Opinioni

Klimt: perché la Signora resta nel caveau della Banca di Piacenza?

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Klimt: il “Ritratto di Signora” potrebbe diventare la Gioconda di Piacenza, attirando in città migliaia di visitatori. Ma dopo il dissequestro a fine maggio, il capolavoro del grande pittore austriaco è ancora chiuso nel caveau della Banca di Piacenza e chissà per quanto ci resterà.

L’ultimo atto della vicenda, che dura da tre mesi e che sta assumendo dei contorni grotteschi, è andato in scena di ieri. Visita in città dell’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori. All’arrivo a Piacenza, accolto da Jonathan Papamarenghi, il suo omologo di Palazzo Mercanti, Felicori conferma il preannunciato stanziamento di 250mila euro per l’esposizione del Klimt. Bene, direte, adesso i soldi ci sono, oltre ai 500mila euro già messi a disposizione dal Comune per l’impianto di climatizzazione della Galleria Ricci Oddi.

Il problema, però, è che sul resto tutto tace. Sulla data della futura esposizione del capolavoro anche ieri bocche cucite. Né l’Amministrazione comunale, né la Galleria Ricci Oddi, che ha in gestione il dipinto, hanno rilasciato dichiarazioni in merito. E non c’è stato nemmeno l’annuncio “ponte” dell’insediamento di una commissione ad hoc con il compito di progettare il grande evento alla Ricci Oddi o in altra sede.

E allora i conti non tornano. Perché questo silenzio? Forse tutto è già stato deciso e nessuno ha il coraggio di dirlo ai piacentini? Facciamo un ragionamento semplice semplice. Travolta dal Covid, Parma Capitale italiana della Cultura 2020 ha ottenuto dal Governo di rimanere tale anche per il prossimo anno, sempre con la partnership di Piacenza e Reggio Emilia. E giustamente Parma si sta preparando a rilanciare la sua manifestazione in pompa magna.

Quindi: l’esposizione del Klimt con un grande evento a Piacenza potrebbe farle ombra? Si devono aspettare i tempi di Parma per evitare sovrapposizioni sgradite a qualcuno? O addirittura questo qualcuno pensa di mandare direttamente la Signora a Parma perché diventi la superstar della nuova kermesse?

Sono domande scomode, che molti in città si stanno facendo. E che meritano risposte chiare e alla luce del sole. Più si aspetta, peggio è. E qualcuno, stavolta a Palazzo Mercanti, dovrebbe capirlo. Perché se le cose vanno avanti così, oltre al Klimt, nel caveau ci finiscono anche le speranze dei piacentini.

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Avete dato un’occhiata a Piacenza ultimamente? Alle sue strade, al decoro urbano, alla sicurezza, alle iniziative culturali e d’intrattenimento? Alle acque torbide e stagnanti dei grandi enti cittadini, della sanità, della scuola e dell’università? Immobilismo e mediocrità sono le prime due parole che vengono in mente. Povera signora, forse faceva bene a starsene nascosta ancora per un po’.

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