Katia Tarasconi è il sindaco di Piacenza da due anni. Il 26 giugno 2022 vince il ballottaggio contro Patrizia Barbieri e si prende palazzo Mercanti alla guida di una coalizione di centrosinistra. L’occasione per fare un bilancio di questi primi 24 mesi sul gradino più alto della città è l’incontro dedicato alla partenza della terza tappa del Tour de France il prossimo 1° luglio. “Se supereremo la prova della Grande Boucle, potremo preparare qualsiasi evento, perché a Piacenza non avevamo mai affrontato un tipo di organizzazione così complessa; anche i francesi ci hanno fatto i complimenti”, commenta con un sorriso, prima di rispondere alle nostre domande.
Sindaco Tarasconi, torniamo a due anni fa, cosa ricorda di quella domenica?
“L’attesa: via via che arrivavano i risultati, a quelli che mi dicevano abbiamo vinto, continuavo a ripetere: aspettate, aspettate… Infatti siamo scesi in piazza a festeggiare tardissimo, quando ero davvero certa della vittoria”.
Un bilancio di questi primi due anni al governo di Piacenza?
“Mi sembrano almeno dieci per l’intensità. Il bilancio è positivo rispetto alla volontà di essere incisiva per risvegliare un po’ questa città. Invece non è particolarmente positivo rispetto alla politica locale”.
In che senso?
“Vorrei che ci fosse una politica locale tesa a lavorare per il bene comune e per il bene della città. Mi urtano profondamente le critiche fini a se stesse. E guardi, lo dico anche nei confronti delle critiche che arrivano alla premier Giorgia Meloni: non è possibile che qualsiasi cosa lei affermi sia sbagliata, come non è possibile che sia così anche nel mio caso”.
Quindi?
“In realtà quello che si sta cercando di fare adesso in questo Comune, soprattutto con una quantità enorme di richieste di accesso agli atti da parte delle opposizioni, è di bloccare la macchina amministrativa”.
Che però lavora comunque… parliamo delle partite in corso: con il parcheggio interrato di piazza Cittadella a che punto siamo?
“La pratica sta seguendo il suo iter, si stanno facendo i passi necessari a norma di legge; i dirigenti ci stanno lavorando, quando ci sarà qualcosa da dire lo farò”.
Nessuna nuova sulla bancabilità, indispensabile per consegnare il cantiere a Piacenza Parcheggi-Gps?
“Non ci sono novità da comunicare… il che però non significa che non ci siano novità”.
In questa fase si attiene proprio alla massima riservatezza?
“Le rispondo così: preferisco fare in modo che un iter tanto complesso, che dura da 12 anni, arrivi alla sua conclusione in modo congruo, e soprattutto tale da non mettere a rischio il Comune da azioni future che potrebbero essere intraprese nei suoi confronti. Perché verso questa pratica c’è un’attenzione mai vista, rispetto per esempio ad altre vicende molto controverse del passato, come quelle del capannone della Protezione civile o dei cimiteri. Quindi non ritengo opportuno fare dichiarazioni su piazza Cittadella in questo momento proprio per non alimentare altre pressioni rispetto a quelle che già oggi vengono esercitate sugli Uffici comunali e che credo non siano ulteriormente auspicabili”.
Passiamo al maxi appalto sui servizi comunali.
“Stiamo procedendo. È stato presentato un ricorso al Tar contro le nostre decisioni; abbiamo ricevuto il risultato della prima udienza: i giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno rigettato l’istanza cautelare dei ricorrenti e fissato l’udienza di merito il prossimo 4 dicembre”.
E sui lavori nell’area dell’ex Manifattura tabacchi, che stentano a partire, cosa ci dice?
“Stanno andando avanti, tra polemiche sterili. Mi spiego: la pubblica amministrazione non è ‘Amazon Prime’, ha dei tempi da rispettare. Che piaccia o no, la burocrazia esiste; se a volte è farraginosa, d’altra parte è tutelante. E questo vale anche per l’ex Manifattura tabacchi”.
