Home Attualità

Prima i Terremotati, il Conte 2 parta dalla ricostruzione

prima-i-terremotati-il-conte-2-parta-dalla-ricostruzione
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli nelle zone colpite dal terremoto (Accumoli, 11 giugno 2018).

Terremotati del Centro Italia colpiti da nuove scosse nella notte. Il sisma è stato di magnitudo 4.1, pare per fortuna senza danni a persone e cose.
A notizie del genere purtroppo siamo abituati. Quello che invece non riusciamo ad accettare è il dramma che ne consegue quando il terremoto uccide e distrugge. Un male antico del nostro Paese che è stato evidenziato per l’ennesima volta non più tardi di una settimana fa. L’occasione è stata il terzo anniversario del sisma che ha colpito il 24 agosto del 2016 (e poi ancora nel 2017), Amatrice, Norcia, Arquata del Tronto e tante altre località di Lazio, Umbria e Marche.

La ricostruzione non c’è, non esiste. È tutto fermo, a causa di una burocrazia infernale che umilia i terremotati. Chi vive lì parla di un 5% di lavori effettuati dopo tre anni. Macerie dappertutto, gente sfollata, frazioni ancora abbandonate ai fantasmi di quei pochi secondi che hanno fatto 300 vittime e devastato luoghi incantevoli e pieni di vita.

Perché ne parliamo oggi? Non solo per il fatto di cronaca di questa notte. Ma perché ci piacerebbe che qualcuno si occupasse davvero e definitivamente di tutti i nostri terremotati.
Anche se per il nuovo governo giallo-rosso lo slogan “Prima gli Italiani” probabilmente passerà un po’ in cavalleria per ovvi motivi, un “Prima i Terremotati” sarebbe un messaggio molto importante per tutti.

Serve un segnale vero, però. Che in breve dia risultati tangibili e non solo ai terremotati del sisma di turno. Perché ce ne saranno altri, su questo non ci piove. E di parole ne abbiamo sentite abbastanza. In questi tre anni, su Amatrice e dintorni, ne abbiamo sentite da sinistra e da destra. Ma non hanno smosso di un millimetro la pervicacia di un sistema burocratico mostruoso che immobilizza tutto. Di uno Stato che promette, nomina altisonanti commissari alla ricostruzione, ma non realizza, vittima di se stesso a danno dei suoi cittadini e contribuenti.

La domanda, fuori da ogni retorica, è una sola: possibile che un Paese di 60 milioni di abitanti, un Paese che va ai G7, non sia in grado di tirar fuori uomini e mezzi per ricostruire un’area difficile ma limitata del suo territorio come quella del sisma 2016 nel giro di tre anni?

Ecco, ci piacerebbe che Conte con il suo “nuovo umanesimo” e il suo nuovo governo 5 Stelle-Pd ci dimostrasse il contrario. Questa sarebbe una vera “discontinuità”, per dirla pure con il segretario dei dem Zingaretti che del Lazio è il governatore. Questo sarebbe rimettere il cittadino al centro. Un cittadino che quando soffre come soffrono i nostri terremotati ha più diritti degli altri e non solo a parole.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.