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Noi e il telefonino: ormai siamo tutti “schiavi” dello smartphone

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Telefonino, cellulare o smartphone. Chiamatelo come volete, alla vecchia maniera o no, ma ormai la nostra vita ruota attorno a lui: sui social, per chiamate e messaggi, per foto e video. Ci sono app per fare qualsiasi cosa, dal controllo della salute a quello del conto in banca. E per tanti è diventato anche un indispensabile strumento di lavoro dai costi accessibili, visto che si trovano a meno di 200 euro.

Smartphone: prendiamo le misure

Ne siamo diventati tutti schiavi? La domanda è provocatoria, ma non ha nessun intento etico e non sottende tesi da dimostrare nel bene e nel male. Stiamo parlando di uno strumento di certo utilissimo per tante necessità; ma forse è altrettanto utile scorrere i dati sull’evoluzione dei nostri comportamenti digitali. Per riflettere e prendere le misure a un fenomeno ormai dilagante e probabilmente irreversibile. Un fenomeno che comunque va governato, perché in certi casi può avere anche risvolti rischiosi per noi e per gli altri.

Il rapporto Eurispes

L’evoluzione delle nostre abitudini nell’uso dello smartphone è trattata nel Rapporto Italia 2022 di Eurispes al capitolo Consumi e stili di vita tra presente e futuro. Emerge che negli ultimi due anni, complice la pandemia di Covid, la digitalizzazione del quotidiano ha fatto un salto in avanti.

Il 39,4% degli italiani afferma infatti di aver aumentato le proprie competenze informatiche dall’inizio della pandemia (32,1% abbastanza e il 7,3% molto). Il 45,5% sostiene di aver iniziato ad usare strumenti che prima non utilizzava. Il 56,1% spiega che va più spesso su Internet per ragioni pratiche e il 53,8% per svago.

Dal letto alla guida

Il 66,1% degli italiani (era il 59,2% nel 2018) usa il telefonino a letto. Dargli un’occhiata è il primo pensiero al risveglio o l’ultimo prima di addormentarsi. E il 53,6% non fa a meno dello smartphone anche quand’è in bagno (era il 45,3% nel 2018). A tavola il 50,3% lo utilizza mentre mangia da solo e il 26,5% anche se si trova in compagnia di altri commensali.

Per strada molti usano il telefonino mentre camminano (42,7%). Il 37% degli italiani scatta selfie e li pubblica sui social network (il 71,5% della fascia d’età più giovane). Poco meno di un terzo (32,2%) s’intrattiene sullo smartphone quand’è al semaforo, ma purtroppo il 23,9% lo fa anche mentre guida, con una quota molto rilevante (45,5%) tra i giovanissimi (18-24 anni). Infine, il 28,2% ha preso l’abitudine di geolocalizzarsi, rendendo nota la propria posizione sui social per condividere l’esperienza di un viaggio, un’attività, la frequentazione di un locale.

Acquisti online

Cresce la propensione per gli acquisti online, compagni quotidiani del 77,2% degli italiani. Tra loro, il 29,2% ha dichiarato di comprare via internet qualche volta; il 24,6% raramente, il 15% spesso; mentre l’8,4% lo fa abitualmente. Il click più diffuso è quello per ordinare i pasti a casa: nell’ultimo anno lo ha fatto il 44,6% del campione; seguono spesa (37,7%) e farmaci a domicilio (23,8%), e l’acquisto (o il noleggio) di strumenti per fitness domestico (22,9%).

Adulti e giovani

«Il cellulare ha soppiantato il libro sulla maggioranza dei comodini, a tutte le età, insieme a molto altro, dalla concentrazione alla capacità di rivolgere attenzione agli altri e all’ambiente circostante», affermano i ricercatori dell’Eurispes. «Tuttavia, l’utilizzo di adulti e, ancor più, degli anziani, è meno totalizzante». Invece «i ragazzi sembrano aver difficoltà a staccare lo sguardo, anche solo per poco, dagli smartphone, per noia o timore di ‘perdere qualcosa’».

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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