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Covid-19, il caso Fiorenzuola (Piacenza): morti aumentati del 600% e allarme contagiosi

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Covid-19: Piacenza oggi conta altri 25 morti e 81 casi positivi in più. Numeri che portano i totali a 568 decessi e 2.716 contagiati. Mentre la tragedia sembra inarrestabile, da Fiorenzuola d’arda, il secondo comune della provincia, arrivano i primi dati sull’aumento esponenziale dei morti rispetto agli anni precedenti. Si parla di un incremento del 600% dei decessi. Ed emerge come tra questi siano ben presenti i morti della “zona grigia“, cioè non certificati ufficialmente tra quelli di Coronavirus. 

Fiorenzuola d’Arda conta 15mila abitanti. Secondo i dati forniti dall’Amministrazione, negli anni 2015-2019 nel mese di marzo in media sono morte 11-12 persone. Mentre nello stesso periodo del 2020 i morti nel Comune sono stati 67. Praticamente sei volte di più.

Tra questi 67, fino al 25 marzo solo 36 vittime hanno avuto la certificazione di morte per Covid-19. “Diciamo che a fine mese potremmo essere arrivati a 40”, afferma Romeo Gandolfi, sindaco della cittadina emiliana. “I certificati arrivano in tempi più lunghi, soprattutto se il decesso è avvenuto in un ospedale diverso da quello di Fiorenzuola”.

La zona grigia

I conti parlano chiaro: se ai 67 decessi complessivi si tolgono questi 40, restano 27 morti non classificati come Covid-19, e comunque sui quali, indipendentemente dalla causa del decesso, non c’è la certezza della compresenza del virus perché non sono stati sottoposti al tampone.

Questo cosa comporta? Che i familiari e i contatti stretti di queste persone decedute il mese scorso non hanno nessun obbligo di quarantena come quelli dei morti ufficiali per Coronavirus. Quanti sono? Anche solo considerando 4 familiari o contatti stretti per vittima, si arriva a un centinaio di persone che potenzialmente potrebbero essere contagiate.

Si tratta di persone che quindi, anche se è molto più alta la possibilità che siano entrate in contatto con il virus, possono continuare a lavorare a Fiorenzuola o altrove quando svolgono attività che non sono state bloccate dai divieti; oppure che comunque possono uscire per fare la spesa e svolgere le altre attività consentite a Fiorenzuola, fin quando non mostrano i sintomi del Covid-19.

Massima cautela

Sarebbe sufficiente sottoporle a un tampone per togliere ogni dubbio e limitare così una potenziale fonte di contagio più probabile di altre. Ma questo non avviene, come conferma Gandolfi: “Non mancano i test, ma i laboratori per elaborarli, nel senso che non si riesce a processarne di più”. Non resta che “invitare tutti alla massima cautela, in particolare questi cittadini legati a persone morte senza la certificazione Covid-19; solo stando a casa in quarantena possono tutelare la loro salute e quella degli altri”, conclude il primo cittadino di Fiorenzuola. Un Comune che sta pagando un tributo altissimo al Coronavirus: con poco più del 5% della popolazione provinciale (15mila abitanti su 287mila) nel solo mese di marzo ha fatto segnare dal 7 al 12% dei decessi da inizio epidemia (40 certificati o 67 complessivi su 568).

Tutti coinvolti

Intanto sul fronte dei morti della zona grigia l’allarme cresce e coinvolge tutto il territorio. I sindaci della provincia di Piacenza da qualche giorno infatti stanno inviando all’Ausl i nominativi delle persone decedute al di fuori degli ospedali. Lo scopo è che l’Azienda sanitaria esegua al più presto le necessarie misure di monitoraggio di familiari e contatti stretti di queste vittime non certificate come Covid-19 per valutare l’eventuale necessità di misure di quarantena o di isolamento. Una corsa contro il tempo partita forse in ritardo, ma che adesso può aiutare a contenere il propagarsi dell’epidemia.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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