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Giorgetti premier di un governo Salvini-Renzi?

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Giorgetti premier al posto di Conte. L’ipotesi di un ribaltone imminente circola nei palazzi della politica. Sarebbe l’ennesimo cambio di maggioranza in meno di due anni con un clamoroso ritorno al governo della Lega. Oltre al Carroccio, i partner sarebbero Forza Italia, i parlamentari 5 Stelle contrari al Conte 2, e soprattutto Italia viva.

Prescrizione fatale

Matteo Renzi ha annunciato a chiare lettere di essere pronto a far cadere il governo sullo stop alla prescrizione. Non vuole la riforma del guardasigilli Bonafede. In più, nella maggioranza lo scontro è aperto su altri temi: dalla revoca delle concessioni autostradali per i Benetton alla revisione del reddito di cittadinanza. E i numeri dicono che Renzi quantomeno al Senato può aprire la crisi sfilandosi dal Conte 2.
Ma c’è anche un altro motivo che spinge l’ex premier verso il centrodestra. Il suo partito nei sondaggi gravita attorno al 4%. E Renzi non ha nessuna intenzione di aprire la crisi per andare alle elezioni anticipate. Oggi sarebbe un suicidio politico, anche se si arrivasse alla legge elettorale di tipo proporzionale con uno sbarramento al 5%. Così, dopo aver aperto agli “odiati” 5 Stelle, Renzi sarebbe pronto ad aprire al “nemico” Salvini e non solo per le Regionali in Toscana.

L’amico Di Maio

Un altro segnale che non è passato inosservato è venuto proprio da Giancarlo Giorgetti. Il numero due della Lega ha rilasciato una serie di dichiarazioni che “riabilitano” il rapporto con il Movimento 5 Stelle e allargano le crepe al suo interno.
In particolare Giorgetti ha avuto parole di stima per Luigi Di Maio che rappresenta la destra dei 5 Stelle. Quella parte dei grillini che ha lottato contro l’accordo con il Pd e la nascita del Conte 2, digerito solo per evitare le elezioni anticipate. “Lui è uno che crede in quello che fa”, ha detto Giorgetti di Di Maio in un’intervista all’Unione Sarda. “Non è un opportunista. È uno che soffre in questa fase politica, che immagina un Movimento 5 Stelle non asservito al Pd. Uno con la schiena dritta”. Tradotto: lo vorrei anche nel mio governo, magari lasciandolo alla Farnesina.

I conti nel centrodestra

Se Renzi facesse cadere il governo sulla prescrizione, anche per un esponente storico di Forza Italia come Renato Brunetta si potrebbe ipotizzare una saldatura tra centrodestra e Italia viva capace di far nascere un nuovo esecutivo.
E Giorgia Meloni? Certo, si potrebbe opporre al governo Salvini-Renzi guidato da Giorgetti, auspicando un ritorno alle urne che dia al centrodestra la forza di governare da solo. Ma al di là dei sondaggi che vedono Fratelli d’Italia sopra il 12%, i numeri nell’attuale Parlamento lasciano pochi dubbi: il no della Meloni non bloccherebbe l’arrivo di Giorgetti a palazzo Chigi.

Dal Colle al Vaticano

Ma perché Giorgetti potrebbe essere il nome giusto per guidare un nuovo esecutivo Salvini-Renzi, in alternativa al no quasi certo di Mario Draghi? Prima di tutto perché l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio gode della stima del Quirinale. Poi l’ascesa del numero due della Lega a capo di un governo di centrodestra rassicurerebbe comunque l’Europa, i mercati e anche il Vaticano, con cui Giorgetti ha buoni rapporti.

Dopo il muro contro muro salviniano, che ultimamente ha portato solo sconfitte, si prospetterebbe così un Carroccio di governo più moderato, collegiale e con il “Capitano” un po’ ridimensionato, cosa che piacerebbe a Renzi. Questo però è forse il problema principale dell’accordo Lega-Italia viva. E va risolto in via Bellerio: Salvini accetterà di cedere il passo a Giorgetti? Accetterà di non essere il primo leghista della storia a diventare premier?

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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