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Piacenza al voto: quanto peseranno le astensioni alle Comunali del 12 giugno?

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Piacenza al voto: il 12 giugno la città sceglierà il nuovo sindaco per i prossimi cinque anni. Si vota solo domenica dalle 7 alle 23. In corsa sei candidati:

  • Patrizia Barbieri (sindaco uscente, coalizione con Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Liberi);
  • Maurizio Botti (lista civica Piacenza Rinasce);
  • Stefano Cugini (coalizione Alternativa per Piacenza, con 5 Stelle, Europa verde e liste civiche);
  • Samanta Favari (lista 3V-Verità Libertà);
  • Corrado Sforza Fogliani (lista Liberali-Terzo Polo);
  • Katia Tarasconi (coalizione con Partito democratico, Articolo 1, Azione e liste civiche).

Dei candidati sindaco abbiamo già scritto in diverse occasioni, e li abbiamo presentati nel video format “L’arte di governare”, creato insieme con PiacenzaDiario e PiacenzaOnline, riuniti sulla piattaforma Piace.news

Stavolta invece vogliamo soffermarci sugli elettori che dovranno impalmarli. Quanti andranno a votare al primo turno dei circa 76mila chiamati alle urne? La domanda non è peregrina e potrebbe pesare parecchio sui risultati anche in vista del ballottaggio. Per dirla chiara, meno votanti alle urne di solito favoriscono i partiti tradizionali; quelli più strutturati, che con macchine organizzative ben oliate portano al voto i loro elettori consolidati, che si parli di Comunali, Regionali o Legislative.

Un po’ di numeri

Nelle ultime tre elezioni Comunali di Piacenza il perimetro dei votanti si ridotto in modo preoccupante. Nel 2007 al primo turno (27-28 maggio) vota il 77,9% degli aventi diritto (79.550 persone); quindi ai seggi vanno quasi 62mila elettori. All’epoca in testa il sindaco uscente Roberto Reggi (centrosinistra, 48,7% dei consensi) su Dario Squeri (centrodestra, 44,3%), che poi si prende il secondo mandato al ballottaggio con il 55,7% dei voti.

Dieci anni fa, crollo di affluenza alle urne: votano circa 50mila elettori, il 65% degli aventi diritto (76.994 persone) con i seggi aperti sempre due giorni (6-7 maggio 2012). In testa Paolo Dosi (centrosinistra, 47,1% dei voti), seguito da Andrea Paparo (centrodestra, 31%), con Dosi che poi si conferma al ballottaggio, diventando sindaco con il 57,8% dei consensi.

E veniamo al 2017. Stavolta al primo turno urne aperte solo l’11 giugno. Il crollo dell’affluenza continua in modo perentorio: votano poco più di 43mila elettori, il 56,4% degli aventi diritto (76.611). Calano anche le percentuali dei due contendenti che vanno al ballottaggio: Patrizia Barbieri (centrodestra) arriva al 34,8% dei voti, seguita da Paolo Rizzi (centrosinistra, 28,2%); Barbieri poi si conferma al ballottaggio 15 giorni dopo, conquistando palazzo Mercanti con il 58,5% dei consensi.

Verso le urne

Che cosa succederà il 12 giugno 2022? Difficile prevederlo, perché gli elettori persi negli anni come abbiamo visto sono davvero tanti (circa 19mila dal 2007 al 2017), con più delusi nel centrosinistra che nel centrodestra. Quindi, considerando che i seggi sono aperti un solo giorno, e indipendentemente dal traino dei Referendum sulla giustizia, che anzi potrebbero essere un deterrente, sarebbe già un successo se venissero confermate le percentuali di cinque anni fa; e cioè un’affluenza alle urne superiore ai 40mila votanti e al 50% degli aventi diritto.

Tenendo conto dell’assunto iniziale, e cioè che un basso numero di votanti favorisce i partiti più strutturati, si potrebbe sostenere che nel caso si avvantaggerebbero comunque Barbieri e Tarasconi, sostenute da forze politiche tradizionali. Anche con un calo di affluenza, il loro apporto potrebbe spingere le due candidate verso il ballottaggio senza grossi problemi.

In questo quadro, il successo degli altri quattro candidati, in particolare di Cugini e Sforza Fogliani, dipenderà invece da quanto le loro proposte e i loro messaggi saranno riusciti a smuovere gli astensionisti di centrosinistra e centrodestra, riportando alle urne questi elettori delusi dalla politica.

Vedremo, il 12 giugno non ci aspettiamo grandissime sorprese, ma speriamo comunque che i piacentini si dimostrino più partecipativi che in passato. E quindi che scelgano il voto per il futuro della loro città e non solo una domenica in Trebbia o al mare.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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