Della serie non disturbare il manovratore…
“Senta, in due anni la nostra Amministrazione di cose ne ha fatte parecchie, che possono piacere oppure no. Intendiamoci, il diritto di critica è sacro, ci mancherebbe altro; però bisogna entrare nel merito delle questioni con lo scopo di trovare le soluzioni migliori per la collettività; dopodiché, si può anche provare a lavorare con l’Amministrazione, se l’intento è quello di far crescere la città. Diverso se l’intento è quello di distruggere”.
Beh, insomma, per esempio sul caso della fideiussione falsa i consiglieri di Fratelli d’Italia e le opposizioni non mi pare si siano mossi in tal senso.
“Il Comune è stato truffato, insieme a tanti altri enti pubblici, così ha detto la Procura della Repubblica”.
Se invece le dico Polisportivo, il grande progetto che fino a un paio di mesi fa pareva in dirittura d’arrivo e di cui si sono perse le tracce, come risponde?
“Tutti gli iter aperti in Comune negli ultimi tempi stanno rallentando. Vicende come quella di piazza Cittadella pesano… E chiunque deve firmare qualcosa, giustamente in queste condizioni, si prende più tempo per tutte le verifiche possibili. Ribadisco, non siamo ‘Amazon Prime’: un conto è se si vive in una città che vuol crescere e fare cose, diverso se prevale la volontà di frenare”.
Pesa un clima politico troppo bellicoso?
“Non dico che è troppo bellicoso. Ognuno è libero di fare opposizione come meglio crede. Quando ero in minoranza, io ho sempre cercato di dare una mano. Ricordo di aver criticato l’agire dell’Amministrazione Barbieri solo due volte: sulla scelta dell’area del nuovo ospedale e sulla mancata realizzazione di una pista ciclabile sul tratto di via Emilia verso l’Università Cattolica. Dimostra nei fatti quanto credo in un’opposizione fattiva, che lavora insieme all’Amministrazione per il bene della città”.
E in maggioranza va tutto bene?
“Sì, com’è normale che vada, ci possono essere opinioni discordanti, mai vista una maggioranza che va d’accordo su tutto: il confronto è aperto”.
Sulle critiche invece per il poco confronto coi cittadini nella stesura del Piano urbanistico generale della città, come la pensa?
“Sono convinta che a Piacenza non ci sia mai stata tanta partecipazione su un Piano urbanistico. È da mesi che facciamo incontri, con momenti aggregativi e di confronto. Al di là del questo mi piace o no, bisogna guardare al futuro della città nel suo complesso; sviluppo economico, ambiente, situazione immobiliare, lavoro ed evoluzione della popolazione devono trovare una sintesi nell’interesse di tutta la città. Vorrei che queste decisioni venissero prese insieme, collaborando anche se siamo di parti politiche diverse. Creda, cerco di amministrare nell’interesse di tutti i cittadini e vorrei che fosse chiaro ai piacentini”.
Ci dice la sua sui servizi pre e post scuola finora affidati ai volontari dell’Auser e che dal prossimo anno scolastico pare cambieranno gestione coi costi a carico delle famiglie?
“Il tema è complesso e stiamo parlando di una scelta educativa, inizialmente caldeggiata dalle scuole: c’è una progettualità didattica per i bambini che deve fare i conti con la loro sicurezza. Il servizio pre e post scuola è stato riattivato da questa amministrazione. Se ai volontari-pensionati di Auser aggiungiamo l’apporto di una serie di educatori di un’altra generazione, credo si vada nella direzione giusta. Certo, ha dei costi, che ai miei tempi, come mamma di due bambini, avevo deciso di sostenere per poter lavorare. Se poi scuole e genitori alla fine preferiranno avere il solo servizio Auser completamente gratuito, penseremo a lasciare le cose come stanno. Ma ripeto: qual è la soluzione migliore per i bambini sul piano educativo e della sicurezza? E tenga conto che per le famiglie numerose e a basso reddito possono sempre entrare in campo i contributi dei servizi sociali”.
Un’ultima domanda, sindaco Tarasconi: come vede i prossimi due anni?
“Noi andiamo avanti, abbiamo parecchia carne al fuoco; ma quel che va capito è se questa città vuol crescere e migliorare, oppure restare ferma al tuca gnint di quei piacentini che preferiscono l’immobilismo”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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