Presidenza della Fondazione: a questo punto della partita sembra proprio che il prossimo inquilino di Palazzo Rota Pisaroni sarà un uomo. Un nome che ormai dovrebbe uscire dalla sfida tra l’ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi e l’ex presidente dell’ordine dei medici Augusto Pagani. Ma da Piacenza a Vigevano c’è anche un’altra lettura di cui tener conto. D’ora in poi in via Sant’Eufemia le donne conteranno eccome.
I numeri parlano chiaro. E di certo, se oggi dovessimo riscrivere il nostro articolo sulla crescita del potere delle donne a Piacenza, avremmo messo in risalto anche la sfida sui nuovi vertici della Fondazione, che le vede più che mai protagoniste.
Dicevamo dei numeri. Partiamo dal nuovo Consiglio generale: le donne sono già in maggioranza, 7 su 13; rigorosamente in ordine alfabetico troviamo infatti Daniela Boffino (indicata dal Comune di Vigevano); Lavinia Gaia Bulla (Università Cattolica); Rossella Buratti (Associazioni di volontariato di Vigevano); Anna Muselli (Camera di commercio); Tiziana Pisati (Associazione la Ricerca); Maria Grazia Sabato (Comune di Piacenza); Elena Sisaro (Diocesi di Vigevano).
Pensate, se fossero tutte d’accordo, da sole potrebbero prendere in mano i destini della Fondazione, votando i 2 cooptati per portare il plenum ai definitivi 15 membri che poi scelgono a maggioranza il nuovo presidente di via Sant’Eufemia. Ma i fatti raccontano altro. Le donne in Fondazione pare siano divise a sostegno delle candidature di Reggi e Pagani, con qualcuna in mezzo al guado.
Tra le più convinte sostenitrici di Reggi sembra ci sia la consigliera Sabato. Rotariana di ferro, è colei che ha raccolto le 7 firme della lettera a sostegno della cooptazione della direttrice di Confcooperative Nicoletta Corvi e dell’avvocato Luigi Salice; due nomi che si dice sarebbero già schierati anche loro a favore dell’ex sindaco, e insieme agli altri 7 farebbero la maggioranza, portando Reggi alla presidenza con 9 voti su 15. Per il resto, la lettera in questione è stata firmata anche dalla giovanissima piacentina Bulla (in rapporto al ruolo che ha proposto per lei la Cattolica) e dalla vigevanese Boffino.
Ma Reggi pare che goda di altri appoggi importanti tra le notabili di Piacenza. A partire dalla sindaca e presidente della Provincia Patrizia Barbieri che ha sdoganato la sua candidatura, avversata da chi, Diocesi in primis, continuerebbe a non gradire un politico o un imprenditore alla guida della Fondazione. Esclusioni che sarebbero state decise all’inizio del percorso per identificare il nuovo presidente.
Poi si può segnalare il favore che pare avrebbe espresso per Reggi anche la preside di Economia e Giurisprudenza della Cattolica, Anna Maria Fellegara. Già vicesindaco e assessore delle giunte di centrosinistra guidate da Reggi tra il 2002 e il 2012, si dice che avrebbe caldeggiato anche il nome della consigliera Bulla, che pare tra l’altro sia la figlia di una ex stretta collaboratrice sempre di Reggi. Senza dimenticare che sembra molto attiva nel sostenere il nome dell’ex sindaco per la presidenza della Fondazione un altro pezzo da novanta della politica piacentina: la consigliera regionale del Partito democratico Katia Tarasconi, anche lei a suo tempo assessore di Reggi.
E Pagani? Come l’ex sindaco, anche il medico piacentino non ha mai ufficializzato la sua candidatura per la Fondazione. Ma filtrano notizie sui movimenti di Pagani per verificare i consensi sul suo nome, cosa che del resto avrebbe fatto già anche Reggi. Per esempio, si parla sempre di più di un incontro a Vigevano con le consigliere lombarde, dove Pagani avrebbe per ora avuto riscontri positivi da Buratti e Sisaro. Per il resto, guardando alle altre consigliere che non hanno firmato la lettera dei 7, e che quindi potrebbero essere favorevoli a una candidatura Pagani, restano le piacentine Pisati e Muselli. Ma delle loro posizioni, comunque determinanti, finora si sa poco.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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