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Mandato zero: Di Maio e il sapore della vecchia politica

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Mandato zero: Di Maio tenta un equilibrismo difficile per non perdere consensi nei 5 Stelle.
Che cos’è il mandato zero? Solo l’ultima trovata (irrisa da molti sui social e non) per mandare in soffitta il vincolo dei due mandati. Una novità che gli iscritti alla Piattaforma Rousseau dovranno votare il 25 e 26 luglio.

Tralasciando le facili ironie, guardiamo ai fatti. Finora il vincolo dei due mandati era una pietra miliare del Movimento; un pilastro inamovibile per marcare la diversità dei 5 Stelle dalla vecchia politica, difeso a spada tratta anche da Di Maio. Nell’epica a 5 Stelle, i “portavoce” del Movimento erano come tanti Cincinnato, che dopo aver dato il loro contributo alla Res Publica, se ne tornavano a casa al massimo dopo dieci anni.

Per ora la deroga consentita dal mandato zero riguarderebbe solo consiglieri comunali e municipali. “Se tu vieni eletto consigliere comunale o di municipio al primo mandato e porti avanti tutto il primo mandato e poi decidi di ricandidarti e non diventi né presidente di municipio né sindaco, allora nel tuo secondo mandato, quello precedente, non vale”, ha spiegato Di Maio in un video su Facebook.

In sostanza, dopo dieci anni di politica locale, l’esperienza maturata potrà essere spesa candidandosi in regione, al parlamento nazionale o a quello dell’Unione europea per altri 5 anni. E quello diventerà il definitivo secondo mandato. Ma è chiaro che aperta la strada, il passo è breve. E in futuro tutto diventa possibile anche per il susseguirsi di altri incarichi e candidature.

Che dire? Se la proposta di Di Maio sarà approvata, con il mandato zero ci avviciniamo a grandi passi alla politica di professione anche nel Movimento. Con la parola “esperienza” che sostituirà la parola “casta” nel vocabolario dei 5 Stelle.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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