Vaccini per il Covid-19: il furgone con il suo prezioso carico è arrivato ieri a Roma via Brennero dal Belgio. Sì, proprio così. Solo un furgone frigorifero, scortato dalle forze dell’ordine, e non un tir come ha trionfalmente affermato qualcuno suonando la grancassa mediatica.
Dosi trasportate: 9.750. Poche, molto poche. L’Italia come gli altri Paesi dell’Unione europea partirà con le somministrazioni il 27 dicembre. Il commissario Arcuri ha dichiarato che già dal 28 dicembre, secondo quanto assicurato da Pfizer, arriveranno in settimana altre 450mila dosi che verranno distribuite direttamente nei 300 punti di somministrazione scelti sul territorio con Regioni e Provincie autonome.
Ma non facciamoci illusioni. Se il segnale è arrivato e naturalmente è giusto che i primi a godere della protezione del vaccino di Pfizer-BioNTech siano i sanitari in trincea nella lotta al virus, per il resto della popolazione ci vorrà ancora molta pazienza.
Le dosi prenotate
Il Governo italiano si è assicurato 26,92 milioni di dosi del vaccino Pfizer, utili per 13 milioni di persone. Ma arriveranno nei prossimi mesi e non tutte in una volta. Poi, come riporta sempre il sito del ministero della Salute, il Governo ha prenotato 40,38 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca; 53,84 milioni di quello di Johnson&Johnson; 40,38 milioni di Sanofi; 30,28 milioni di CureVac e 10,76 milioni di Moderna.

Al di là delle stime sui tempi di consegna indicate dal ministero della Salute, si tratta di vaccini che in alcuni casi stanno incontrando ancora dei problemi, e che poi dovranno essere approvati, prodotti e distribuiti. Ecco perché – messi da parte i proclami di qualche politico e le grancasse al seguito – la corsa potrebbe essere ancora piuttosto lunga, come ha spiegato non senza preoccupazione l’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola in una video intervista.
In sostanza, a meno che non si guardi ad altri vaccini come quelli cinesi, secondo l’esperta è molto probabile che a disposizione nel 2021 ci saranno alla fine solo le dosi di Pfizer. E cioè poco più del 13% del totale di quelle previste, in grado di vaccinare 13 milioni di italiani su 60. Troppo pochi, considerando che per parlare di immunità di gregge nel nostro Paese si deve arrivare alla copertura di circa 40 milioni di persone.
Si profila quindi una maratona, o se preferite una corsa a ostacoli, che ci coinvolgerà perlomeno per tutto il 2021, con mascherine, distanziamenti e con le altre restrizioni sanitarie che ben conosciamo e con tutti i problemi economici che questo comporta.
Il punto sull’epidemia
Il Covid infatti nel frattempo non molla. Il giorno di Natale in Italia si sono registrati 19.037 nuovi casi, con un tasso di positività del 12,58% sui 151.334 tamponi effettuati, e altri 459 morti. Sommati ai dati precedenti, siamo a 2.028.354 positivi da inizio epidemia e a 71.359 decessi.
In Emilia-Romagna, sempre il 25 dicembre, si sono contati altri 2.127 nuovi casi. Su un totale di 10.861 tamponi, l’incidenza dei positivi è stata del 19,6%. Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, si sono registrati in totale 163.290 casi. I decessi regionali di ieri sono stati 65, che portano i morti a quota 7.400.
A Piacenza e provincia, i nuovi casi sono stati 124. Il numero dei positivi è salito così a 14.913 sempre da inizio epidemia. Gli 8 decessi registrati ieri (4 donne di 58, 68, 72, 86 anni e 4 uomini di 55, 70, 72 e 79 anni) hanno portato il numero dei morti a un totale di 1.207 vittime.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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