Andrea Pugni entra in Forza Italia. O meglio ci torna, visto che c’era già stato una ventina d’anni fa. I vertici locali del partito hanno celebrato il suo rientro in grande stile, soprattutto in vista delle Comunali della prossima primavera.
Alla conferenza stampa di ieri erano presenti infatti il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Enrico Aimi, il coordinatore provinciale Gabriele Girometta, quello cittadino Leonardo Bersani, e la consigliera provinciale e sindaco di Rottofreno Paola Galvani. Con loro, anche il vice coordinatore provinciale Marcello Minari e la responsabile dei seniores Paola Pizzelli.
D’altra parte Pugni in questi ultimi anni è stato una figura di primo piano della politica cittadina. E dà tutta l’impressione di voler crescere ancora tra le fila berlusconiane. Candidato sindaco dei 5 Stelle, nel 2017 Pugni prende il 10% delle preferenze. Alcuni mesi fa l’addio ai grillini; e dopo aver passato un po’ di tempo a sfogliare la margherita, si dice tra i petali di Liberi del professor Trespidi e quelli della Buona Destra di Michele Giardino, alla fine il consigliere comunale del Gruppo misto ha scelto il ritorno all’ovile di Arcore.
Lodi su lodi
Il senatore Aimi ha definito Pugni “una persona di altissimo spessore; per noi di grande valore, che ha appena accettato una nuova e appassionante sfida”. Quella “di allargare il perimetro della nostra coalizione per vincere nuovamente” con il centrodestra. E naturalmente “in appoggio al sindaco uscente Patrizia Barbieri, che ha svolto un lavoro straordinario per la città. Sono sicuro che i piacentini, indipendentemente dall’appartenenza politica, gli tributeranno la loro preferenza”, ha concluso Aimi.
Girometta, il regista dell’operazione Pugni, ha sintetizzato l’importanza del nuovo acquisto con un parallelo calcistico: “Sarà il nostro Cristiano Ronaldo”. Anche Galvani, si è sperticata nelle lodi: “Abbiamo bisogno di gente come Pugni, seria e capace, che dia credibilità a questo partito che sta creando in modo costruttivo una nuova identità”.
Attore consumato
E lui, il neo forzista come s’è presentato? Da attore consumato, s’è preso tutta la scena. “Sono sempre stato di estrazione liberale e moderata”, ha sottolineato Pugni. “A Piacenza ho rappresentato l’anima di centrodestra nel Movimento 5 Stelle. Dunque oggi essere in Forza Italia è un ritorno alle origini. Un liberale come me non poteva che prendere questa strada”. Sulle cose da fare Pugni ha idee precise: “Vanno agganciate persone nuove; e soprattutto va riaperto il dialogo con importanti realtà produttive del territorio come Confindustria, che conosco bene. Forza Italia non può perdere il suo ruolo storicamente legato a queste categorie datoriali”.
Bancario di professione, Pugni ha usato poi il paragone con un titolo azionario per spiegare la situazione attuale del partito: “Forza Italia, che da trent’anni è nel listino della politica, oggi ha un prezzo appetibile rispetto al suo reale valore di mercato. Chi volesse investire, dovrebbe scommettere su questo partito, e non su chi ha dei fondamentali buoni ma è in una bolla speculativa (ogni riferimento alle altre forze del centrodestra è puramente casuale, ndr)”. Forza Italia però “non sta esprimendo il suo reale valore. Sono convinto che a livello locale ci sia tanto da fare, soprattutto per risolvere la troppa conflittualità interna”, ha sottolineato Pugni.
L’attacco ai dissidenti
E qui il pensiero non può che correre ai grandi assenti alla sua presentazione. Cioè agli assessori Jonathan Papamarenghi e Federica Sgorbati; e ai consiglieri comunali Francesco Rabboni (capogruppo) e Ivan Chiappa. I quattro, fedelissimi comunque al sindaco Barbieri, da tempo non seguono le direttive dei vertici del partito. Sordi a qualsiasi invito, si muovono all’unisono, contestando l’attuale dirigenza che fa capo a Girometta, “reo” di aver sostituito a suo tempo Papamarenghi nel ruolo di coordinatore provinciale.
Senza far i nomi dei nuovi ‘compagni’ di spogliatoio, Pugni non è andato tanto per il sottile: “C’è una gerarchia che va rispettata; la regola per far funzionare bene un partito è che sia organizzato, che il meccanismo di delega decisionale passi dall’alto fino alla base. La voce dev’essere unica. Non può succedere che parli il tal consigliere comunale e che poi il giorno dopo il rappresentante provinciale dica esattamente il contrario. Questo non è accettabile. La voce di Forza Italia è quella del coordinatore. Le voci fuori dal coro, se vogliamo essere credibili, in questo momento non ce le possiamo permettere”.
Acqua sul fuoco
L’attacco di Pugni ai dissidenti molto cari al sindaco Barbieri, “che deve sciogliere le riserve e scendere in campo senza se e senza ma”, apparentemente ha creato un certo imbarazzo. Tanto che sulla questione Aimi, Galvani e Girometta hanno voluto puntualizzare, correndo ai ripari.
“Gli assessori Papamarenghi e Sgorbati hanno lavorato benissimo, questo è un dato di fatto”, ha detto Aimi. Tuttavia, “raggiungere l’unità interna è il nostro obiettivo”. E alla domanda se saranno ancora tra i candidati di Forza Italia oppure se verranno ‘autorizzati’ a entrare in altre liste il senatore ha risposto: “Non siamo una caserma. Ma nemmeno un albergo a ore con le porte girevoli da cui si entra e si esce a piacimento. A un chiarimento dovremo arrivarci, sperando che prevalga il buon senso. Questo comunque non cambia il nostro giudizio sul loro operato”.
Anche Galvani ha spezzato una lancia in favore dei dissidenti. “Non è un caso che i migliori esponenti della giunta Barbieri, gli assessori Papamarenghi e Sgorbati, arrivino da Forza Italia. Hanno spessore e capacità politica; e questa sarà la nostra prerogativa anche domani… Per fortuna c’è ancora qualche mese per lavorare”.
E Girometta, che rappresenta il parafulmine di tutta situazione? “La nostra porta è sempre aperta a tutti. Non abbiamo mai voluto prevaricare nessuno”, ha sottolineato. Per chiudere il suo intervento ricordando come sia necessario “lavorare sulle prossime amministrative, cercando di accordarsi coi liberali per far vincere Patrizia Barbieri”.
Insomma, vedremo se con Pugni le cose prenderanno un’altra piega. Farà il capolista di Forza Italia alle prossime Comunali? Entrerà nel gruppo consiliare in questi ultimi mesi di mandato? È ancora tutto in discussione. Dal primo assaggio, l’impressione è che con il suo arrivo il vino di Forza Italia sia migliorato. Ma che a qualcuno dentro il partito potrebbe andare comunque di traverso…

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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