Attualità

Banche e Commissione d’inchiesta: un’altra farsa della politica

Banche e banchieri possono dormire sonni tranquilli. Lo spauracchio della Commissione parlamentare d’inchiesta resterà tale. La legge 107/2017, che l’ha istituita, è in vigore dal 28 luglio. Ma della Commissione che deve far luce sugli scandali finanziari degli ultimi anni “con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori” non c’è nemmeno l’ombra. E allora vediamo perché il Parlamento non si occuperà compiutamente dei disastri di Monte Paschi, Banca Etruria, Carife, Banca Marche, Carichieti, Popolare di Vicenza, Veneto Banca. E dei relativi intrecci poco chiari che hanno coinvolto manager, politici, amministratori e autorità di controllo.

I ritardi del Partito democratico

Prima della pausa estiva il Movimento 5 Stelle e Forza Italia avevano già preparato le liste dei componenti per la Commissione da presentare ai presidenti di Camera e Senato. Ma il Partito democratico era in ritardo. E lo è ancora, visto che non ha depositato un solo nome. La melina dovrebbe finire questa settimana. E per alcuni fa il paio con il fastidio dimostrato dal segretario Renzi, quando negli incontri pubblici deve rispondere alle contestazioni dei risparmiatori, che hanno perso fior di quattrini nella crisi delle banche. Ma anche se il Pd sveltisse la pratica, e l’organismo parlamentare venisse istituito in tempi stretti, ci sarebbe poco da fare.

Fuori tempo massimo

La Commissione, composta da 20 deputati e altrettanti senatori, per legge dovrà trasmettere alle Camere una relazione sullo stato dei lavori dopo 6 mesi dalla sua istituzione. E la legislatura quando finisce? A febbraio 2018. Quindi tanti saluti a tutti.
Di fatto, la Commissione, che ha gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, diventerebbe solo uno strumento di pressione, da usare a seconda delle audizioni di turno. Come quella, per esempio, del Governatore di Bankitalia Visco, inviso non solo ai renziani. O quella di Ghizzoni, l’ex amministratore delegato di Unicredit, che nel libro di De Bortoli aveva parlato delle pressioni dell’allora ministro Boschi per salvare Banca Etruria, in cui era coinvolto il padre come vicepresidente. Un palleggio di accuse e rivelazioni funzionale soprattutto alla prossima campagna elettorale. Ma non agli interessi dei risparmiatori che chiedono un sistema bancario ben più trasparente.

 | Website

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.