Fondazione di Piacenza e Vigevano: Roberto Reggi è stato eletto presidente all’unanimità. Per lui il cerchio dell’insediamento a Palazzo Rota Pisaroni si è chiuso così nel modo migliore. Una vera prima vittoria dell’ex sindaco di Piacenza. Perché non era così scontato che i cinque consiglieri che non avevano sottoscritto la sua candidatura alla presidenza l’avrebbero votato. Infatti i rappresentanti delle Diocesi di Piacenza e di Vigevano, e del mondo del volontariato nella prima seduta del nuovo Consiglio generale a 15 di ieri avrebbero anche potuto astenersi, confermando in tal modo la linea dura in opposizione al suo nome tenuta nelle settimane scorse.
Alla fine però ha trionfato il “vogliamoci bene” a tutto vantaggio del futuro della cosiddetta cassaforte dei piacentini (e dei vigevanesi). Così, con i voti dei consiglieri Ivano Fortunati (Diocesi di Piacenza), Carlo Dallagiovanna (associazioni di volontariato), Tiziana Pisati (associazione la Ricerca), Elena Sisaro (Diocesi di Vigevano) e Rossella Buratti (associazioni di volontariato di Vigevano), Reggi ha fatto l’en plein.
Corsa a ostacoli
È un risultato che di certo rasserena gli animi dopo mesi non facili, quando in nome di una conventio ad excludendum, che non voleva alla presidenza di Palazzo Rota Pisaroni né imprenditori né politici (tra l’altro mai confermata ufficialmente), una parte degli enti designatori dei membri del Consiglio generale aveva cercato di sbarrare la strada alla candidatura di Reggi, che circolava da tempo, proponendo quella di Giangiacomo Schiavi. Poi, dopo qualche fatale tentennamento dell’ex vicedirettore del Corriere della sera, a marzo era uscito anche il nome di Augusto Pagani, presidente uscente dell’ordine dei medici di Piacenza.
Ma i sostenitori di Reggi, soprattutto nel mondo cattolico e dalle parti di Vigevano, hanno resistito fino alla fine al corteggiamento dei suoi avversari, confermando la maggioranza iniziale di sette voti, fondamentale per portare Reggi alla presidenza. Quelli di Lavinia Gaia Bulla (Università Cattolica) e Daniela Boffino (Comune di Vigevano) sono stati infatti i voti chiave dello schieramento inizialmente formato anche da Maria Grazia Sabato (Comune di Piacenza), Luigi Cavanna (Provincia), Fabio Fornari (Comuni della provincia), Edoardo Favari (Politecnico) e Mario Magnelli (Conservatorio Nicolini). A loro un mese dopo, in aprile, si è aggiunta Anna Muselli (Camera di Commercio). E poi, tutti insieme, hanno portato a dieci il numero dei sostenitori dell’ex sindaco con la cooptazione degli ultimi due consiglieri generali Nicoletta Corvi e Luigi Salice.
Cda e primi scogli
Vedremo adesso come questa unanimità, raggiunta da Reggi con consumata abilità, verrà da lui tradotta nella composizione del suo Consiglio di amministrazione. E al di là delle frasi di rito, dagli otto nomi che il nuovo presidente sceglierà, probabilmente si capirà qual è stato il “costo” di questa trattativa che ha portato anche le Diocesi e il mondo del volontariato a sottoscrivere la sua elezione in via Sant’Eufemia.
Per il resto occhi puntati sulle prime scelte che il neopresidente dovrà fare nel giro dei prossimi mesi. A partire dalla conferma dell’entrata della Fondazione di Piacenza e Vigevano tra i soci di Piacenza Expo alla decisione di partecipare o meno all’aumento di capitale in Crédit Agricole. Senza dimenticare i rapporti tra lo spazio XNL, di proprietà della Fondazione, e la Ricci Oddi per il rilancio della Galleria, che in proprio in questi giorni sta scegliendo il suo nuovo direttore.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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