che è già stato pubblicato da una prestigiosa rivista internazionale. Il professor Piepoli è alla guida della Cardiologia dell’Ospedale di Piacenza. E mentre ci racconta di quest’ultimo lavoro – presentandoci gli altri giovani autori dello studio su Covid e intelligenza artificiale che ha messo Piacenza al centro di importanti collaborazioni – non si può non pensare che oggi un medico in una posizione apicale come la sua debba avere di certo grandi capacità cliniche. Ma anche una visione organizzativa di alto profilo e qualità da team builder non comuni. D’altra parte Piepoli ha un curriculum che parla da solo. Basti ricordare che, unico italiano, è tra i sei consiglieri della Società europea di cardiologia.

Covid e intelligenza artificiale

E allora partiamo dallo studio A Machine Learning Approach for Mortality Prediction in COVID-19 Pneumonia: Development and Evaluation of the Piacenza Score, pubblicato dal Journal of Medical Internet Research. “Questo è forse il primo grande lavoro al mondo che riguarda l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla diagnosi del Covid”, afferma Piepoli. “Nasce dalla nostra esperienza che ci ha visto al centro della pandemia. All’Ospedale di Piacenza, come tutti ben ricordiamo, nella primavera del 2020 abbiamo avuto un accesso enorme di pazienti con il Covid. Tutti ci siamo dovuti adeguare; e anche noi cardiologi naturalmente ci siamo messi a disposizione con il 50% delle nostre risorse a seguire le polmoniti da Covid”.

In questo quadro drammatico, “la domanda che ci siamo posti, insieme con i colleghi della Rianimazione diretta dal dottor Nolli, è stata: come individuare al più presto quei pazienti che potevano avere un’evoluzione sfavorevole dell’infezione e quindi una prognosi peggiore? Anche perché la patologia spesso presentava un’evoluzione imprevedibile. Con pazienti che nel giro di poche ore da una condizione accettabile peggioravano al punto da dover essere intubati in terapia intensiva. Trovare dei parametri per individuare prima questi pazienti significava quindi cominciare da subito tutte quelle terapie che ci avrebbero consentito di proteggerli al meglio da un’evoluzione molto negativa della malattia”.

Così, prosegue il cardiologo piacentino, “partendo da una mole enorme di dati, in collaborazione principalmente con il Politecnico di Torino, l’università di Zurigo e il Monzino di Milano, siamo andati alla ricerca di indicatori sempre più mirati. Grazie a questo lavoro, sviluppato attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale con l’elaborazione di un algoritmo ad hoc, ne abbiamo estratti sei, che dopo diverse valutazioni e confronti incrociati ci hanno consentito di identificare alla prima diagnosi i pazienti a maggior rischio”.

Il bello del machine learning

Non basta: il vantaggio è continuo. “Perché all’aumento della popolazione testata, il sistema che abbiamo approntato migliora la sua performance grazie al cosiddetto machine learning. È cioè lo stesso algoritmo fornito dall’intelligenza artificiale che sulla base dei nuovi dati inseriti si modifica e rielabora il peso dei diversi parametri, raffinando via via le sue capacità diagnostiche e individuando con sempre maggior precisione i pazienti a rischio”.

Un sistema, tra l’altro presentato anche in una serata del Rotary Piacenza e pubblicato su diversi siti, che partendo dall’ospedale della città emiliana va oltre il Covid. E come sottolinea con orgoglio Piepoli, “rappresenta in generale il futuro della medicina da tutti i punti di vista. Perché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte del medico migliora le performance cliniche a vantaggio dei pazienti, per esempio evitando l’uso indiscriminato dei farmaci; ottimizza l’uso delle risorse e quindi, nel complesso, razionalizza i costi sanitari”.

The Piacenza Score

Il tutto “naturalmente avviene coinvolgendo diverse competenze: oltre alle mediche, entrano in gioco quelle ingegneristiche ed informatiche”, ci spiega il dottor Geza Halasz, giovane cardiologo italiano, con trascorsi professionali a Zurigo e Lugano, oggi assunto all’Ospedale piacentino, e primo firmatario dello studio.

Inizialmente “i nostri lavori sull’intelligenza artificiale erano limitati alla cardiologia e alla cardiochirurgia in ambito riabilitativo. Ma l’arrivo del Covid ci ha spinto ad allargare il campo alla pandemia. Oggi i vantaggi offerti dal machine learning con le valutazioni di rischio che arrivano da questi sei parametri (età; sesso; livello della gravità dell’insufficienza respiratoria; concentrazione emoglobinica media nel sangue; temperatura; indicazione di ictus precedenti), sono a disposizione di tutti i colleghi del mondo. È sufficiente andare sul sito The Piacenza Score, inserire i dati del paziente e si hanno a disposizione valutazioni oggettive che nessun occhio umano aveva mai identificato”.

Se il lavoro del medico “è comunque insostituibile, questo strumento ci aiuta in modo costruttivo a prendere decisioni più sensibili, specifiche e veloci nei confronti dei diversi pazienti che entrano in ospedale con il Covid”, conferma il dottor Matteo Villani, giovane rianimatore-anestesista dell’ospedale di Piacenza e firmatario dello studio con Halasz e Piepoli. “Piacenza Score è solo un primo passo, un modello replicabile e migliorabile: l’algoritmo che abbiamo utilizzato è su due livelli e a seconda dell’ambito medico che si vuole affrontare se ne possono aggiungere tanti altri”.

Insomma, i medici dell’Ausl di Piacenza fanno scuola. “E che da un piccolo ospedale come il nostro escano ricerche e risultati del genere, grazie a colleghi giovani e capaci, ci fa ben sperare per il futuro”, conclude il professor Piepoli.

Da sinistra, Geza Halasz, Massimo Piepoli e Matteo Villani
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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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