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Terza dose di vaccino contro il Covid: a che punto siamo?

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Terza dose di vaccino contro il Covid: facciamo il punto. In Israele, colpito da un’ondata di contagi della variante Delta, il Governo ha già fatto partire la nuova tornata di profilassi. Negli Stati Uniti, Pfizer ha presentato alla Food and Drug Administration (Fda) la documentazione sulla sperimentazione della terza dose di vaccino. E presto l’Amministrazione Biden dovrebbe annunciare l’intenzione di sottoporre al nuovo richiamo chi ha più di 16 anni. Quindi nuova iniezione per tutti, come ha prospettato Anthony Fauci, direttore dell’Istituto per le malattie infettive statunitense, e non solo per i soggetti connotati da un debole sistema immunitario per proteggerli dalla variante Delta.

A ruota di Washington viaggiano Parigi e Berlino. Con Francia e Germania che presto potrebbero annunciare a loro volta la necessità di un’altra iniezione per tutta la popolazione a otto mesi di distanza dalla seconda dose. L’obiettivo della terza, dicono gli esperti francesi e tedeschi, è tenere alte le difese contro possibili nuove varianti ancor più virulente della Delta.

Terza dose in Italia

La discussione sulla terza dose è aperta anche nel nostro Paese. Diversi esperti caldeggiano l’ulteriore richiamo vaccinale soprattutto per i soggetti più a rischio. «Potrebbe servire a dare un boost, un potenziamento della risposta immunitaria, a chi ha già chiuso il ciclo», ha detto per esempio Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e nel Comitato tecnico scientifico. Stessa linea con maggiore convinzione da parte del sottosegretario alla Salute, il medico Pierpaolo Sileri (5 Stelle) che si augura venga resa possibile «in autunno per i soggetti più fragili».

Di diverso avviso Massimo Galli, docente di Malattie infettive all’università Statale e primario al Sacco di Milano. «Il punto è valutare l’effettiva utilità di una terza dose di vaccino anti-Covid. Per il momento non ho ancora abbastanza elementi per poter prendere una posizione a favore», ha detto l’esperto commentando con l’AdnKronos l’annuncio dei primi dati sulla terza dose di vaccino presentati da Pfizer alla Fda. «Mi sembra una fuga in avanti, un modo per giustificare anche quello che ancora non sappiamo sui tempi di copertura dopo la seconda dose».

La circolazione del Covid

Galli poi ha mostrato qualche perplessità anche sull’attendibilità delle informazioni attuali sulla circolazione del virus in Italia. «Per leggere correttamente la curva dei contagi da Covid adesso, bisogna soprattutto chiedersi quanto siano attendibili i dati a disposizione in questo particolare periodo dell’anno: agosto e con gente in ferie fuori dalla propria sede. Per due fattori in particolare: quanti sono coloro che effettivamente fanno il test; a infettarsi sono soprattutto giovani per la maggior parte asintomatici».

È quindi «altamente probabile che il numero dei contagi sia molto più alto rispetto a quello ufficiale». E non solo in rapporto alla necessità di una terza dose, Galli ha concluso con una nota di speranza: «Al ritorno alle attività normali, dopo le ferie, di casi in più ne avremo di sicuro. Ma il numero di vaccinati è tale da non far temere una nuova ondata del virus con l’impatto drammatico che abbiamo visto nell’autunno scorso».

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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