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Terrepadane: la lettera a Meloni contro il commissariamento e la favola del lupo e l’agnello…

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Terrepadane: ultime mosse prima della riunione del Comitato centrale delle cooperative al ministero delle Imprese e del Made In Italy di lunedì prossimo a Roma. In quella sede verrà presentata la proposta di commissariamento di Terrepadane da parte dei dirigenti del dicastero di via Veneto. Un passaggio consultivo, ma comunque di rilievo, perché consentirà ai soggetti del tavolo di valutare il dossier, esprimendo il loro giudizio che sarà messo agli atti.

Lettera aperta

Dopo gli interventi dei giorni scorsi di Confcooperative e di Confagricoltura contro l’arrivo del commissario, oggi è stata pubblicata una lettera aperta di un nutrito gruppo di soci del Consorzio agrario indirizzata alla premier Giorgia Meloni e a due dei suoi ministri: Adolfo Urso, titolare del dicastero delle Imprese, e a Francesco Lollobrigida, che guida quello dell’Agricoltura, tutti esponenti di Fratelli d’Italia.

Oltre che su Libertà, il quotidiano di Piacenza, sede di Terrepadane, la lettera – che invoca l’intervento della presidente del Consiglio perché fermi l’illegittimo commissariamento – è uscita su altri tre quotidiani dei territori che coi loro consorzi agrari fanno parte della cooperativa (Milano, Lodi, Pavia). E cioè Corriere della sera, Cittadino di Lodi e Provincia Pavese.

Caso nazionale

Lo scopo della missiva, come dimostra soprattutto l’uscita sul Corsera, è di far nascere un caso nazionale. Di accendere i riflettori sull’ambiguo comportamento dei dirigenti del ministero delle Imprese dal 2021 a oggi; un tira e molla che a sentire i bene informati avrebbe l’obiettivo di favorire l’assorbimento di Terrepadane in Consorzi Agrari d’Italia, al di là della volontà dei soci della cooperativa piacentina che non ne vogliono sapere. Vediamo allora solo gli ultimi passaggi della vicenda.

Una prima ispezione ministeriale, chiesta dai soci della lista sconfitta di Coldiretti e sostenitori del passaggio a Cai, aveva attestato la regolarità delle elezioni del 2021; regolarità confermata anche da un lodo arbitrale del Tribunale di Piacenza a cui sempre questi soci Coldiretti si erano appellati. A seguire parte però una seconda ispezione ministeriale. Un percorso durato mesi, che nel maggio scorso porta alla diffida dei vertici di Terrepadane da parte del ministero: o nuove elezioni o arriva il commissario.

Bilancio record e nuove elezioni

Il Consiglio di amministrazione presieduto da Marco Crotti circa un mese dopo aver approvato un bilancio record si dimette in blocco. E indice nuove elezioni nei tempi più stretti possibili consentiti dallo Statuto della cooperativa. I soci che fanno capo a Coldiretti ricorrono al Tribunale delle Imprese di Bologna, chiedendo che sospenda le elezioni. Richiesta rinviata al mittente dal giudice.

Così dieci giorni dopo la delibera che le ha indette, lo scorso 4 luglio si tengono le nuove elezioni. E soci di Terrepadane confermano in massa – con 700 voti, pari al 53% del capitale sociale – il Cda dimissionario alla guida della cooperativa.

 Favola o realtà?

Sulla carta il ministero delle Imprese quindi non avrebbe più alcun motivo di commissariare Terrepadane, visto che le elezioni si sono tenute come richiesto. Ma i vertici di Coldiretti annunciano comunque l’imminente arrivo del commissario. Come mai? Perché adesso il motivo della sua venuta a Piacenza improvvisamente sarebbe cambiato. Dalle ultime indiscrezioni, pare che per i dirigenti del ministero sarebbe sufficiente che un gruppo minoritario di soci contesti anche le nuove elezioni nell’aula di un tribunale per procedere al commissariamento, di fatto sostituendosi alla magistratura.

Insomma, la vicenda ormai sembra essere ai limiti del grottesco. E ricorda sempre di più la favola del lupo e dell’agnello, con il primo che cerca una scusa qualunque che giustifichi la sua voglia di mangiarselo…

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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