Economia

Terrepadane: il Tar non ferma il possibile commissariamento del Consorzio piacentino

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Terrepadane: il Tar di Parma ha detto la sua. Ieri si è espresso sulla diffida del ministero dello Sviluppo economico che paventa il commissariamento del Consorzio agrario di Piacenza. Un provvedimento impugnato dai vertici di Terrepadane, guidati dal presidente Marco Crotti. 

La sentenza ai raggi X

Che cosa hanno stabilito i giudici nella sentenza? Alcune cose fondamentali. La prima: sulla vicenda la decisione spetta al Tar, poiché è “ritenuta la propria giurisdizione e competenza”. Quindi è corretto che i vertici di Terrepadane si siano rivolti al Tribunale amministrativo regionale di Parma.

Poi, relatore la dottoressa Jessica Bonetto, il Tar decide di rigettare la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento del ministero impugnato dal Consozio agrario. Come mai? Perché viene “ritenuta l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, difettando il necessario periculum in mora, tenuto conto che nessun provvedimento sanzionatorio, né il paventato commissariamento, sono stati disposti nei confronti del Consorzio”.

In altre parole: non si può fare un processo alle intenzioni espresse nella diffida arrivata da Roma. Quando ci sarà il decreto di commissariamento del ministero, i vertici di Terrepadane potranno impugnarlo chiedendone l’annullamento. E il Tar si esprimerà nel merito, decidendo se il provvedimento sia legittimo o meno.

E adesso?

La palla quindi da Parma torna a Roma. Il ministero, vista la sentenza del Tar che non glielo impedisce, dovrà decidere se commissariare Terrepadane in caso non vengano indette nuove elezioni, come ha richiesto. I tempi sono stretti, dato che si parla di fine anno. E l’arrivo di un commissario appare ormai inevitabile, perché i vertici del Consorzio, forti anche del lodo arbitrale che ha sancito la correttezza del voto, non vogliono fare quanto prescritto nella diffida ministeriale, annullando il risultato delle elezioni dello scorso anno.

All’epoca, la chiamata alle urne dei soci di Terrepadane, che comprende anche i Consorzi di Milano, Lodi e Pavia, una realtà da oltre 200 milioni di fatturato e con notevoli proprietà immobiliari, aveva visto l’esclusione dei voti espressi per procura. Una decisione da cui sono scaturite le contestazioni sul risultato elettorale, le ispezioni del ministero e i ricorsi alla magistratura. Il voto infatti aveva sancito la sconfitta della lista patrocinata da Coldiretti, favorevole all’entrata di Terrepadane in Consorzi Agrari d’Italia. Una scelta a cui invece si opponeva la lista capitanata da Crotti e sostenuta da Confagricoltura, che oggi è alla guida del Consorzio.

Il caso Vitale

Nella complessa vicenda piacentina s’intreccia anche quella di Fabio Vitale, direttore generale del ministero dello Sviluppo economico (rinominato delle Imprese e del Made in Italy), con delega alla vigilanza sugli enti cooperativi e sulle società. In carica dal febbraio scorso, dopo una seconda ispezione inviata a Piacenza e un parere dell’Avvocatura dello Stato, Vitale ha provveduto a diffidare Terrepadane. Una decisione che il direttore generale ha argomentato con determinazione anche sulla stampa nazionale.

Adesso però Vitale è in procinto di passare a un nuovo e prestigioso incarico. Dalla prossima settimana diventerà infatti il direttore generale di Agea, la cassaforte del ministero dell’Agricoltura. Sarà lui a chiudere il cerchio in anticipo, firmando il decreto di commissariamento di Terrepadane prima di lasciare gli uffici di via Veneto, oppure se ne occuperà il suo successore, di cui non si conosce ancora il nome?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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