Piacenza

Ospedale di Piacenza: allarme per gli anestesisti “in fuga” a fine anno

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Ospedale di Piacenza: medici in fuga. Dall’inizio del prossimo anno scenderà drasticamente il numero degli anestesisti in servizio. Oggi questi specialisti in pianta organica sono in tutto 26. E sono cinque quelli in procinto di lasciare l’Azienda sanitaria. Vanno in pensione? No. Sono medici, tutte donne con un’esperienza ventennale, che andranno a lavorare in altre strutture. In quattro casi fuori regione e con ruoli apicali, visto che alcune tra loro diventeranno primario.

La notizia di questa fuoriuscita di medici dal reparto di Anestesia e Rianimazione non è ancora stata confermata ufficialmente dai vertici dell’Ausl. E si tratta indubbiamente di un calo allarmante. Una riduzione del 20% dell’organico attuale che all’ospedale di Piacenza scenderà così a quota 21, primario compreso.

Una figura indispensabile

Quello dell’anestesista tra l’altro è un ruolo trasversale e molto importante in una struttura ospedaliera. A partire dalla gestione delle terapie intensive, come abbiamo imparato durante la pandemia. Gli anestesisti-rianimatori sono infatti figure indispensabili alle attività diagnostiche, terapeutiche, e a quelle chirurgiche, prima, durante e dopo un intervento in sala operatoria.

Tempi lunghi

Di questo passo, con cinque anestesisti in meno, è lecito prevedere che a Piacenza i tempi già lunghi per una ripresa a pieno regime delle attività di cura non potranno che peggiorare nei prossimi mesi. Con il rischio che molti pazienti, come quelli in attesa di un intervento chirurgico, si rivolgano sempre di più alle strutture sanitarie della vicina Lombardia o della provincia di Parma, senza dimenticare le cliniche private di Piacenza.

Imbarazzo e malcontento

All’ospedale Guglielmo da Saliceto l’imbarazzo su questa fuga di professionalità di alto livello è palpabile. Da parte dei vertici dell’Azienda sanitaria oltretutto non ci sarebbe stato nessun tentativo di rilancio per trattenere gli anestesisti in uscita. E dalle parole dei medici trapela un innegabile malcontento sulla gestione del reparto. La situazione, raccontano, si fa sempre più critica. Con turni non equilibrati e stressanti, in un’emergenza continua soprattutto per le carenze di organico già con 26 specialisti al lavoro.

Pensionati e gettonisti

Per turare le falle che via via si sono aperte nel servizio, l’Ausl diretta dall’ingegner Luca Baldino sarebbe corsa ai ripari con l’inserimento sempre più frequente di consulenti in pensione e dei cosiddetti gettonisti. Chi sono i gettonisti? In questo caso sono sempre anestesisti-rianimatori, liberi professionisti o appartenenti a organizzazioni private, che vengono inseriti a chiamata per supplire le carenze dell’organico ospedaliero.

Tutte figure che però non garantirebbero continuità. E che alimentano altro scontento nei medici del reparto. Perché questi colleghi esterni oltretutto sceglierebbero anche quali turni fare e dove andare. Così, per esempio, svolgerebbero strapagati il servizio notturno all’ospedale di Fiorenzuola. Una struttura che con il pronto soccorso ancora chiuso, non comporta grandi impegni… Mentre i colleghi interni sono sempre in prima linea. Con i turni sette giorni su sette al Guglielmo da Saliceto o al nosocomio di Castel San Giovanni, facendo avanti e indietro da Piacenza.

Tra l’altro si parla anche di un concorso che l’Azienda sanitaria avrebbe bandito per assumere nuovi anestesisti, ma che si dice sarebbe andato deserto. Una vicenda su cui vige il massimo riserbo da parte dell’Ausl. E che anche per questo alimenta molte perplessità sull’attuale gestione e sul futuro assetto di questo reparto fondamentale della struttura ospedaliera piacentina.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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