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Fondazione: sale l’attesa per le mosse del vescovo

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Il Palazzo Vescovile e, nel riquadro, monsignor Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza

La partita sulla presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano sta via via entrando nel vivo, anche se la pandemia potrebbe allungare i tempi delle nuove designazioni.  Intanto, su questa nomina così strategica per il futuro del territorio piacentino, sale l’attesa per le decisioni del nuovo vescovo, monsignor Adriano Cevolotto. Prima però di addentrarci dalle parti di piazza Duomo, vediamo le ultime novità su questa vicenda che attira sempre più interesse.

Per prima cosa, le voci di un accordo sulla candidatura di Alberto Rota tra il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, e il presidente uscente della Fondazione, il notaio Massimo Toscani, hanno fatto il giro della città. E pare che altre figure di spicco, come il ministro Paola De Micheli, abbiano gradito il nome dell’ex presidente di Confindustria Piacenza per questo incarico.

Scelta più condivisa

Poi ci sono state prese di posizione come quella di Gabriele Girometta, commissario di Forza Italia e sindaco di Cortemaggiore che con gli altri colleghi della provincia esprime un consigliere nell’Istituzione di via Sant’Eufemia. Girometta ha sottolineato come a maggior ragione in tempi di pandemia serva un confronto ampio e sereno, ma senza ingerenze sull’autonomia della Fondazione. Il tutto per arrivare comunque a una nomina il più possibile condivisa dei componenti del futuro Consiglio di amministrazione. E di conseguenza del nuovo presidente, che avrà grandi responsabilità sulla gestione delle risorse della Fondazione da investire a favore dei piacentini.

Se non Rota, chi?  

Tuttavia, di fronte al nome di Rota, c’è chi ha manifestato qualche perplessità; e non solo sul piano del metodo per arrivare alla figura da designare a questo prestigioso incarico. Senza mettere in dubbio le sue qualità e il suo curriculum, l’imprenditore fiorenzuolano da alcuni non viene ritenuto sufficientemente rappresentativo del parterre territoriale piacentino sul piano sociale, economico e culturale. Per cui ci si interroga sulle eventuali alternative al nome dell’ex presidente di Confindustria Piacenza.

“Guardi, oltre a Rota, che forse in questa prima fase sconta un po’ la sua provenienza confindustriale, sul nostro territorio ci sono di certo figure che come lui sarebbero in grado di rivestire questo ruolo”, ci racconta un attento osservatore delle vicende piacentine. “Al di là dell’appartenenza politica, penso ad ex sindaci come Dosi o Reggi; oppure a figure di rilievo come il professor Cavanna, che la pandemia di Covid ha messo ancor più in evidenza. Ma di sicuro ci sono anche altri, impegnati in ruoli di primo piano, per esempio nel mondo universitario, che potrebbero avere le carte in regola per la presidenza della Fondazione”.

Le mosse del vescovo

In città e provincia “adesso ci si chiede soprattutto se il nuovo vescovo benedirà questa candidatura, oppure se da piazza Duomo uscirà un nome alternativo a quello di Rota”, riflette un altro dei nostri interlocutori. Monsignor Cevolotto è arrivato da poco più di un mese sul nostro territorio. Ed è impegnatissimo in un percorso di conoscenza approfondita di persone e istituzioni, dentro e fuori il mondo cattolico piacentino.

Un’agenda fitta d’incontri, “durante i quali il vescovo probabilmente affronterà con qualcuno anche questo tema. D’altra parte, al di là del singolo rappresentante che può esprimere nel Cda della Fondazione, le scelte della Diocesi di Piacenza di sicuro avranno un effetto trainante sulle decisioni di altri Enti, non solo del mondo cattolico, chiamati ad indicare i loro consiglieri; e quindi, a cascata, sulla successiva votazione del futuro presidente”. Ecco perché “i riflettori di chi guarda al futuro della Fondazione sono sempre più puntati sulle prossime mosse di monsignor Cevolotto”.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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