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Comunali: Katia Tarasconi sogna l’aerotaxi, ma i pendolari piacentini restano a terra

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Comunali di Piacenza: vola alto Katia Tarasconi e pensa all’aerotaxi per Milano. La candidata sindaco del centrosinistra targato Pd ha depositato il suo programma elettorale in vista del voto del 12 giugno. Alla voce “Mobilità sostenibile” elenca più flessibilità per il trasporto pubblico locale da riorganizzare in modo più sensibile, efficiente ed ecologico (gratuità del servizio per gli over 70; bus navetta parcheggi-centro; posteggi nell’area nord della città e così via). Poi ecco l’insolita novità all’ultimo punto di questo capitolo: “Studio di fattibilità per l’eventuale realizzazione di un vertiporto (aeroporto per aerotaxi elettrici a decollo verticale) inizialmente a servizio della tratta Piacenza-Milano”.

Il sogno di Katia

La notizia fa un certo scalpore. Tanto che il quotidiano Libertà sente Tarasconi che precisa: “È ovvio che si tratta di un sogno. Ma se sarò eletta posso assicurare che lo studio di fattibilità si farà senz’altro, poi vedremo”. Il fascino dell’aerotaxi ci sta tutto: in un quarto d’ora arrivare a Milano. Ma ci stanno anche le domande e i commenti talvolta ironici che ci arrivano a stretto giro su questo “sogno” proposto ai piacentini da Tarasconi. Nell’ordine: chi se lo potrà permettere l’aerotaxi? Per fare cosa? Sintetizziamo le prime considerazioni: domani un servizio del genere non potrà che riguardare la Piacenza bene, che sia o no radical chic. Insomma, è una proposta che piacerà nei palazzi che contano, dai top manager ai piacentini da Prima della Scala o da cena alla Terrazza Martini…

Pendolari a terra

L’aerotaxi proposto da Tarasconi poi stride pensando al mondo dei pendolari piacentini. Stiamo parlando di migliaia di persone che quotidianamente vanno in treno soprattutto a Milano (ma anche a Pavia, Cremona e Parma) per lavoro o per studio. Pendolari che rappresentano un paradosso. Sono coloro che ogni sera tornano a Piacenza, che vivono in città o nei dintorni; producono a Milano ma il loro stipendio lo spendono a Piacenza. Quindi sono portatori di reddito e risorse sul territorio. E solo per questo dovrebbero essere un po’ più al centro delle politiche di mobilità cittadine, rappresentando una fetta consistente della popolazione residente, che oltretutto vota a Piacenza.

Invece no. Ai pendolari piacentini, che Tarasconi cita nel programma in ottica smart working per ridurne l’andirivieni, tocca un piazzale della stazione che non è proprio il massimo quanto ad accoglienza e sicurezza. Fa male, ma basta pensare a come Parma ha trasformato questo luogo strategico della città. E se negli anni a Piacenza è stato trascurato, vuol dire che nessuno ha mai pensato al benessere dei viaggiatori, che al governo della città ci fosse il centrosinistra o l’attuale centrodestra. Ai pendolari servirebbero più corse, treni più comodi e veloci; parcheggi e percorsi più sicuri e protetti. Fatevi un giro, passate un po’ di tempo in Piazzale Marconi e nei suoi dintorni. Quello che oltretutto dovrebbe rappresentare il biglietto da visita della città anche per incentivare la mobilità sostenibile, e cioè la scelta del treno rispetto all’auto, è lì da vedere. E hai voglia a parlare di aerotaxi.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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1 commento

  1. Patricia muta, KT parla anche troppo (un po’ a vanvera). Risultato: poca voglia di votare entrambe. Ma per adesso anche gli altri candidati fanno i pesciolini in barile sui temi più importanti, al netto di qualche giro con lo zainetto in spalla.

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