Caso Vezzulli: il Tar di Parma ha sospeso gli effetti della riorganizzazione dell’Avvocatura del Comune di Piacenza. Nei mesi scorsi, a seguito di questa scelta dell’Amministrazione guidata dal sindaco Pd Katia Tarasconi, la giurista, al vertice dell’Avvocatura dal 1998, era stata trasferita in qualità di dirigente alla Protezione civile. Nel frattempo, il suo ruolo veniva affidato, con un incarico ad “alta qualificazione”, ad un’avvocato, funzionaria che faceva riferimento alla dirigente amministrativo-contabile, messa a capo del settore legale.
Avvalendosi degli avvocati e docenti universitari Sandro Mainardi e Marco Sgroi, però Vezzulli ha presentato un ricorso al Tar, per ottenere l’annullamento di tutti i provvedimenti del caso. Con relativa richiesta di sospensiva dei loro effetti fino al giudizio di merito. E con l’intervento “ad adiuvandum” dell’Unione nazionale avvocati enti pubblici, rappresentata dall’avvocato Benedetto Ghezzi.
Il fumus boni iuris
L’istanza cautelare è stata accettata oggi dal Tar con un’ordinanza pronunciata limitatamente agli effetti sulla riorganizzazione dell’Avvocatura. La disposizione dà tempo al Comune di Piacenza – rappresentato dall’avvocato Giancarlo Altavilla del Foro di Pisa – fino al 1° novembre per procedere agli adempimenti necessari richiesti, e fissa l’udienza di merito il 26 febbraio 2025.
Secondo il Tar di Parma, «alla luce della normativa vigente, la scelta dell’Amministrazione di dotarsi di un proprio Ufficio legale determina l’insorgenza di una struttura che necessariamente si differenzia da ogni altro centro operativo e postula una diretta connessione gerarchico/funzionale unicamente con il vertice decisionale dell’ente stesso, al di fuori, quindi, di ogni altra intermediazione». Si può ritenere pertanto «che in assenza di tale diretta connessione gerarchico/funzionale – stante la attuale intermediazione del Dirigente amministrativo tra “Coordinatore avvocato” e vertice comunale – sussista in parte qua il presupposto del fumus boni iuris».
L’Albo speciale
In più, prosegue l’ordinanza, «la giurisprudenza ha concordemente concluso per la sussistenza dell’interesse a ricorrere contro un atto organizzativo avente carattere generale da parte di un dipendente dell’ente pubblico che lo ha adottato, tutte le volte in cui tale provvedimento è suscettibile di incidere in maniera significativa sia sulla sua collocazione all’interno dell’organizzazione medesima, che sulle attribuzioni esercitate». E anche «nel caso di specie l’interesse attoreo (di Vezzulli, ndr) alla tutela della propria posizione professionale è strettamente connesso alla struttura organizzativa dell’Avvocatura comunale».
Infatti, «la ricorrente – incontestatamente – è l’unica Dirigente-Avvocato iscritto nell’Albo speciale che può rivestire la posizione apicale dirigenziale ex art. 23, comma 2, L. 31 dicembre 2012, n. 247», si legge ancora nell’ordinanza firmata dai giudici Italo Caso (presidente), Caterina Luperto (referendario) e Paola Pozzani (referendario estensore).
Le conclusioni
«Ritenuto, quindi, che sussista la condizione del periculum in mora», i magistrati amministrativi hanno accolto «l’istanza cautelare disponendo la sospensione degli atti impugnati limitatamente alla parte in cui viene rideterminata la struttura dell’Avvocatura municipale, con effetto differito della presente ordinanza all’1 novembre 2024 per gli adempimenti di cui in motivazione». Infine, la disposizione «fissa l’udienza pubblica al 26 febbraio 2025″, con «spese compensate».
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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