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Immigrati: perché gli italiani hanno paura?

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Gli immigrati fanno paura a quasi un italiano su due. Almeno per l’indagine dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, che ha rilevato questo stato d’animo nel 46% della popolazione. Secondo lo studio, curato da Demos e pubblicato da Repubblica, solo 10 anni fa il dato era più alto, quando si era arrivati al 51%. E c’è da star sicuri che quello degli immigrati sarà l’asse portante della prossima campagna elettorale.

L’abc della paura

Come mai siamo arrivati a questo punto? L’elenco dei motivi non è poi tanto lungo: la sindrome dell’invasione, anche se gli sbarchi sono calati dopo l’imposizione del codice di condotta alle Ong e il blocco dei migranti sulle coste libiche. I ripetuti episodi di violenza, che hanno coinvolto gli stranieri presenti in Italia a vario titolo, stupri di Rimini in testa. Basta così? No, c’è dell’altro. La paura latente del terrorismo islamico. Anche se non ha ancora colpito il nostro Paese, viene inevitabilmente collegato alla presenza degli immigrati. Infine – ed è un elemento da non sottovalutare – la miriade di piccoli episodi di criminalità che sfuggono ai media, ma che generano grande preoccupazione nelle comunità locali che ne sono protagoniste.

Clandestini: il silenzio del Viminale

E poi sono sempre di più gli italiani che si chiedono quanti sono i clandestini presenti nel nostro Paese. Su questo problema il Viminale tace. Ma dovrebbe dare delle risposte. I clandestini sono prodotti dal meccanismo dei richiedenti asilo che vengono bocciati e quindi non hanno titolo per rimanere, ma di fatto restano in Italia? Dove vanno a finire? E che cosa fanno? Sono tutte domande che serpeggiano tra la gente comune, alla faccia dei discorsi di rito su accoglienza e integrazione da qualsiasi Palazzo arrivino. Così si genera prima la diffidenza e poi la paura. Una sensazione che fa il paio con l’altro piatto della bilancia e cioè quello della sicurezza. Si ha paura quando manca la sicurezza. E questa è la parola chiave.

Sicurezza e generosità

La paura degli italiani è tutta qui. Se mi sento al sicuro, non ho nulla da temere e sono pronto a dare. Ma se ogni giorno che passa la presenza e le azioni degli immigrati mi preoccupano sempre di più e non mi sento protetto, gioco forza li vedo come un pericolo. Forse per troppo tempo l’emergenza degli sbarchi ha messo in primo piano la necessità di salvare e di mettere al sicuro chi arrivava dal Mediterraneo. Per carità, una cosa giustissima. Ma anche la generosità ha i suoi limiti. E probabilmente è passata in secondo piano la sicurezza di chi accoglieva.

Immigrati e fiducia

E allora hai voglia a parlare di integrazione e di Ius soli. Così a rimetterci sono gli stranieri che si possono considerare come italiani a tutti gli effetti. La partita è tutta qui. Vanno riequilibrati i pesi. Soprattutto per tutelare gli italiani più deboli, quelli che vivono nelle periferie sociali e sui quali la pressione dell’immigrazione in molti casi ha superato il livello di guardia.
Chi dà le carte deve scrivere nuove regole, che tutti devono rispettare. A partire dagli immigrati. Vanno ridotti i margini di tolleranza: prima i doveri e poi i diritti. Un governo e un parlamento agli ultimi mesi di vita ce la faranno? Difficile, anche se c’è in ballo la fiducia degli italiani.

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