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Supermercati a Piacenza: basta chiacchiere, servono i numeri per fare le scelte giuste

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Supermercati a Piacenza: la guerra del carrello continua. Da una parte ci sono i diritti acquisiti di chi ne vuole insediare dei nuovi. Dall’altra c’è chi chiede uno stop al proliferare dei maxi contenitori commerciali.

Il palcoscenico del braccio di ferro è il Consiglio comunale. Il mese scorso, durante l’approvazione del bilancio, un emendamento che chiedeva una nuova moratoria è stato bocciato dalla maggioranza di centrosinistra. Ripresentato come mozione lunedì scorso, sempre dai consiglieri di Alternativa per Piacenza, altra bocciatura a palazzo Mercanti; seppur come nel primo caso con qualche defezione tra i seggi della maggioranza. Nessun vincolo quindi per la giunta guidata dal sindaco Katia Tarasconi. Ma con la promessa di tener conto di questa spinosa problematica nella stesura del Pug, il Piano urbanistico generale.

La prima cittadina sui supermercati vuol tenersi le mani libere, sintetizzano dai banchi dell’opposizione; con la sua maggioranza che si giustifica paventando anche costosi contenziosi per il Comune in caso di nuovi stop, dopo la bocciatura al Tar della prima moratoria decisa in epoca Covid.

I fautori del no ad altri supermercati elencano diverse motivazioni: ambientali, perché causano ulteriore traffico di auto e aumentano l’inquinamento dell’aria; generano nuova occupazione di suolo e vanno ad accrescere un’offerta commerciale già satura; infine, si guarda alla crisi dei negozi di vicinato, con gli esercizi superstiti che vanno tutelati rispetto al proliferare della grande distribuzione organizzata.

La maggioranza risponde che ha ben presenti questi problemi e non li sta sottovalutando. Lavorerà per trovare una soluzione equilibrata. In sintesi, per quanto possibile, cercando di salvare capra e cavoli; perché non va dimenticato che tra l’altro la grande distribuzione organizzata paga tasse importanti, sugli scaffali propone anche prodotti locali, e offre tanti posti di lavoro.

Dov’è il piano commerciale?

Il problema però è un altro. Il dibattito per ora si è giocato sotto il profilo ideologico. Cosa intendiamo dire? Che chi è contro o chi è a favore dei nuovi insediamenti commerciali non ha prodotto dati per avvalorare l’una o l’altra tesi. Numeri concreti da cui partire, in rapporto a standard di riferimento riconosciuti per valutare un piano commerciale adeguato.

Possibile che in Comune non sia disponibile una fotografia, un censimento della situazione attuale della grande distribuzione organizzata in città? Quanti sono i supermercati e i centri commerciali a Piacenza e quanti metri quadrati occupano? Sono dislocati in modo corretto per essere raggiunti con facilità anche senz’auto da tutte le zone della città? E come si rapportano al numero degli oltre 100mila residenti? Sono sufficienti per garantire una sana concorrenza sul piano dell’offerta e dei prezzi, a partire dai prodotti alimentari, soprattutto a tutela dei consumatori più deboli, che devono fare i conti con l’aumento del carovita?

Insomma, non ne facciamo una questione di merito, ma di metodo. Senza questi dati sui supermercati attuali e su quelli previsti vale tutto. Che si vada in una direzione o nell’altra, la scelta non sarà pienamente consapevole. E per questo non andrà a vantaggio della città e dei piacentini.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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