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Isabella Perazzoli: con LP Drilling la transizione energetica passa da Piacenza

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Isabella Perazzoli non riesce a nascondere un po’ di emozione. Ma non la si percepisce dalla sua voce ferma e gentile. Tutto passa dal suo sguardo, mentre la top manager racconta dell’azienda di famiglia, la piacentina LP Drilling, leader nel mondo delle perforazioni Acqua ed Oil&Gas. Per lei che la dirige da Presidente e Ceo, questo 2021 infatti è un anno molto importante. I motivi sono due. Ed entrambi hanno un significato emblematico.
La storia imprenditoriale dei Perazzoli compie cent’anni. E dopo un ultimo periodo in cui la quota di maggioranza dell’azienda di Cortemaggiore era passata in mani straniere che promettevano grandi cose, però mai realizzate, Isabella Perazzoli ha rotto gli indugi, e ha appena ricomprato la LP Drilling che dal 2021 è tornata ad essere tutta italiana.

Allora più che mai vale la pena starla a sentire. Perché storie del genere raccontano più di qualsiasi dato economico la qualità dell’imprenditoria piacentina, quando è radicata sul territorio e ha lo sguardo rivolto al mondo e al futuro, che nel settore di LP Drilling oggi si chiama transizione energetica.

Acqua, che passione

“Tutto inizia nel 1921, quando mio nonno Paolo si dedica alle prime perforazioni di piccoli pozzi artesiani per l’estrazione dell’acqua nelle nostre campagne”, dice Isabella Perazzoli. “Tre dei suoi sei figli, ereditano la passione per quest’attività e nel 1967, la società Perazzoli risulta essere una delle prime iscritte alla Camera di Commercio di Piacenza”. Presto però due dei tre fratelli muoiono. “Così Rino, mio padre, rimane l’unico  a gestire l’azienda che fra mille difficoltà viene portata avanti. Papà si fa carico dei figli dei due fratelli venuti a mancare. E pone le basi per un futuro ancora incerto, ma ben chiaro nella sua mente. Quella del figlio più giovane della famiglia e unico erede di quest’arte che si sposa con una scienza così imprecisa come la geologia”.

Il primo salto di qualità

L’impresa intanto cresce. “Alla fine degli Anni 80 la F.lli Perazzoli inizia a distinguersi come azienda in grado di affrontare perforazioni complesse, a circolazione diretta e inversa di fanghi, e capace di sviluppare anche nuove tecnologie per la manutenzione dei pozzi in attività”, prosegue la presidente di LP Drilling. Tra i clienti dell’epoca, racconta, spiccano Consorzi di bonifica emiliani, lombardi, piemontesi; Aziende municipalizzate e Comuni; senza dimenticare industrie di tutti i settori, da Arvedi a Barilla.

La squadra operativa di famiglia è completa. Rino, può contare sul figlio Daniele e sui nipoti Mauro, Sergio e Giuliano. La sede dell’azienda all’epoca è nel Comune di Cadeo, a Fontana Fredda. E Isabella quando arriva? “Nel 1993 c’è la necessità di crescere nel settore controllo e gestione, e in ambito amministrativo e finanziario. Così affianco mio fratello Daniele per consolidare le attività e supportare mio padre, che continua a pensare all’espansione dell’azienda”.

La scoperta del petrolio

E qui esce il fiuto dell’imprenditore di razza. Rino, appassionato di tecnologie e di macchinari, intuisce che le attività nel settore dell’Oil&Gas possono rappresentare un importante sviluppo per l’azienda. “Così papà decide di acquistare un impianto molto più grande di quelli posseduti sino ad allora. Si tratta del Ballerini ST6, un ‘giocattolo’ da 40 tonnellate, dalla storia affascinante: nel 1954 era passato per le mani anche di un certo Enrico Mattei…”. Grazie a questa operazione, “la F.lli Perazzoli inizia a lavorare per la Halliburton in Puglia e per l’Eni nella zona di Cavone e Trecate, passando nei primi Anni 90 dai due ai sei miliardi di lire di fatturato”.

Il decollo internazionale

A questo punto (Mattei insegna…), viene presa la decisione di spostare la sede dell’azienda in un nuovo insediamento a Cortemaggiore. E nel 2007 nasce la Perazzoli Drilling (prodromo dell’attuale LP Drilling) destinata all’Oil&Gas, mentre le perforazioni idriche restano un business autonomo della famiglia. Grazie ad un partner inglese, Ascent Resources plc (quotata alla Borsa di Londra), la nuova azienda, gestita al 50% con il socio anglosassone, decolla sul mercato internazionale dell’Oil&Gas. “Diventiamo una delle tre più importanti drilling company italiane con l’acquisto di un primo impianto Idraulico HH200MM Drillmec, grazie all’utilizzo del Ballerini ST6, e alla sistemazione di un impianto meccanico da 100 Tonnellate, il Corsali 300, preparandoci ad aggredire il mercato italiano ed europeo delle perforazioni e delle chiusure minerarie”, prosegue Isabella Perazzoli.

