Elezioni di Terrepadane: gli agricoltori piacentini bocciano l’entrata in Consorzi Agrari d’Italia (Cai). Il risultato era nell’aria, dopo l’esclusione degli oltre 400 voti per procura presentati da Coldiretti, grande sponsor della fusione. Ma nessuno si aspettava un exploit di queste dimensioni sul rinnovo della governance del consorzio di via Colombo.
La lista degli amministratori uscenti di Terrepadane, contraria a Cai, capitanata dal presidente Marco Crotti e sostenuta dalla Confagricoltura di Filippo Gasparini, ha totalizzato infatti l’80% dei circa 500 voti espressi in presenza. Con consensi compatti, che vanno dai 417 voti ottenuti dallo stesso presidente uscente fino ai 385 di Pierluigi Guidi.
Per la Coldiretti piacentina invece è stata una vera batosta. L’organizzazione sindacale ha portato fisicamente alle urne solo un centinaio di soci di Terrepadane. E senza riuscire a far eleggere nessuno dei suoi rappresentanti nel nuovo Consiglio di amministrazione, come dimostrano i voti racimolati dagli uomini di punta del suo schieramento, Guido Bardi (116 voti) e Gabriele Girometta (112).
Adesso partiranno i ricorsi contro l’esclusione del voto per delega prima e per procura poi. Ma questa battaglia legale, tanto prevedibile quanto per alcuni inutile, è un pannicello caldo per le ferite della Coldiretti piacentina. Certo, come abbiamo già scritto, questo successo per la lista di Crotti potrebbe risultare una vittoria di Pirro. Perché tra qualche mese i nuovi 700 soci di Terrepadane, iscritti in fretta e furia da Coldiretti nelle scorse settimane ma anch’essi esclusi dal voto, potrebbero chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria. E in quella sede sfiduciare Crotti e i suoi, per imporre nuovi amministratori del consorzio piacentino stavolta favorevoli al passaggio di Terrepadane in Cai, il vero obiettivo finale dei vertici nazionali e regionali di Coldiretti.
Quindi la battaglia non è certo finita. Ma il segnale arrivato dai soci di Terrepadane piacentini, milanesi, pavesi e lodigiani – anche se ha coinvolto un numero di votanti “legittimi” nemmeno del 40% degli aventi diritto – è altrettanto chiaro: il progetto di Consorzi Agrari d’Italia non li ha proprio convinti. E a meno di improbabili mediazioni, venderanno cara la pelle.
Chissà poi che effetti avrà questa sconfitta su altri importanti consorzi agrari che devono ancora decidere se entrare in Cai. E chissà cosa uscirà dalla resa dei conti che si è già aperta in Coldiretti e magari non solo a Piacenza.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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I voti con delega sono una farsa