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Villa Verdi chiude: Piacenza (se c’è) batta un colpo per salvare la casa-museo del grande musicista

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(foto di Pavel Špindler)

Villa Verdi: sulla casa del grande musicista a Sant’Agata, il suo luogo prediletto, si addensa un futuro cupo. Da anni al centro di una disputa familiare, il suggestivo immobile in Comune di Villanova sull’Arda resterà aperto per le visite fino al 30 ottobre. Poi sarà chiuso e messo in vendita con il rischio dell’oblio.

La sentenza della Cassazione

Ad annunciarlo oggi sul quotidiano Libertà, Angiolo Carrara Verdi, che finora si è occupato della casa-museo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l’eredità di Alberto Carrara Verdi, scomparso nel 2001, dev’essere divisa tra i figli in parti uguali (Maria Mercedes, Ludovica, Angiolo e gli eredi di Emanuela, deceduta nel 2020). Poiché nessuno è in grado di rilevare le quote degli altri eredi, Villa Verdi è destinata alla vendita.

«Devo lasciare l’abitazione dove sono tornato a vivere con la mia famiglia dal 2010 e che ho tutelato e salvaguardato per anni; il luogo dove ho trascorso praticamente 53 anni della mia vita”, ha affermato Angiolo Carrara Verdi. “Per me villa e museo non sono mai state due entità separate. E dato che non posso più abitare a Sant’Agata, non posso nemmeno più occuparmi del museo. Liquiderò la società».

Il Tribunale, conclude Carrara Verdi, «probabilmente invierà un custode o un notaio che la possa tutelare. Mi auguro solo che qualcuno intervenga e colga l’attimo per l’acquisto, perché la paura è che rimanga abbandonata a se stessa. Speriamo ci sia qualche filantropo. O lo Stato stesso, che ha diritto di prelazione, eviti il peggio».

L’Ansa, il Corriere e gli appelli

La notizia ha fatto subito il giro del web. È stata rilanciata su scala nazionale dall’Ansa ed è comparsa su altri media online, Corriere della sera compreso. Poi è arrivato il momento degli appelli per salvare Villa Verdi.

Il primo è stato quello del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia). In un’interrogazione il politico piacentino chiede di sapere «se e come la Regione, grazie alla nuova legge regionale sulle “Case e studi degli illustri dell’Emilia-Romagna” intenda sostenere l’apertura del museo in attesa della definizione del futuro della villa e come intenda attivarsi affinché Villa Verdi e il suo museo non cadano nel dimenticatoio». Tagliaferri propone che «La Regione guidi una cordata mista pubblico-privato che impedisca la chiusura di questo importante luogo culturale italiano».

Lo Stato salvi Villa Verdi, chiede Francesca Gambarini, candidata alla Camera per Noi Moderati (centrodestra) nel collegio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. «La dimora in cui ha vissuto Giuseppe Verdi è in vendita: lo Stato eserciti il diritto di prelazione e ne divenga proprietario, salvando l’inestimabile patrimonio custodito a Sant’Agata». È un dovere morale dello Stato, sottolinea Gambarini, «impedire che Villa Verdi venga messa all’asta, un modo per rendere merito ad un uomo che ha reso grande l’Italia e il nostro territorio in particolare. Faremo immediatamente presente la questione al prossimo ministro della Cultura perché si attivi in tal senso».

E Piacenza?

Bene se arriveranno gli interventi della Regione e dello Stato. Ma il segnale più importante diciamo noi dovrebbe arrivare soprattutto dal territorio di Piacenza, città amata e frequentata dal grande compositore, che tra l’altro soggiornava all’Albergo San Marco.

Una cordata per salvare Villa Verdi, dove sono nate opere indimenticabili dalla Traviata al Trovatore, dovrebbe partire prima di tutto da qui, dalla terra più cara al Maestro. Vedremo chi scenderà in campo per intervenire e tutelare questo patrimonio straordinario, anche sul piano del turismo culturale, che rischia di finire alle ortiche. Un’occasione unica per dimostrare che nel nome di Giuseppe Verdi Piacenza c’è.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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