Economia

Banca di Piacenza: app e home banking, sempre più clienti scelgono la qualità dei servizi online

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La Banca di Piacenza accelera nei servizi online. Sempre radicata sul territorio e vicina ai clienti con le sue filiali. Ma anche all’avanguardia in campo tecnologico. Senza aver nulla da invidiare ai colossi del credito nell’offerta digitale.

È un settore strategico, quello dei prodotti online, dove l’Istituto di via Mazzini sta investendo da tempo e con risultati importanti. A dirlo sono i dati, come ci racconta il condirettore generale della Banca di Piacenza, Pietro Coppelli: “Attualmente circa il 70% della nostri correntisti ha un collegamento home banking. E guardando per esempio ai bonifici, l’operazione di pagamento più tradizionale, quasi l’80% passa dal canale online”.

Tradizione e innovazione

Sono risultati che magari non ti aspetti da una banca di territorio. Ma resi possibili da una serie di scelte che in via Mazzini ha radici consolidate. “Una banca locale rispetto a un istituto di credito nazionale ha un rapporto più stretto con la sua clientela; ha il vantaggio di conoscerne meglio caratteristiche ed esigenze, grazie al personale che lavora in filiale e che è inserito stabilmente nel tessuto socioeconomico del territorio”. Tuttavia, per essere ancor più competitiva, “la banca locale deve avere anche un centro servizi informatico di alto livello”, prosegue Coppelli. “Un asset fondamentale, che però diventa troppo oneroso se viene sviluppato solo al proprio interno. Per questo da parecchi anni la Banca di Piacenza è socia e siede nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Centro servizi elettronici (Cse) che ha sede a Bologna. Una partecipazione che ci consente importanti economie di scala sul piano degli investimenti e significative economie di scopo guardando all’innovazione continua dei prodotti”.

Dai bancomat ai conti a distanza

In questo quadro, la Banca di Piacenza da tempo ha incentivato i pagamenti digitali attraverso le carte bancomat e le carte di credito. Per esempio attrezzando tutte le sue filiali con sportelli Atm (Automated teller machine). Sportelli comunemente definiti Bancomat, che oggi sono in grado di “dialogare” con il cliente non solo per la riscossione o in alcuni casi per il versamento del contante, ma anche per controllare i movimenti del conto corrente, oppure per eseguire diversi tipi di pagamenti, dai mav, alla ricarica telefonica, al bollo auto.

D’altro lato, l’Istituto di via Mazzini ha spinto l’acceleratore sullo sviluppo dell’home banking, “che crea ancor più autonomia per aziende e famiglie, consentendo un collegamento 24 ore su 24 e sette giorni su sette ai propri clienti per svolgere sostanzialmente ogni tipo di operazione di conto corrente e di controllo delle proprie attività finanziarie”. Il tutto, aggiunge Coppelli, “con un risparmio di tempo e costi per le operazioni allo sportello, anche con ovvi vantaggi sul piano ambientale nell’archiviazione della documentazione cartacea”. E con i risultati che abbiamo visto, solo parzialmente influenzati dal lockdown: circa il 70% dei correntisti collegati via home banking e quasi l’80% dei bonifici pagati online.

Senza dimenticare poi un ulteriore ambito di sviluppo dei servizi digitali. E cioè la possibilità di aprire conti correnti a distanza, senza recarsi in filiale, ma semplicemente collegandosi online. “Questo è diventato possibile grazie al sistema di riconoscimento delle firme digitali, altro importante passo in avanti”, rileva Coppelli. “Un’opportunità in più, quando per esempio un cliente si trasferisce e vuole comunque avere il suo conto alla Banca di Piacenza”.

App più sicura

La sfida oggi “è rendere questi servizi sempre più ricchi, semplici e intuitivi per il cliente sia dal computer fisso, dal portatile e dallo smartphone”. In particolare, “proprio per agevolare ulteriormente le operazioni con i telefoni cellulari, di recente abbiamo migliorato le performance della nostra App, concentrandoci soprattutto sui livelli di sicurezza, un tema sempre più importante nelle attività bancarie”, prosegue il condirettore generale di via Mazzini. “Perché se ormai c’è uno sviluppo inarrestabile di queste attività online, la banca ha anche il compito di proteggere al meglio il cliente e le sue operazioni dagli hacker pronti a rubare fondi, codici e informazioni”.

Per questo, “tramite il lavoro tecnologico del Cse abbiamo dotato l’App della Banca di Piacenza della cosiddetta strong authentication. Oltre al codice di accesso tradizionale, adesso viene richiesta un’ulteriore autorizzazione attraverso un canale alternativo a conferma che è proprio il cliente a voler operare con l’home banking. E ciò avviene con una seconda abilitazione attraverso un’apposita telefonata; oppure, se lo smartphone lo consente, con il riconoscimento facciale o dell’impronta digitale del cliente stesso. Un doppio controllo che consente a tutti di operare con maggiore tranquillità e riservatezza”.

Filiali e consulenza

Se i clienti scelgono sempre di più le operazioni digitali, resta da capire quale sarà il futuro del personale impiegato nelle filiali della Banca di Piacenza. “Molti dipendenti prima erano più impegnati allo sportello. Adesso, dopo i nostri corsi di formazione o tramite quelli delle società prodotto, si dedicano a fare consulenza”, spiega Coppelli. “Un valore aggiunto che la clientela chiede sempre più di frequente alla banca. Si tratta di una consulenza mirata, che va dal finanziamento da strutturare su misura a seconda degli obiettivi del cliente, agli investimenti dei suoi risparmi, facendo riferimento a un ventaglio di prodotti che va da quelli assicurativi a quelli del risparmio gestito”.

Online o no, la filiale insomma resterà la roccaforte di sempre nel rapporto con la clientela, cambiando semplicemente pelle. “E via via diventerà un vero e proprio centro servizi di grande qualità. Per soddisfare come facciamo da oltre ottant’anni tutte le esigenze delle famiglie e delle aziende che hanno riposto in noi la loro fiducia”, conclude il condirettore generale della Banca di Piacenza.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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