Arrivano i cechi

Dal 2007 al 2015 iniziano anche i primi problemi. “Facciamo gola a molti. Diversi soci si alternano in LP Drilling, ma al contrario di Ascent, quelli che seguono hanno la pretesa di sradicare la nostra identità. Per esempio, dobbiamo cambiare il nome da Perazzoli Drilling in LP Drilling e c’è anche chi cerca di spostare la società da Piacenza”.

I Perazzoli custodiscono però gelosamente il know how aziendale, il vero tesoro di famiglia. E come racconta Isabella, riescono ad opporsi alle logiche di smantellamento, riduzione o spostamento delle attività. “Nel 2015, per risolvere una volta per tutte questi problemi, incontro il top manager di uno dei gruppi più importanti della Repubblica Ceca, la Karel Komarec Capital Group. Nella speranza di aver finalmente trovato il partner importante che condivide la nostra visione, in grado di far crescere LP Drilling a livello internazionale, mi convinco a cedere il 70% della società, con la speranza di ottenere il necessario capitale per lo sviluppo e la crescita aziendale”.

Intanto però bisogna fare i conti anche con le difficoltà del mercato italiano. La burocrazia e lo stop alle perforazioni per qualche anno, non aiutano. E rendono difficile il rapporto con i nuovi soci della Repubblica Ceca. “La diversa mentalità – spiega la presidente di LP Drilling – non consente l’individuazione di obiettivi comuni. E da parte loro manca la volontà di investire per far crescere l’azienda”.

Ritorno alle origini

Ma Isabella Perazzoli non molla. “Nel 2016, per stabilizzare i ricavi e affrontare un mercato che va verso una transizione energetica green, decido, in qualità di consigliere di amministrazione, di proporre ai soci cechi un piano industriale in grado di dare una svolta all’azienda. L’idea è di tornare all’origini: unire nuovamente la società di famiglia, che aveva continuato a gestire in autonomia le perforazioni idriche, con il ramo Oil&Gas finito in LP Drilling. Un piano di transizione energetica mirato alle tecnologie di perforazione dei pozzi per l’estrazione dell’acqua, il petrolio del futuro”.

I cechi però non accettano la proposta di rilancio. E sotto la loro gestione, dopo diverse vicissitudini, l’azienda rischia la chiusura. “Una soluzione per noi inaccettabile. A questo punto chiedo il supporto di Silvano Bianchi, che stimo per la capacità di spendersi a favore dell’azienda. Con lui, ex top manager del gruppo Snatt Logistica, analizziamo la possibilità di fondere Acqua ed Oil&Gas; e grazie all’expertise tecnico di Daniele e Sergio Perazzoli, si inizia a delineare un percorso che viene avviato ad ottobre 2020″.

Il resto è storia di ieri. I soci cechi escono ufficialmente a gennaio 2021 con la famiglia Perazzoli che investe oltre due milioni di euro e la famiglia Bianchi che entra nel capitale con una quota del 53% per far ripartire la LP Drilling. “Tutto il sistema bancario accoglie positivamente la nuova società, italiana al 100%, in grado di sviluppare nuovi mercati e nuove tecnologie, e la finanzia per consentire la realizzazione del nuovo piano industriale”, chiosa soddisfatta la presidente dell’azienda iscritta a Confindustria Piacenza.

Know how unico e trasversale

E adesso dove andrà questa nuova realtà imprenditoriale? “il nostro tone of voice viene tradotto nel rilancio di un know how unico e trasversale tra due mondi, sempre inerenti alle perforazioni, come Acqua ed Oil&Gas, che comprende anche le lavorazioni geotermiche, ma che fino a ieri dovevano essere separati”. Senza dimenticare un aspetto importantissimo per il territorio: “La conservazione di oltre 100 posti di lavoro, che si fonde con la salvaguardia di un patrimonio tecnico-pratico che deve essere tramandato e sviluppato nel piacentino”.

Oggi la nuova Lp Drilling “ha un giro d’affari tra i 9 e 12 milioni di euro, lavora per creare sinergie nella transizione energetica e per affrontare i mercati esteri, che stanno già rispondendo con interesse”. Non a caso, conclude Isabella Perazzoli, “la nostra impresa è già stata classificata in Israele come una delle 40 aziende nel mondo in grado di partecipare a programmi di perforazione per la ricerca dell’acqua. Un’attestato che ci riempie di soddisfazione e dimostra che finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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