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Provincia di Piacenza: la nuova indagine sulla logistica parte tra luci e ombre…

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La logistica in provincia Piacenza è al centro di grandi interessi economici e quindi politici da almeno trent’anni. Riassumendo: il settore è il driver principale del consumo di suolo ed è in continua espansione sul territorio; ha un giro d’affari da centinaia di milioni di euro e movimenta almeno il 30% delle merci nazionali quasi esclusivamente su gomma, con ovvi problemi di inquinamento dell’aria; coinvolge oltre 14mila addetti, che arrivano a circa 40mila con l’indotto; i contratti in generale sono a basso salario, con scarse qualifiche, spesso precari, e sottoscritti con cooperative o società che operano in subappalto per grandi gruppi.

Questi lavoratori sono impiegati in una moltitudine di capannoni che occupano circa 7 milioni di metri quadrati. In provincia sono concentrati in particolare nel polo di Le Mose, alle porte di Piacenza, e in quello di Castel San Giovanni. Due poli diversissimi: il primo, privo di servizi, è sostanzialmente abbandonato a se stesso, mentre nel secondo vige un’organizzazione a parco chiuso, che garantisce maggior qualità degli insediamenti e più stringenti regole di sicurezza per addetti e merci in transito. Senza dimenticare che da tempo è in crescita anche un terzo polo logistico a Fiorenzuola d’Arda in località Barabasca.

Il Piano territoriale di area vasta

Chi detta gli indirizzi sul futuro della logistica? La Legge regionale n.24/2017 (articolo 42) ha introdotto un nuovo strumento per la tutela e l’uso del territorio su scala provinciale: il Piano territoriale di area vasta (Ptav). Quello della Provincia di Piacenza, approvato il 23 ottobre dello scorso anno, seppur in presenza delle deroghe consentite dalla normativa regionale (articolo 53 Legge n.24/2017) e nazionale (articolo 8 Decreto legislativo 160/2010), ha fissato una serie di indirizzi per i Piani urbanistici generali (Pug) dei Comuni del territorio.

In sostanza, il Ptav prevede di limitare “la localizzazione di nuove attività logistiche ai poli di rilievo sovracomunale già esistenti dotati di adeguate connessioni alla viabilità autostradale e alla rete ferroviaria, subordinandola comunque all’adozione di adeguate misure di sostenibilità ambientale, territoriale e sociale”; in parallelo prevede di “promuovere la nascita di sistemi di governance strategica delle aree logistiche in grado di dare concretezza e fattibilità agli obiettivi regionali di riduzione del trasporto merci su gomma ma anche di etica e sicurezza del lavoro (società miste pubblico/privato, alleanze con strutture portuali, ecc)”.

Tenuto conto anche di queste indicazioni, per esempio, la maggioranza di centrosinistra guidata a Piacenza dal sindaco Pd Katia Tarasconi in vista del Piano urbanistico generale ha già fissato in un accordo una serie di paletti per lo sviluppo del polo di Le Mose.

La nuova indagine 

Tuttavia, solo sei mesi dopo l’approvazione del Ptav, ad aprile 2025, la Provincia di Piacenza annuncia all’improvviso una nuova indagine sulla logistica per approfondirne i rapporti con l’economia, la società, l’ambiente e il territorio, e per studiare indicazioni di policy per gli enti locali. Da allora silenzio e poi da questa settimana l’indagine torna alla ribalta.

Se martedì scorso la segreteria provinciale del Pd in una nota ha valutato positivamente l’iniziativa e ha chiesto una condivisione del percorso con gli stakeholder piacentini, il giorno dopo arrivano dubbi e perplessità sull’indagine. Sono quelli espressi da diversi Comitati impegnati sul territorio, Circoli del Pd, Legambiente, Alleanza verdi sinistra, singoli gruppi consiliari o consiglieri comunali che hanno lanciato un Appello per un rigoroso monitoraggio della logistica nel Piacentino.

Già all’opera

A colpire è che un’indagine del genere forse doveva essere alla base del Ptav piacentino e non arrivare un anno dopo, magari per correggerne il tiro. Dall’appello poi traspare la preoccupazione che questa ricerca non sia stata affidata a chi possa garantire terzietà, e quindi imparzialità di giudizio, ma a qualcuno che invece potrebbe essere “collegato o addirittura economicamente finanziato dagli operatori logistici stessi”.

Chi sono i soggetti coinvolti dalla Provincia di Piacenza nell’indagine, che venerdì a porte chiuse hanno già incontrato insieme proprio gli operatori logistici? Si tratta di nomi altisonanti e di certo ben pagati per il loro contributo: Nomisma, Politecnico di Piacenza e Milano, Università Cattolica di Piacenza e ITL, l’Istituto sui trasporti e la logistica di Bologna.

Chi fa che cosa?

A destare le maggiori perplessità è la presenza di ITL, ma non per la mancanza delle competenze necessarie. Certo, l’Istituto felsineo, che ha due sedi distaccate a Piacenza e Ravenna, annovera tra i suoi soci alcuni enti pubblici, tra cui la stessa Provincia e il Comune di Piacenza, la Regione Emilia-Romagna, nonché le Università coinvolte nella ricerca, e naturalmente ha fior di clienti nel mondo della logistica.

Quel che emerge però è anche altro, per ora ammantato da un silenzio bipartisan della politica: ITL nel suo staff, in qualità di senior project manager (in aspettativa), annovera anche Monica Patelli, la presidente di centrosinistra della Provincia di Piacenza, ente che ha incaricato la stessa ITL di partecipare alla nuova indagine sulla logistica…

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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